PagoPA: dove siamo e quali sono i prossimi passi

La crescita della piattaforma unica dei pagamenti della Pubblica Amministrazione e alcuni esempi virtuosi

Nel maggio scorso, vi abbiamo raccontato come vogliamo trasformare i pagamenti digitali della Pubblica Amministrazione (e se vi siete persi il post potete recuperarlo qui) e quali fossero le prossime tappe del nostro viaggio. Siamo partiti da PagoPA, il nodo unico dei pagamenti pubblici italiani di cui ci siamo presi cura nell’ultimo anno e che, insieme ad AgID, siamo riusciti a migliorare e a far crescere riuscendo ad aumentare il numero di servizi esposti da parte delle Pubbliche Amministrazioni di tutta Italia (i numeri parlano chiaro e il trend è positivo). Ad oggi, possiamo anche parlare di alcuni esempi virtuosi di buon funzionamento di PagoPA, come l’esperienza vissuta con il Comune di Milano.

E quindi eccoci qui, abbiamo deciso di condividere con voi gli ultimi risultati del progetto e tutti i passi ancora da fare.


Siamo partiti da quattro obiettivi

Dopo i primi mesi di studio della piattaforma e con l’obiettivo di valorizzare e non sprecare il lavoro fatto negli anni precedenti, ci eravamo posti quattro obiettivi principali:

  1. migliorare la user experience online del cittadino in un’ottica mobile first;
  2. migliorare la user experience offline (ovvero rinnovare gli avvisi di pagamento cartacei) del cittadino;
  3. aumentare la qualità e il numero dei servizi esposti su PagoPA dalle Pubbliche Amministrazioni centrali e locali;
  4. cambiare l’architettura del nodo da un puro hub che smista transazioni verso il mondo bancario a un vero e proprio sistema di pagamento che si apre al mondo delle soluzioni innovative e non-tradizionali (come PayPal, Satispay e MasterPass).

Ovviamente, il tutto nel rispetto delle normative europee sui pagamenti (PSD e PSD2). Tante cose sono già state fatte, vediamole insieme punto per punto.

1 . Migliorare la user experience online del cittadino in un’ottica mobile first

Le esigenze di ogni cittadino sono chiare: poter pagare tributi, tasse universitarie e mense scolastiche, multe e TARI (e tanti altri servizi della Pubblica Amministrazione) con carta di credito – esattamente come accade in qualsiasi sito di e-commerce – e poi consentire al cittadino di memorizzare le proprie preferenze di pagamento perché l’esperienza si risolva in un solo click.

Inserimento della carta di credito sul nuovo pagoPA

Perché questo sia possibile, come già anticipato a maggio, siamo intervenuti sull’architettura di front end della piattaforma e stiamo rendendo disponibili su Developers Italia le librerie per app mobile (SDK – Software Development Kit), la relativa documentazione e i sorgenti di esempio per facilitare l’utilizzo e l’integrazione nelle app delle diverse Pubbliche Amministrazioni.

Entro la prima metà di dicembre rilasceremo la nuova esperienza web e le relative API (Application Programming Interface) e documentazione. Per fine dicembre sarà disponibile il nuovo PagoPA per tutte le Pubbliche Amministrazioni che vogliano offrire servizi web e mobile di ultima generazione.

2 . Migliorare la user experience offline (ovvero gli avvisi di pagamento cartacei) del cittadino

Non tutti i cittadini vogliono o possono pagare online. Dobbiamo quindi rendere fruibili e semplici anche le esperienze di pagamento offline per tutti i cittadini che preferiscono pagare alle Poste piuttosto che dal tabaccaio. La comunicazione della Pubblica Amministrazione deve essere semplice per essere efficace.

Il cittadino deve essere al centro di tutte le nostre scelte strategiche, deve essere libero di poter pagare come e dove vuole.

Ed è con questo spirito che è nato il nuovo avviso cartaceo di PagoPA, proposto, ad esempio, con la TARI del Comune di Milano. Un avviso semplice e chiaro che indica al cittadino tutte le modalità di pagamento possibili: sul sito del Comune, in banca o agli sportelli postali, ma anche nelle tabaccherie e ricevitorie.

Il modello di avviso cartaceo usato per la TARI del Comune di Milano
I risultati consolidati della TARI per il comune di Milano sono stati importanti: oltre 532 mila transazioni per un totale di oltre 182 milioni di euro incassati.

Paragonati con il 2016 è stato raggiunto un incremento degli incassi del 46% nel primo mese e del 20% consolidato, corrispondenti a circa 30 milioni di Euro. Molti pagamenti si sono concentrati nei weekend o la sera tardi, e su canali che l’anno scorso non erano disponibili. Insomma, i cittadini hanno pagato più facilmente e più velocemente di quanto non abbiano fatto un anno fa.

