CelebratePride — La rivoluzione arcobaleno

In questi giorni i social si stanno riempiendo di immagini profilo coi colori dell’arcobaleno. Noi di Tasc abbiamo deciso di cambiare l’immagine profilo su tutti i social per metterne una con lo sfondo arcobaleno, per celebrare un fatto storico: negli Stati Uniti (tutti e 50 gli stati) è stato legalizzato il matrimonio omosessuale.

Perché è così importante

Gli Stati Uniti non sono famosi per la loro tolleranza verso ciò che è “diverso”. Qualcuno si ricorda il caso Rosa Parks? Il Ku Klux Klan? Martin Luther King? Sono cose che probabilmente non avete studiato al liceo, ma come vicende sono abbastanza note. Se ignorate totalmente l’argomento, vi consiglio la lettura di questo bellissimo romanzo di Ken Follett, che per un’infarinatura generale in materia è perfetto.

Tornando alla sostanza, i neri sostennero una lotta molto dura negli Stati Uniti prima di vedersi riconoscere i diritti civili che oggi diamo per scontati; cosa che gli omosessuali non hanno dovuto fare.

Questo è secondo me il fatto più importante: l’evoluzione della società, grazie sicuramente ai social network, è riuscita a sensibilizzare la popolazione in merito alle unioni omosessuali senza che fosse necessario ripercorrere le strade della seconda metà del XX secolo; semplicemente, abbiamo preso tutti coscienza del fatto che non c’è ragione per la quale gli omosessuali non dovrebbero avere gli stessi diritti riconosciuti agli eterosessuali.

Perché siamo tutti arcobaleno

La questione delle immagini profilo a sfondo arcobaleno, invece, ha più spiegazioni. Gli americani (e come dargli torto) hanno celebrato in questo modo il risultato ottenuto, spinti dalle personalità più di spicco della società moderna, dal Presidente, dai CEO delle più grandi società del mondo, dagli artisti e dagli sportivi.

Nel resto del mondo, al contrario, più che per celebrare, l’arcobaleno serve per manifestare il proprio consenso: non è per parlare male del nostro Paese, ma l’Italia è uno dei pochi paesi dell’eurozona a non riconoscere i diritti civili agli omosessuali. La scusa “Vaticano” regge poco, in quanto il Papa è stato il primo a dire “chi sono io per giudicare un omosessuale?”.

Perciò, essendo i nostri politici molto attivi sui social, la speranza è che questo fiume di colori li convinca a riconoscere i diritti civili agli omosessuali anche da noi.

Ovviamente c’è chi non ha afferrato appieno il concetto dell’arcobaleno, creando immagini di Hitler con filtro arcobaleno e hashtag #celebratepride; forse, in questo caso, sarebbe più appropriato un #riparliamonequandocresci.

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.