Fake e junk news: la guerra informativa

Come si può manipolare l’opinione pubblica attraverso i social network

Se avrete pazienza di leggere anche i prossimi articoli di questa “serie”, capirete come l’argomento fake e junk news riguardi molto da vicino anche l’Italia e il MoVimento 5 Stelle.

Non c’è testata giornalistica che non dedichi spazio alla questione delle fake e junk news — le notizie false o spazzatura. Molto spesso per scoprire l’acqua calda. Perché il problema non sono le notizie false: esistono da sempre ed esisteranno sempre.

Uno degli strumenti, molto più invasivo delle fake news, per avvelenare il dibattito politico è quello delle Information Operation.

Qualche mese fa Facebook ne ha parlato in suo report che spiega come siano state condotte guerre informative tra Stati e organizzazioni private attraverso la sua piattaforma. Si tratta di

“azioni intraprese da attori organizzati (governi o soggetti non-statali) per distorcere il sentimento politico interno [a una nazione, ndr] o esterno [in una nazione straniera, ndr], soprattutto per raggiungere un obiettivo strategico e/o geopolitico”. Tali operazioni “includono una combinazione di metodi, quali notizie false, disinformazione, reti di profili finti diretti a manipolare l’opinione pubblica”.

In Supernova abbiamo raccontato nel capitolo “Internet si è rotta” come la Rete per stessa amissione dei vertici di Fb e Twitter sia diventata un campo di battaglia per Stati e organizzazioni.

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“Internet non si è solo rotta, come afferma uno dei fondatori di Twitter — è diventata uno strumento di guerra. Dopo anni di negazione e sottovalutazione del problema Facebook lo ha ammesso. Per la prima volta in un suo report parla di “information operation”, guerre informative tra Stati e organizzazioni private attraverso la sua piattaforma. Si tratta di “azioni intraprese da attori organizzati (governi o soggetti non-statali) per distorcere il sentimento politico interno [a una nazione, ndr] o esterno [in una nazione straniera, ndr], soprattutto per raggiungere un obiettivo strategico e/o geopolitico”. Tali operazioni “includono una combinazione di metodi, quali notizie false, disinformazione, reti di profili finti diretti a manipolare l’opinione pubblica”.
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Non è il mercato delle fake news, è qualcosa di molto più pericoloso.

Sono le operazioni di intelligence per la manipolazione della pubblica opinione che hanno corrotto “il coinvolgimento civico autentico”. Manipolazione e inganno che per riuscire hanno bisogno di una strategia e di azioni coordinate ma che una volta immessa in rete si diffondono attraverso canali e utenti autentici e inconsapevoli.

Le fake news sono solo l’ultima fase di un percorso molto più complesso.

Le information operation — secondo il report di Facebook — si strutturano in tre passaggi:

• Raccolta di dati mirata su specifici soggetti, con lo scopo di sottrarre ed esporre [o utilizzare ndr] informazioni non pubbliche

• Creazione di contenuti, falsi o reali, anche attraverso media e altre parti, e attraverso profili online finti

• Falsa amplificazione, ovvero l’attività coordinata di account inautentici per manipolare la discussione politica

E in altrettanti metodi:

• Notizie False: articoli che contengono intenzionalmente fatti falsi con lo scopo di ingannare, agitare, attrarre visualizzazioni

• Amplificatori Falsi: attività coordinate di profili inautentici con l‘obiettivo di manipolare la discussione pubblica (o attaccare una parte)

• Disinformazione: Contenuti inaccurati o manipolati diffusi intenzionalmente.

Se la rete di propaganda di uno Stato o di un’organizzazione privata decide di intossicare e avvelenare il dibattito usa senza alcun timore le piattaforme di social network.

La Rete, dunque, non è di per sé strumento libero e positivo: come ogni strumento è neutro e può essere utilizzato con scopi nobili e meno nobili. Chi dice il contrario sbaglia, o mente.


Io e Marco Canestrari abbiamo scritto come nasce, cresce e muta il MoVimento 5 Stelle in Supernova — Com’è stato ucciso il MoVimento 5 Stelle. Eravamo presenti, dal 2007 al 2014 lì dove le cose succedevano, dalla creazione all’arrivo in Parlamento del M5S: in questo libro raccontiamo la storia di come il sogno di Gianroberto Casaleggio sia diventato un pericoloso inganno.

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