Sullo stesso modello di avviso della TARI stiamo ripensando anche il bollettino postale, perché diventi più chiaro e leggibile e su questo stiamo lavorando insieme a Poste Italiane. Ci siamo dati tempo fino alla prossima primavera per proporre a tutte le Pubbliche Amministrazioni il nuovo modello di avviso – il modello Milano che contiene una nuova veste grafica per il bollettino postale insieme a tutte le altre possibilità di pagamento.

Infine, abbiamo integrato in PagoPA la possibilità, per tutte le Pubbliche Amministrazioni, di utilizzare lo stesso avviso cartaceo anche in formato digitale. Perché? Per dare finalmente la possibilità a tutti i Prestatori di Servizi di Pagamento di poterlo inviare al cittadino semplicemente tramite una notifica push sul cellulare, oppure via SMS, utilizzando canali che siamo già abituati a usare ogni giorno.

3 . Aumentare la qualità e il numero dei servizi esposti sul nodo PagoPA dalle Pubbliche Amministrazioni centrali e locali

Analizzando nel dettaglio i dati dei pagamenti della TARI del Comune di Milano, ci siamo resi conto di come i cittadini abbiano utilizzato una moltitudine di canali diversi e che, tra questi, siano emersi nuovi player di mercato, come PayTipper e PayPal. Ma la notizia più positiva è il numero delle segnalazioni negative ricevute dal Comune, davvero esiguo.

La multicanalità, i numerosi luoghi disponibili, gli orari flessibili e la presenza di assistenza sono state le variabili vincenti in questa prima fase del processo che vedrà passare su PagoPA tutti i pagamenti della Pubblica Amministrazione.

I numeri dimostrano che se il cittadino può scegliere come pagare, lo farà sempre in base alle proprie abitudini e nel modo a lui più congeniale.

Ad oggi circa il 35% dei Comuni italiani è attivo su PagoPA.

Comparando gli Enti attivi con la loro distribuzione a livello nazionale possiamo notare come gli Enti al di sopra dei 15 mila abitanti (ovvero quelli di più grandi dimensioni) stanno aderendo maggiormente. Le transazioni medie per Pubblica Amministrazione sono passate da 81 a 329, e il trend è positivo. Un processo ormai innescato, che vede anche ACI come protagonista, avendo passato – in modo esclusivo – tutti i bolli auto pagabili online su PagoPA, cosa che permetterà di eliminare – dal 1 Gennaio 2018 – anche la commissione di incasso di 1,87 Euro su tutti i pagamenti online.

4 . Cambiare l’architettura del nodo da un puro hub che smista transazioni verso il mondo bancario a un vero e proprio sistema di pagamento

Questo cambio di architettura ha portato PagoPA a gestire anche tutti i pagamenti effettuati con carte di pagamento (carte di credito, debito e prepagate) presentandosi con una nuova user experience.

Il cittadino può inserire i dati della propria carta senza preoccuparsi di scegliere il PSP – Prestatori di Servizi di Pagamento – che dovrà eseguire la transazione: questo verrà scelto in base alla logica on-us, ovvero gestisce la transazione chi ha emesso la carta. Ciò permette commissioni più vantaggiose per il cittadino che, in ogni caso, avrà sempre la libertà di cambiare il PSP.

Ma non solo, il cambio di architettura ha introdotto anche il concetto di wallet, ovvero la possibilità di memorizzare lo strumento di pagamento preferito e di usarlo le volte successive semplicemente selezionandolo.

E poi ci sono gli altri strumenti di pagamento. PagoPA sta diventando inclusivo, ovvero una piattaforma dove trovano (e troveranno) posto realtà importanti come PayPal e Satispay (già a bordo, rispettivamente da luglio e novembre), e poi Masterpass e Jiffy (il peer to peer delle banche che è già in corso di integrazione).

Esempi di metodi di pagamento alternativi. Il valore delle commissioni è solo un esempio
L’obiettivo che ci siamo posti è quello di usare tutti quei canali che il cittadino è già abituato a impiegare nella sua quotidianità, permettendo un’esperienza di pagamento su PagoPA sempre più piacevole e accessibile.

Certo, tutto quel che è stato fatto non sarebbe stato possibile se non avessimo agito in una logica di sistema, coinvolgendo tutti i Prestatori di Servizi di Pagamento ma anche le istituzioni, come la Banca d’Italia. Abbiamo innescato un circolo virtuoso che porterà i cittadini ad avere un nuovo rapporto con i pagamenti online della PA, affinché si possa arrivare tra qualche anno a dirci ehi, ma com’erano le code per pagare allo sportello?