Con la Carta d’identità elettronica l’Italia può contare su un documento di identità all‘avanguardia in termini di sicurezza e innovazione digitale. Ecco come richiederla, evitando tempi di attesa interminabili

Simone Piunno
Apr 4 · 8 min read

di Simone Piunno e Valerio Paolini

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Nel 2016 è stata rilasciata la versione 3.0 della Carta d’identità elettronica (CIE)[1]: un documento all’avanguardia, che nell’arco di due anni e poco più ha preso il posto del vecchio documento cartaceo nelle tasche di oltre 8 milioni di italiani. Un processo di rapido cambiamento, con l’emissione nell’ultimo anno di circa 6,5 milioni di nuove carte.

Sembra una cosa da poco: da un documento ingombrante, che si logorava facilmente, passiamo a una comoda card da infilare nel portafoglio. In realtà, la nuova Carta d’identità elettronica porta con sé una piccola rivoluzione in termini di sicurezza e innovazione digitale.

In questo post raccontiamo il processo di innovazione innescato dal Team per la Trasformazione Digitale, insieme al Poligrafico e Zecca dello Stato Italiano, per rendere più semplice il rilascio delle nuove carte, con una piccola guida per ottenere la propria CIE.

I vantaggi della Carta d’identità elettronica

L’aspetto più importante della nuova CIE è che si tratta di un documento sicuro, che garantisce in modo certo l’identità fisica e digitale del suo titolare utilizzando i più evoluti standard di sicurezza e anticontraffazione disponibili, attraverso:

  • inchiostri speciali ed elementi di sicurezza come gli ologrammi;
  • un chip a radiofrequenza che contiene i dati del titolare, l’immagine digitale della foto del volto e le immagini di due impronte digitali. Tali dati sono firmati digitalmente dal Ministero dell’Interno e resi pertanto immutabili.

La Carta di identità cartacea italiana era tra i documenti più falsificati in Europa e uno dei pochissimi ancora emessi in formato cartaceo. La nuova CIE, al contrario, fa un balzo in avanti, rappresentando un’avanguardia a livello europeo e mondiale proprio sul tema della sicurezza.

Un maggiore livello di sicurezza garantisce anche la protezione dei dati dei cittadini. Un esempio che genera un certo timore è quello delle impronte digitali, che ognuno deve fornire al momento del rilascio. Le impronte vengono salvate esclusivamente nella memoria interna della carta. Qui sono protette con dei meccanismi di accesso sicuri, che il Ministero dell’Interno rilascia soltanto agli enti autorizzati a verificare l’identità del titolare della carte tramite le impronte, come ad esempio per un controllo di sicurezza in aeroporto.

Foto: Ministero dell’Interno

Ai vantaggi immediati della CIE si aggiungono diverse opportunità, scenari che possono diventare realtà con la sua progressiva diffusione:

  • La CIE può essere usata come strumento di riconoscimento immediato. Un semplice dispositivo (anche uno smartphone) può essere in grado di “leggere” la CIE e associarla al codice fiscale del titolare. Questo vuol dire che la carta potrebbe essere semplicemente “strisciata” ai tornelli per entrare allo stadio, rendendo inutile la tessera del tifoso. Oppure potrebbe essere usata come badge per entrare in biblioteca, o come cartellino in ufficio, o al posto dell’abbonamento dell’autobus, o anche per fare in un istante il check-in alla reception di un hotel, senza dover fare fotocopie. Una vera rivoluzione che riduce moduli e burocrazia.
  • La CIE può essere usata come strumento di autenticazione online. Basta accostare la CIE a un apposito lettore collegato a un computer opportunamente configurato, o più semplicemente a un telefono Android con sistema NFC (disponibile per molti degli smartphone Android in commercio), per autenticarsi online, in ambito pubblico o privato, in Italia e in Europa. Di questa opportunità parleremo in un nuovo post nelle prossime settimane.

La nuova Agenda CIE

Oggi la quasi totalità dei Comuni (7.639 Comuni) è in grado di erogare la Carta d’identità elettronica presso i propri sportelli. Una delle criticità ancora presenti legate al suo rilascio riguarda però i tempi di attesa: in alcuni Comuni è necessario prenotare l’appuntamento presso l’ufficio anagrafe con settimane o mesi di anticipo, anche se la situazione sta migliorando velocemente.

