La Banca Mondiale libera i dati

La Banca Mondiale , come molti sapranno, fornisce prestiti agevolati ai paesi in via di sviluppo per finanziare programmi volti alla riduzione della povertà. Come spesso accade, non è tutto oro quello che luccica, e infatti da molti anni è stata lanciata una campagna internazionale per la sua riforma.

Ma non è dei lati oscuri che ogni banca ha — e ai quali nemmeno la World Bank sfugge — che voglio parlare qui oggi, ma della decisione di liberare i dati che questa istituzione detiene, e che riguardano i Paesi di tutto il mondo. Le attività di ricerca e finanziarie che la Banca svolge, si basano infatti su dati di tipo demografico, produttivo e ambientale di assoluto valore, e la decisione di renderli disponibili è un grande passo verso l’idea di dati “grezzi, aperti e liberi”.

Come fa presente Andrew Turner in un suo recente post, la Banca Mondiale aveva da tempo rilasciato delle API per poter utilizzare la propria banca dati in applicazioni esterne (c’è perfino un’app per iPhone), ma poterli ora scaricare in formati aperti (CSV, XML) li rende davvero accessibili a chiunque, per qualunque scopo.

Il catalogo dei dati è consultabile direttamente sul sito della WB, per Paese (qui l’esempio relativo all’Italia) con la possibilità di visionare direttamente in una stessa pagina i trend dei classici indicatori finanziari (PIL, export, reddito pro-capite, ecc.), demografici (indice alfabetizzazione, disoccupazione, educazione), sanitari (mortalità) e ambientali (produzione CO2 pro-capite). Ogni singolo dataset è poi scaricabile, come detto, in formati aperti utilizzabili in qualunque applicazione e per qualunque scopo.

Dati grezzi, aperti e liberi… a livello mondiale!

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