La Geografia è il destino della Medicina

Una citazione del genere appare certamente velleitaria in un Paese come il nostro, dove la Geografia viene talmente sottovalutata e ridicolizzata da dover sparire dalle nostre scuole, relegata a materia di serie B, indegna di essere insegnata in maniera decorosa.

Eppure questa è la citazione che riassume al meglio la presentazione tenuta a “TED Talks” da Bill Davenhall, coordinatore della sezione health and human services della ESRI.

Davenhall racconta di come l’esperienza di aver subito un infarto lo abbia condotto ad avere una sorta di illuminazione: è possibile che i luoghi nei quali ho vissuto nella mia vita siano in relazione con questo? Ma certo, ho detto tra me e me, pensando immediatamente all’elevata percentuale di casi di cancro e al tasso di mortalità proprio della città di Taranto, nella mia Puglia, una delle zone più inquinate d’Italia.

Geography matters… even in medicine.

Il sagace Davenhall infatti ci mostra come i luoghi nei quali ha passato la maggior parte della sua vita, siano guarda caso quelli nei quali ci sono i più elevati tassi di infarto, grandi città nelle quali i livelli di particolato, monossido di carbonio, ozono sono piuttosto elevati.

Ma cos’ha di così illuminante questo discorso? In effetti, sembra davvero banale affermare che le grandi città siano “pericolose” per la salute. In realtà Davenhall sottolinea come nessun medico, tra le tante domande volte a fare l’anamnesi di una malattia, chieda “ma lei, dove ha vissuto negli ultimi anni?”. Insomma la geografia delle nostre vite può dire davvero molto riguardo la nostra salute.

Concetti questi che sono alla base dell’epidemiologia geografica. Gli epidemiologi da molto tempo in effetti hanno compreso che studiare spazialmente la diffusione di malattie e di fenomeni ad esse collegati è di fondamentale importanza. Ho cercato in giro, e la solita Regione Emilia Romagna ha realizzato un Atlante di epidemiologia geografica, un gran bel lavoro che farebbe divertire parecchio quelli che, come noi, vedono mappe ovunque e hanno un irrefrenabile impulso a “mettere in mappa” qualunque tabella con nomi geografici.

Insomma, dopo l’eresia dell’eugenetica, prima o poi ci troveremo a parlare sempre più di geomedicina? Ovvero sempre di una medicina su misura, ma che tenga conto dei luoghi della nostra vita? Peccato che un’ora di geografia in questo Paese che fu di santi, poeti e navigatori, non valga quanto un’ora di religione. O pure due di educazione fisica…

Ma anche di questo parleremo presto…

Addendum

In seguito alla ripubblicazione di questo e altri post dal blog TANTO qui su Medium, ho effettuato qualche altra ricerca al volo attualizzata a gennaio 2017, trovando alcuni ulteriori riferimenti che 7 anni fa non c’erano e che potrebbero essere utili per chi volesse approfondire l’argomento.

Naturalmente si tratta di un elenco assolutamente non esaustivo:

Attenzione! Questo è un articolo di almeno un anno fa!
Ma i contenuti potrebbero comunque essere adeguati ai tempi!

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