L’Istituto Dati Aperti sprona il Governo: “Chiedi a Google, Apple e Uber di condividere i dati delle mappe”

Sergio Farruggia
Jan 29 · 6 min read

Cosa dovrebbe fare il governo?

IDA, importante think tank del Paese, raccomanda che la neo costituita Commissione Geospaziale nazionale:

  • sostenga un dibattito più ampio in merito ai rispettivi ruoli delle organizzazioni pubbliche, private e del terzo settore nel mantenimento e potenziamento dell’infrastruttura dei dati geospaziali del Paese;
  • promuova il dibattito per stabilire se le organizzazioni del settore pubblico debbano avere il potere — e con quali modalità — di imporre l’accesso, l’uso e la condivisione dei dati detenuti da grandi imprese.

Completa apertura dei dati relativi all’Osservazione della Terra

L’IDA esorta la Commissione Geospaziale a garantire che i dati acquisiti grazie alle tecnologie per l’Osservazione della Terra (Earth Observation, EO) raccolti e mantenuti dalle organizzazioni del settore pubblico, siano gestiti come dati aperti, così che chiunque possa accedere al loro utilizzo e ne sia garantita la condivisione. Come evidenzia il rapporto: “Attualmente ci sono oltre 80 paesi con satelliti in orbita, ma solo pochi di questi rende i loro dati satellitari disponibili in modalità open. Ciò, nonostante il fatto che i dati della EO pubblicati in formato aperto abbiano dimostrato di favorire la crescita economica, migliorare il benessere sociale, espandere le opportunità della ricerca pubblice e privata, sostengano l’innovazione, facilitino l’educazione delle nuove generazioni e migliorino il processo decisionale e la trasparenza all’interno del governo”.

Migliora altre tecnologie

La condivisione dei dati geospaziali potrebbe anche favorire lo sviluppo di nuove tecnologie come droni, satelliti commerciali e auto senza conducente e connesse, afferma il rapporto. Questo documento e i contributi IDA inviati nell’ambito della consultazione promossa dalla Commissione Geospaziale nazionale evidenziano come un rilevante numero di tecnologie e settori dipendono fortemente dai dati geospaziali, sia del settore pubblico, che di quello privato, tra cui:

  • droni che si basano su dati geospaziali (v. geofencing), ad esempio per impedire il sorvolo di aree aeroportuali;
  • servizi nel campo del trasporto, che utilizzano dati geospaziali per coadiuvare le persone a trovare soluzioni a problemi di mobilità, modellare i flussi di traffico, gestire le risorse stradali.

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