8 giorni da Oscar: American Sniper

“8 Giorni da Oscar” è la nostra rubrica straordinaria sugli 8 film candidati agli Oscar 2015 per la categoria Miglior film.
Ogni giorno, dal 14 al 21 Febbraio, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Tutti gli articoli sono stati redatti da firme differenti (alcune anche estranee al Cast). Il 22 Febbraio, infine, ci sarà una bella sorpresa per voi!
Il quinto film tra gli 8 candidati che vi proponiamo è American Sniper.

[quote dove=”centro”]SPOILER ALERT: Sono presenti spoiler riguardo il film, se non lo avete ancora visto e avete intenzione di farlo vi consigliamo di non proseguire oltre nella lettura[/quote]

American Sniper

American Sniper è l’ultimo film diretto da Clint Eastwood, basato sulla biografia di Chris Kyle. È in corsa per gli Oscar 2015 in queste categorie:

  • Miglior film
  • Miglior attore protagonista (Bradley Cooper)
  • Miglior sceneggiatura non originale (Jason Hall)
  • Miglior montaggio (Joel Cox, Gary D. Roach)
  • Miglior sonoro
  • Miglior montaggio sonoro

Quella che segue è la recensione del film; poiché ci sono molti riferimenti a scene e fatti narrati nella pellicola, nel caso non abbiate ancora visto il film vi avvisiamo: spoiler inside.

Chi è Chris Kyle?

Chris Kyle, nato in Texas nel 1974, è stato un soldato delle forze speciali dell’US Navy (Seal) dal 1999 al 2009. Impiegato come tiratore scelto per quattro turni in Iraq, è diventato il cecchino più letale della storia degli Stati Uniti d’America, con 250 uccisioni dichiarate e 160 riconosciute dal Pentagono. Introdotto alle armi da fuoco dal padre all’età di otto anni, dimostrò da subito grande abilità nel tiro durante le battute di caccia alle quali partecipò con il padre stesso.

Chris Kyle

Morì nel 2013, assassinato da un ex marine che soffriva di disturbo post traumatico da stress e che lui stava aiutando a rimettersi.

Il film

Clint Eastwood è un repubblicano dichiarato. In una bellissima intervista rilasciata su Il Venerdì di Repubblica, Clint esprime un concetto che sta alla base della sua pellicola: il capobranco protegge il gregge. È ciò che il padre di Chris gli dice a cena, in una delle prime scene del film, ed è ciò che lui dice allo psicologo, di ritorno dal terzo turno in Iraq. 160 uccisioni riconosciute lasciano in Chris qualche senso di colpa, ma, al contrario di quanto ci si possa aspettare, non riguardano le persone uccise, quanto i marines che non è riuscito a salvare.

Film Review American Sniper

All’interno della pellicola ci sono scene molto toccanti; una su tutte è certamente la macabra uccisione del figlio di un informatore dei Marines, al quale viene perforato il cranio con un trapano. Questa scena, emblematica e macabra, basterebbe a racchiudere il messaggio di un repubblicano che non è a favore della guerra a tutti i costi, ma che non riesce a girarsi dall’altra parte di fronte a certe barbarie.

Tuttavia il film non si concentra soltanto sul mero fattore bellico della guerra in Iraq, bensì riserva ampio spazio all’aspetto psicologico della guerra, che riguarda sia chi la combatte sia chi la vive dietro le quinte. Sotto questo aspetto, diventa centrale il ruolo della moglie di Chris, Taya (Sienna Miller), che vive nel terrore di non veder più tornare a casa suo marito e che poi, quanto Chris torna, si trova davanti ad un uomo diverso, cambiato, psicologicamente devastato. Anche in questo caso, alcune scene sono fondamentali:

  • la prima vede Chris Kyle seduto sulla poltrona, di fronte ad una televisione spenta, che rivive la sua esperienza in Iraq nella sua mente, sente le esplosioni, gli spari, le urla, vede i suoi bersagli, il suo fucile, e quasi non si rende conto di essere tornato a casa;
  • la seconda è la festa per il suo ritorno a casa, dove vediamo Chris seduto in giardino che non riesce a prendere parte ai festeggiamenti, ma che aggredisce un cane che sta giocando con suo figlio, convinto di doverlo uccidere.

Il film si interrompe con Chris che esce di casa per andare al poligono con l’ex marine che poi si rivelerà il suo assassino. Da questa scena si passa poi a delle riprese amatoriali, che mostrano la bara di Chris Kyle costellata di mostrine dei suoi ex colleghi e la processione verso il cimitero, seguita da migliaia e migliaia di americani che sventolano orgogliosi la bandiera a stelle e strisce.

Conclusioni

Per quanto possa sembrare l’ennesimo film sull’esercito americano pronto ad idolatrare le gesta eroiche dei suoi soldati e a minimizzare le ragioni dei terroristi, ritengo che questa pellicola meriti una visione più attenta, più larga, che permetta di cogliere e apprezzare a pieno ogni messaggio che Clint Eastwood ha deciso di trasmettere al suo spettatore.

Inoltre, alla luce degli ultimi avvenimenti in Siria relativi agli omicidi brutali perpetuati dall’ISIS, credo che questo film possa essere un buon punto di partenza per una riflessione sia personale che collettiva sull’argomento.

Insomma, American Sniper a mio avviso è un gran film. Clint Eastwood si conferma un gran regista, in grado di affrontare con seria professionalità ogni tematica della vita, dalla guerra all’amore al razzismo, lasciandosi alle spalle le sue personali convinzioni a vantaggio di una rappresentazione scenica neutra e veritiera.

[riassunto titolo=”American Sniper” voto=”9" ]Ottimo film, ottima regia, fenomenale Bradley Cooper. Da vedere per forza e da inserire nella cineteca personale.[/riassunto]