Energia rinnovabile for dummies

Cosa sono e quali sono le fonti rinnovabili. Paesi europei e Italia a confronto.

Dalia Mari
Feb 7, 2019 · 4 min read
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Le fonti energetiche dalle quali dipendono i sistemi energetici moderni, quali carbone, petrolio, gas naturale e uranio, sono legate a due problematiche ormai sempre più al centro del dibattito pubblico: da una parte queste fonti sono destinate ad esaurirsi (da cui la definizione di fonti non rinnovabili) e dall’altra il loro utilizzo comporta effetti indesiderati sull’ambiente, dalla portata potenzialmente distruttiva per i nostri ecosistemi.

Buona parte di queste fonti vengono utilizzate fin dai tempi della prima rivoluzione industriale. Ma sappiamo anche quanti anni sono passati dalla rivoluzione industriale?! Più di due secoli. È quindi praticamente più di 200 anni che usiamo come principali fonti energetiche quelle non rinnovabili, con effetti sull’ambiente che stanno diventando sempre più evidenti in tutta la loro drammaticità.

La “buona” notizia è che negli ultimi anni stiamo assistendo ad una, sebbene ancora timida, inversione di rotta. Secondo uno degli studi più recenti sullo stato dell’energia rinnovabile a livello internazionale, i trends globali mostrano che qualche progresso è in corso verso un’adozione più diffusa delle fonti rinnovabili. Ad esempio, la diminuzione dei costi della produzione da energia solare ed eolica ha portato ad una crescita annuale della produzione da energia rinnovabile nel 2015 al 22.8% su base annuale. Ma quali sono in dettaglio le fonti rinnovabili?

Quali sono le fonti rinnovabili

Le principali fonti rinnovabili sono l’energia solare, che deriva dalla radiazione solare; l’energia eolica, che deriva dal vento; la geotermica, scaturita dal calore del sottosuolo e l’energia idroelettrica, generata dai corsi d’acqua.

Proviamo a capirle nello specifico. La prima cosa che viene in mente pensando all’energia solare, la principale tra le fonti rinnovabili, sono i pannelli fotovoltaici, o meglio dei dispositivi che permettono di convertire i fotoni, o meglio i raggi solari, in un flusso di corrente continua. Un altro esempio altrettanto valido di utilizzo dell’energia solare sono i pannelli solari termici, i quali sono in grado di generare energia sotto forma di calore. L’energia eolica, invece, viene sfruttata attraverso le turbine eoliche ed è basata sul movimento rotatorio: il vento, soffiando, permette alle pale di girare; in questo modo il rotore (ovvero l’insieme delle pale) muove l’albero che, di conseguenza, fa partire il generatore creando così energia elettrica. Un altro tipo di energia, proveniente dalla Terra (in questo caso letteralmente), è quella geotermica che viene creata dal calore contenuto dentro la Terra. In poche parole, il vapore (prodotto dalle acque sotterranee e a contatto con le rocce terrestri) viene raccolto e diretto in turbine che generano energia elettrica utile per il riscaldamento urbano. Gli impianti idroelettrici sono principalmente di 2 tipi: ad acqua fluente (moto naturale di fiumi e corsi d’acqua) e ad accumulo (l’acqua viene conservata in bacini da cui poi è possibile recuperarla). Possono far parte della categoria idroelettrica, in questo caso anche detta marina, gli impianti che generano energia sfruttando le correnti generata dalle maree e dalle onde.

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Quali paesi europei si distinguono per produzione di rinnovabili?

La Danimarca è un particolare caso di successo: sfruttando sapientemente la sua posizione geografica, caratterizzata dalla presenza di forti correnti ventose, il paese ha una forte produzione di energia eolica. Nel 2017 infatti la Danimarca ha coperto il fabbisogno energetico del paese per circa il 44%, battendo ogni record (Dansk Energy, per l’ufficialità della fonte abbiamo incluso quella dell’Istituto di Energia del Governo in lingua danese, ma è possibile approfondire anche qui in italiano).

L’Islanda, invece, grazie alla composizione unica del suo paesaggio, caratterizzata da vulcani, lava, nubi di vapore e geyser, è tra i primi paesi del mondo a usare quasi il 100% dell’energia proveniente da fonti rinnovabili, il 73% generato dall’idroelettrica e il 27% dalla geotermica (Governo Islanda).

La Norvegia, storicamente il paese europeo per eccellenza produttore, e quindi dipendente, dal petrolio, è ormai tra gli stati che più si distingue a livello mondiale per la produzione di risorse rinnovabili. In particolare infatti questo paese produce energia per il 98% proveniente da fonti rinnovabili, di cui l’energia idroelettrica è la principale grazie ad alcune correnti fortissime di maree (Governo Norvegese).

…e l’Italia?

Per sapere come sta andando la produzione delle risorse rinnovabili nel nostro paese ci affidiamo al report dell’ANIE, un’associazione che riunisce le aziende che producono tutto ciò che è necessario (impianti, componenti, ecc.) per la produzione di energia a partire da risorse rinnovabili, come fotovoltaico, eolico, idroelettrico.

Secondo il report di Novembre 2018, nei primi undici mesi dell’anno ormai passato, abbiamo assistito ad un incremento del +9% rispetto al 2017 in termini di nuovi impianti fotovoltaici, eolici e idroelettrici presenti sul territorio nazionale.

Per gli appassionati invitiamo ad approfondire l’andamento delle specifiche energie rinnovabili cliccando qui e scaricando il primo documento in allegato. In particolare, riguardo il fotovoltaico:

Mentre per l’idroelettrico

Se il tema green ti appassiona e ti interessa capire cosa vuol dire nel concreto consumare energia verde, cioè energia proveniente da fonti rinnovabili, ne abbiamo parlato anche qui.

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Tate nasce per rendere facili e immediati alcuni servizi…

Dalia Mari

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Tate nasce per rendere facili e immediati alcuni servizi essenziali, come appunto l’energia. Gestiamo sempre più servizi direttamente tramite il telefono, perché non dovremmo fare lo stesso con l’energia?

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