Villar Perosa, il rito che non tramonta… quella mia volta con l’Avvocato Agnelli

di Mario Bocchio

I tempi sono cambiati, il passato non può essere un eterno e immobile presente, gli uomini passano e gli usi e i costumi pure. In fondo, quello che conta è che Villar Perosa sia sempre lì e la Juve anche, ogni estate che Dio manda in terra.
La passeggiata bianconera nel feudo degli Agnelli non ha più la sacrale importanza di una volta, ma resta un rito cui non ci si può sottrarre e al quale, soprattutto, non si può sottrarre la Juventus, che anche quest’anno è in Val Chisone, con le stesse immutabili modalità.

Personalmente ricordo quella volta che andai a Villar Perosa, era il periodo del Lippi vincente. Tutti volevano sapere se Paulo Sousa sarebbe stato venduto e allora i colleghi giornalisti presero d’assalto la celebre Croma dell’Avvocato.

Lui scese e finì per fissare gli allora miei baffi a manubrio. La battuta, per uno che aveva sempre la battuta tagliente ed efficace al monmento giusto, gli venne spontanea: “Chiedetelo a lui, con quei baffoni sabaudi!”.

Avevo così avuto il mio momento di gloria. A Villar Perosa, proprio dove il rito non tramonta mai.

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