Il Volo dell’Aquila: Angelo Livi

“Ti racconto una storia: il volo dell’Aquila è una trasmissione per la web radio “Radio Big World”. Attraverso interviste ad ex giocatori, dirigenti e tifosi dell’Aquila Montevarchi 1902, vengono raccolte storie e testimonianze alla ricerca della cosiddetta “Montevarchinità”:un sentimento di appartenenza collegato alle sorti della squadra cittadina. Tutte le puntate sono reperibili all’indirizzo radiobigworld.com/ilvolodellaquila , mentre l’articolo che segue è parte di una serie destinata ad apparire sul mensile gratuito Valdarno Oggi, con il quale collaboro.

Una vita legata direttamente alle sorti dell’Aquila, quella di Angelo Livi: ex giovane promessa, tifoso ed oggi Presidente della società Rossoblù.

“Stavo tornando da lavoro, una sera dopo le 22. Ho trovato nel telefono numerose chiamate perse dall’amico Ferdinando Neri, uno dei pilastri sui quali si basa la rifondata società Rossoblù. Decido così di richiamarlo, perché comunque ero stato personalmente coinvolto nel processo di rinascita fin dagli albori. È da lui - che conosco fin da quando eravamo bambini - che ho saputo dell’intenzione di nominarmi come Presidente. All’inizio sono rimasto incredulo della proposta, scettico rispetto alle responsabilità che si celano dietro una carica simile, ma non ho potuto fare a meno di accettare valutando la mia passione e la fiducia di tutto il resto dei consiglieri. È così iniziata una nuova ed incredibile avventura, che mi ha permesso di seguire dalla cabina di pilotaggio un volo che ha riportato la società in Serie D, passando per anni di vittorie e soddisfazioni”.

Giunto ai vertici dirigenziali grazie ad una intuizione del consiglio direttivo — in seguito all’uscita dalla carica di Gherardo Iannelli, comunque rimasto all’interno del consiglio stesso — Livi vive a trecentosessanta gradi (e con entusiasmo) la squadra Montevarchina ed i suoi colori, ma la sua passione ha radici profonde.


Angelo Livi veste i colori rossoblù fin da piccolissimo, aspirante calciatore tifosissimo della squadra della sua città. Inizia giocando per strada, nella circolare Piazza della Repubblica o nella palestra GIL, incontrando così personaggi storicamente legati al Montevarchi calcio come i fratelli Babacci, Mario Semoli, Franco Marchetti e Luigi Dotti: autentici maestri di calcio e di vita per Livi.

Angelo appartiene ad una generazione profondamente legata ai destini dell’Aquila anche attuale, tra i quali ritroviamo Riccardo Rossi — presidente della neonata associazione “Memoria Rossoblù” — con il quale insegue il sogno di diventare calciatore professionista spingendosi fino a Torino. Sono anni in cui il Settore Giovanile non viene né seguito né coltivato ai livelli odierni, ma nonostante questo Livi riesce ad arrivare nell’ex Capitale d’Italia, giocando negli allievi nazionali non ancora maggiorenne, in un epoca in cui il vivaio Granata è considerato tra i più forti a livello italiano.

L’esperienza è di quelle indimenticabili, seppur (a suo dire per eccesso di impulsività giovanile) la carriera non sia destinata a decollare: Angelo Livi decide di tornare nella sua città natale, alla quale è legato in modo appassionato, viene inserito in rosa in una squadra che conta al suo interno, tra gli altri, Vinicio Brilli ed Attilio Sorbi, facendo registrare una sola presenza in Serie C. L’anno seguente si sposta a Rosignano, dove soffre ancora una volta la distanza da Montevarchi, decidendo così di tornare sui suoi passi e di chiudere la sua carriera di calciatore. È così che Livi inizia a piantare le basi per la sua vita futura, costruendosi una famiglia, stabilizzandosi professionalmente, senza mai lasciar disperdersi la sua passione per i colori rossoblù, seguendo da tifoso le sorti dell’Aquila Calcio.

È grazie anche ad una sua intuizione che negli anni novanta nasce il Montevarchi Club, un gruppo di tifosi accomunati da passione calcistica ed amicizia, capace di garantire seguito settimanale in trasferta parallelamente ai gruppi ultras del tifo organizzato cittadino. Quasi per gioco, Livi viene nominato Presidente del Club, ed in un modo o nell’altro inizia a prendere pratica con aspetti organizzativi apparentemente occulti.

Gli anni passano, il Montevarchi Club si disperde in concomitanza con gli insuccessi e le problematicità societarie, ed è così che Angelo Livi passa da Presidente di un club di tifosi a quello della rifondata società calcistica che ha tifato da sempre, per la quale ha giocato fin da bambino.


Un uomo abituato a tifare ed appassionarsi dagli spalti, oggi felicemente “costretto” a dover guardare la partita dalla panchina, imparando a gestire quell’impulsività e quella passione che sottolinea spesso per autocritica, attraverso una diplomazia impeccabile.

Un indubbio valore aggiunto per tutti gli appassionati Montevarchini, considerando quanto Livi abbia passato sportivamente negli anni più bui precedenti al fallimento (in un percorso identico a quello di ogni tifoso che si rispetti), consapevole quindi di quanto sia corretto esprimere una passione anche nei momenti più difficili, comprendendo così contestazioni o consigli caldeggiati.

Recuperare “credito” nelle categorie che competono all’Aquila, non è stato facile, ma anche grazie all’esperienza di figure come Angelo Livi è risultato possibile negli ultimi anni.