Italia / Finanziamenti per le aree di crisi industriale complessa


Legge 181/89

La legge 181/89 finanzia programmi di investimento produttivo o programmi per la tutela ambientale, completati eventualmente da progetti per innovare l’organizzazione.

Gli investimenti devono prevedere spese per almeno 1,5 milioni di euro.

Le agevolazioni finanziarie possono coprire fino al 75% dell’investimento ammissibile con:
- contributo a fondo perduto in conto impianti;
- contributo a fondo perduto alla spesa;
- finanziamento agevolato.

Obiettivi

Con un’azione congiunta tra Amministrazioni centrali e Regioni, gli obiettivi sono:
- ripresa delle attività industriali;
- salvaguardia dei livelli occupazionali;
- sostegno dei programmi di sviluppo;
- attrazione di nuovi investimenti;
- riqualificazione e recupero ambientale.

Dove si applica

Per ciascuna area di crisi industriale complessa il Ministero dello Sviluppo Economico pubblica un avviso per fissare tempi e modalità di presentazione delle domande.

Attualmente le aree di crisi industriale complessa sono:
- Livorno;
- Piombino;
- Livorno;
- Termini Imerese;
- Trieste;
- Val Vibrata . Valle del Tronto Piceno;
- Venafro . Campochiaro . Bojano.
È in corso di elaborazione il PRRI per le aree di crisi di Gela e Taranto
Di prossima attivazione l’iter per gli interventi relativi alle nuove aree di crisi decretate nei mesi di settembre e ottobre 2016:
- area della Provincia di Savona: Comuni liguri del Sistema Locale del Lavoro di Cairo Montenotte e Comuni di Vado Ligure, Quiliano e Villanova d’Albenga;
- area Terni / Narni: sistema locale del lavoro di Terni;
- area Frosinone: sistema locale del lavoro di Frosinone;
- area polo industriale di Porto Vesme: sistemi locali del lavoro di Carbonia, Iglesias e Teulada (con esclusione dei Comuni di Domus de Maria e Teulada);
- area di Porto Torres: Comuni di Porto Torres e Sassari.

Sostegni agli investimenti ed all’occupazione delle aree più colpite dalla crisi industriale

ll Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Campania hanno firmato nel 2013 un Protocollo d’intesa per promuovere un Programma di rilancio delle aree più colpite dalla crisi industriale.

Il Programma, elaborato da Invitalia, ha una dotazione finanziaria complessiva di 150 milioni di euro. Il sistema di interventi è costituito da:

a) Incentivi agli investimenti e all’innovazione:
- Contratti di Sviluppo per progetti strategici di rilevanti dimensioni;
- Investimenti Innovativi per progetti di media dimensione orientati all’innovazione e al miglioramento competitivo;

b) Politiche attive del lavoro
c) Servizi di informazione ed orientamento

Il Programma è attivo nella macroarea di crisi, costituita da cinque aree di crisi industriale, che comprendono complessivamente 281 comuni.

Area di crisi di Airola

Comuni di Airola, Arpaia, Bonea, Bucciano, Forchia, Montesarchio, Paolisi, Moiano (provincia di Benevento).

Area di crisi di Acerra

Comuni di Acerra, Afragola, Brusciano, Caivano, Casalnuovo di Napoli, Castello di Cisterna, Marigliano, Nola, Pomigliano d’Arco (provincia di Napoli).

Area di crisi di Avellino

Tutti i comuni della Provincia di Avellino.

Area di crisi di Caserta

Tutti i comuni della Provincia di Caserta.

Area di crisi di Castellammare di Stabia

Territori dei comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Castellammare di Stabia, Cercola, Ercolano, Gragnano, Ottaviano, Palma Campania, Poggiomarino, Pollena Trocchia, Pompei, Portici, San Gennaro Vesuviano, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Santa Maria la Carità, Sant’Anastasia, Sant’Antonio Abate, Saviano, Somma Vesuviana, Striano, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trecase (Provincia di Napoli) — Angri, Castel San Giorgio, Cava dei Tirreni, Corbara, Mercato San Severino, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Roccapiemonte, San Marzano sul Sarno, San Valentino Torio, Sant’Egidio del Monte Albino, Sarno, Scafati, Siano (Provincia di Salerno).

Copyright Ian Hill / Flickr
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