Dal momento in cui il cittadino si presenta allo sportello, la consegna della CIE avviene al massimo entro sei giorni lavorativi, durante i quali:

  • il cittadino fa richiesta allo sportello comunale;
  • il Comune, tramite il Ministero dell’Interno, trasmette i dati al centro dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato che realizza le carte;
  • il centro spedisce la carta all’indirizzo indicato dal cittadino.

La produzione centralizzata delle carte permette di adottare macchinari all’avanguardia che implementano le più avanzate tecniche anticontraffazione. Si tratta di strumenti complessi e molto costosi, che richiedono personale specializzato e che non possono essere installati presso ogni Comune.

In genere, i problemi di attesa legati al rilascio della carta dipendono dalla difficoltà che hanno alcuni uffici comunali nel gestire gli appuntamenti. Per far fronte a questa criticità, il Team per la Trasformazione Digitale ha affiancato il Poligrafico dello Stato nella messa a punto di un nuovo sistema di prenotazione online per il cittadino che vuole rinnovare la sua carta d’identità. Un sistema che cerca di rendere più facile la vita sia agli utenti che alle Pubbliche Amministrazioni.

Un’immagine della nuova Agenda CIE

La nuova Agenda CIE è una web app semplice da utilizzare per ogni cittadino, che funziona così:

  • per richiedere la Carta d’identità elettronica basta semplicemente collegarsi all’indirizzo https://www.prenotazionicie.interno.gov.it;
  • scrivere il nome del proprio Comune, per verificare se utilizza il sistema di appuntamenti online Agenda CIE;
  • se la risposta è affermativa, senza bisogno di fare alcun login, si visualizzano gli appuntamenti disponibili ed è possibile prenotare quello più vicino o più adatto alle proprie esigenze.

Per rendere più snella e rapida la procedura di emissione della Carta di identità allo sportello, al momento della prenotazione online su Agenda CIE si potrà anche:

  • compilare tutti i dati direttamente online;
  • caricare la foto (anche scattandola con la fotocamera dello smartphone). Il sistema di Agenda CIE è in grado di verificare automaticamente che la foto corrisponda ai requisiti richiesti (definiti a livello internazionale dall’ICAO), evitando disagi, errori e perdite di tempo in cui si rischia di incorrere allo sportello;
  • leggere online l’informativa per la dichiarazione sull’autorizzazione facoltativa di donazione di organi e tessuti, che dovrà essere firmata durante l’appuntamento.

Nella prossima versione il sistema permetterà anche di pagare in anticipo con pagoPA il costo della pratica.

Questo sistema permette ai Comuni di:

  • gestire meglio i propri appuntamenti;
  • accelerare la procedura di rilascio: avendo già i dati, la foto e (presto) il pagamento, il funzionario allo sportello dovrà soltanto rilevare le impronte digitali e far firmare il modulo di richiesta e quello sul consenso alla donazione degli organi.

Il sistema Agenda CIE è a disposizione gratuitamente di tutti i Comuni (quelli che ancora non aderiscono possono inviare una richiesta al Ministero dell’Interno scrivendo a cie.comuni@interno.it). L’utilizzo di Agenda CIE non è esclusivo: molti Comuni, come ad esempio Firenze, danno la possibilità ai cittadini di prenotare online, ma anche di presentarsi direttamente agli sportelli dedicati al rilascio “a vista” (senza appuntamento) e fare immediatamente la carta.

Questo sistema “misto” si è dimostrato molto efficace, perché ottimizza il tempo e il lavoro degli sportelli comunali, utilizzando anche gli appuntamenti rimasti liberi, e permette di ottenere la nuova carta anche alle persone che, per scarsa dimestichezza con le tecnologie digitali, potrebbero non sapersi avvalere della prenotazione online.

