Informazioni aggiornate e affidabili sugli incendi in Europa

Il progetto EFFIS e le sue nuove API

Lo European Forest Fire Information System (EFFIS) è un sistema informativo sugli incendi, creato a supporto dei servizi incaricati della protezione dagli incendi nei paesi dell’UE, che fornisce informazioni aggiornate e affidabili su questi fenomeni alla commissione e al parlamento europei.

È supportato da una rete di esperti chiamata “Expert Group on Forest Fires”, che provengono da 40 paesi (europei, mediorientali e nordafricani). Dal 2015 EFFIS è diventato uno dei componenti del “Emergency Management Services” del programma comunitario “Copernicus”.

In questi giorni (oggi è il 15 luglio 2017) l’Italia brucia e in particolare le regioni meridionali (la “mia” Sicilia è proprio tra le regioni più colpite). Nel recente report di Legambiente, basato su dati EFFIS, si leggono dei numeri impressionanti:

Solo in questo primo scorcio di estate 2017, da metà giugno ad oggi, sono andati in fumo ben 26.024 ettari di superfici boschive, pari al 93,8% del totale della superficie bruciata per dolo o colpa in tutto il 2016. Questo quanto emerge dai dati elaborati da Legambiente raccolti dalla Commissione europea nell'ambito del progetto Copernicus, aggiornati al 12 luglio. […] Secondo questa banca dati, le regioni italiane più colpite risultano essere la Sicilia con 13.052 ettari distrutti dal fuoco — con uno stillicidio di roghi in quasi tutte le province — la Calabria con 5.826 ettari e ancora la Campania 2.461, il Lazio 1.635, la Puglia 1.541, la Sardegna 496, l’Abruzzo 328, le Marche 264, la Toscana 200, l’Umbria 134 e la Basilicata con 84 ettari.

Un ettaro di superficie boschiva bruciata ha un valore di circa 10000 €, per un totale quindi di circa 260 milioni di euro di danno al nostro territorio.

Sul sito del progetto vengono esposte (tra le altre cose) questi tool/informazioni:

Quest’ultimo è esposto come mappa e i dati sono anche accessibili tramite questo URL:

http://effis.jrc.ec.europa.eu/applications/fire-news/kml/?&q=&from_date=08/07/2017&to_date=15/07/2017

È possibile personalizzare l’intervallo di tempo di cui si cercano notizie, usando i parametri from_date e to_date. L’output è in KML con lo schema informativo di sotto:

Le API

Quanto ho scritto finora è già abbastanza noto. Quanto seguirà è per condividere un gran bella novità: il progetto EFFIS espone delle nuove API!

In modo diretto o indiretto in questi giorni mi è arrivata la domanda: “come possiamo fare a rimanere aggiornati e/o diffondere alert e avvisi sugli incendi?”. Sono andato allora a rileggere questo vecchio scambio nella lista Open Data Sicilia, perché era ricco di informazioni e perché fece da apripista al progetto del 2016 di Giuseppe Ragusa denominato “Dati alle fiamme”. 
Ho letto poi il sollecito di Nino Galante, ne ho ricevuto uno diretto da Alessio Caspanello che se ne sta occupando su LetteraEmme per l’area di Messina, ne abbiamo parlato dentro onData e in ultimo con Matteo Fortini e Matteo Tempestini abbiamo creato ItaliaAFuoco.

Sono allora entrato di nuovo nel sito di EFFIS, ho guardato le mappe e ho cercato di capire quale fosse la fonte dei dati. Guardando il codice HTML mi è “saltato all'occhio” questo URL:

http://gwis.jrc.ec.europa.eu/rest/?format=api

Lo apro e mi rendo conto di avere davanti una miniera informativa utile a chi vuole accedere ai dati EFFIS tramite un personal computer, degli strumenti software e sopratutto qualche linguaggio di programmazione. Perché a quell’indirizzo sono disponibili gli stessi dati descritti sopra, ma tramite API REST con output in JSON. Come dare farina e acqua a chi sa cucinare.

Ma riscontro anche che i vari punti di accesso non sono descritti e che quindi avrei avuto qualche difficoltà ad usare per bene queste informazioni, in queste modalità. 
Dall’URL ho dedotto che le API sono state sviluppate dal Joint Research Centre dell’Unione Europea e allora ho pensato di chiedere informazioni a Margherita Di Leo che lavora proprio al JRC e che ho il privilegio di conoscere. “Madi” (che lavorava ad EFFIS fino all'anno scorso) come sempre mi risponde subito e mi indirizza ai suoi colleghi che hanno lavorato e lavorano su queste API, che mi danno subito delle informazioni interessanti.

Si tratta di un servizio attualmente in fase di sviluppo, perfettamente funzionante, in cui però manca ancora la documentazione.

La licenza sui dati è questa: i dati EFFIS sono Open Data, sono dati pubblici. La policy della Commissione ormai da qualche anno è open data by default, quindi dati aperti sempre con le classiche eccezioni legate a privacy, sicurezza, ecc..

I dati esposti in EFFIS sono solo quelli che è possibile mappare da immagini satellitari (prevalentemente MODIS), quindi relativi a incendi che hanno colpito aree di almeno qualche decina di ettaro.

L’URL di test per accedervi è questo: http://effis.jrc.ec.europa.eu/api-test.

Questa interfaccia è più comoda, perché sono visibili tutti i parametri utilizzabili nelle richieste. Gli endpoint consigliati sono quelli “/rest/2”, perché è in corso una ridenominazione e questi sono i nuovi nomi (gli altri sono in attesa di essere dismessi).

I parametri utilizzabili per fare un’interrogazione dei dati sono veramente tanti. Qualche esempio sull’endpoint delle aree bruciate (/rest/2/burntareas/current/):

E mi fermo, penso di avere dato un’idea. I responsabili del JRC sono al lavoro sulle API e sicuramente verrà creata una documentazione.

Cosa fare con tutto questo sta a noi. Con i dati esposti in queste modalità gli output possibili e quasi immediati sono veramente tanti: mappe, feed RSS dedicati, motori di notifiche personalizzati, bot, dashboard, widget con flussi automatici di notizie, inchieste, app per smartphone … e molto altro di più. 
Se ne farete uso e per qualsiasi feedback, contattate i responsabili del progetto, ne saranno ben contenti.

Con i dati non si spengono gli incendi, ma se si usano per creare una maggiore consapevolezza e conoscenza si contribuisce a indebolire quella che ormai è una piaga annuale insostenibile.


NOTA BENE: ho scritto un mini tutorial con un esempio su come si potrebbe convertire l’output in JSON in GeoJSON.