Tutti abbiamo diritto ad una seconda possibilità

Eccomi alle soglie dei cinquanta anni, disoccupata e in cerca di capire cosa fare da grande. Forse è il momento di fare quello che si vuole? Si ma cosa?

Eccomi, settanta anni fa non avrei mai pensato di finire in un bagno. Settanta anni fa mi facevo comoda comoda per accogliere bambini e contadini, pastori e massaie nelle fredde stanze della scuola serale. Sentivo le loro mani sul mio legno, mani ruvide e vive, mani piene di sapore. Ora tutto è diverso, è bello farsi accarezzare dagli ospiti della casa!

Eccomi, con due secoli alle spalle e che fatica! Quante persone ho accolto, quante storie sentito, tante lacrime asciugato.. Ma sempre con un buon profumo di ragù stracotto, pane appena sfornato e altri odori che preferisco non ricordare. Le chiacchiere non mancavano mai qui nel vicinato, confuse con i giochi dei bambini e i versi degli uccelli. Eppure sono sempre qui, con un vestito nuovo e tanta voglia di ricominciare!

Eccomi, sono millenni che vivo qui, millenni vissuti tra alti e bassi. Eppure sono riuscita a ribaltare anche il destino più recente, lo sfollamento e l’abbandono. Ora sono patrimonio dell’Unesco e tutti riescono a vedere quella bellezza che non ho mai perso e che i miei figli hanno sempre visto in me.

Ora lo voglio gridare ai quattro venti: VENITE a sorprendervi, VENITE a perdervi, VENITE a sospendervi, qui a Matera.

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