Come richiedere la carta d’identità elettronica

Ecco infine una guida per richiedere una Carta di identità elettronica al proprio Comune. Il primo passo è prenotare un appuntamento (con Agenda CIE o altri sistemi di prenotazione adottati dai singoli Comuni), oppure recarsi direttamente allo sportello del cittadino (nei Comuni che non impongono la prenotazione obbligatoria).

Va chiarito che può richiedere la carta soltanto chi:

  • non ha mai avuto una carta d’identità;
  • ha una carta d’identità scaduta o prossima alla scadenza (da 6 mesi prima);
  • ha una carta d’identità smarrita o danneggiata;
  • ha modificato i propri dati anagrafici (es. nome o cognome; il cambio di residenza non costituisce motivo per richiedere la sostituzione della Carta d’identità).

In tutti questi casi per ottenere una Carta d’identità elettronica il cittadino dovrà presentarsi allo sportello comunale con un documento di identità, come:

  • la precedente carta;
  • una patente;
  • un passaporto.

Se non possiede un altro documento in corso di validità dovrà essere accompagnato da due testimoni. Oltre a un documento, dovrà portare con sé allo sportello:

  • una fotografia recente, se non è già stata caricata online (qui è possibile trovare tutte le caratteristiche che deve avere la foto);
  • la tessera sanitaria;
  • l’importo da pagare per il rinnovo di 22,21 euro (per nuove carte di identità o per rinnovare carte scadute, l’importo può variare leggermente da comune a comune per diversi valori dei diritti di segreteria) oppure 27,90 euro (se si chiede la CIE perché la precedente carta è stata smarrita o danneggiata). Anche se molti Comuni ancora non utilizzano il Pos per il pagamento con bancomat o carta di credito, tale importo per legge può essere corrisposto anche con pagamento elettronico;
  • la denuncia, se la precedente carta è stata smarrita.

Una volta allo sportello, sarà necessario:

  • verificare i propri dati con l’operatore del Comune;
  • fornire le impronte digitali (una per mano) attraverso un apposito lettore;
  • firmare la dichiarazione sull’autorizzazione di donazione di organi e tessuti (qui è possibile vedere un fac simile e qui sono disponibili le statistiche sul consenso, regione per regione), scegliendo di dare o meno il consenso (è possibile anche lasciare la dichiarazione in bianco);
  • firmare i moduli di richiesta della CIE.

Al termine della procedura l’operatore fornirà una ricevuta da conservare. Al suo interno si trova la prima metà di un codice PIN che verrà richiesto quando si vuole utilizzare la carta come strumento di autenticazione per dei servizi online, e metà del codice PUK, che si potrà usare per recuperare il PIN (esattamente come per le schede sim telefoniche). L’altra metà di entrambi i codici arriverà insieme alla carta all’indirizzo indicato.


Note

[1] Qual è la differenza tra la CIE 3.0 e la CIE 2.0?

La Carta d’identità elettronica 3.0 ha preso il posto della precedente CIE 2.0 all’inizio del 2016, per effetto del decreto ministeriale del 23 dicembre del 2015, che ne definisce le regole tecniche. La versione precedente era una carta a banda ottica e chip a contatto (come l’attuale tessera sanitaria) che veniva stampata direttamente da alcuni Comuni sperimentali, ma che non garantiva adeguati standard di sicurezza e soffriva di deterioramento precoce.

FAQ

[A] Perché il vecchio sito agendacie.interno.gov.it è ancora attivo?

Al momento la nuova Agenda CIE (il cui link corretto è https://www.prenotazionicie.interno.gov.it) è temporaneamente in funzione in parallelo a quella vecchia per permettere ai Comuni, senza interruzione di servizio, di cambiare la configurazione e attivare il nuovo sistema.

[B] Perché oltre a SPID viene permesso il login anche con un sistema alternativo?

Per ottenere SPID è necessario un documento di identità, quindi se SPID fosse obbligatorio per ottenere il documento si creerebbe un circolo vizioso.


Team per la Trasformazione Digitale

Blog del Team per la Trasformazione Digitale - Presidenza del Consiglio dei Ministri

Simone Piunno

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CTO @ https://teamdigitale.governo.it — Digital manager, geek, technology enthusiast, agilist, gospel singer.

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