Una Repubblica Digitale e inclusiva per tutti i cittadini

Per avere dei servizi digitali che siano davvero alla portata di tutti è necessario contrastare l’emergenza digitale e ridurre il digital divide del nostro Paese. Un progetto per dare il nostro contributo.

Foto di Alina Grubnyak su Unsplash

Digital divide nation

Foto di Denny Müller su Unsplash
  • solo il 24 per cento dei cittadini italiani utilizza internet per accedere ai servizi pubblici (in questo caso il gap con la media Ocse del 57 per cento è ancora più ampio);
  • tra i Paesi industrializzati, l’Italia è uno di quelli che utilizza più contante (205,7 miliardi di Euro nel 2018), mentre il 50 per cento della popolazione non ha effettuato neppure un acquisto online nell’ultimo anno.
  • sia necessario affrontare questa emergenza in modo serio e strutturale, per contrastare gli altri problemi del Paese;
  • non sia sufficiente sviluppare servizi digitali innovativi se contestualmente non affrontiamo il tema dell’inclusione.

L’Italia, una Repubblica Digitale

Foto di Kelly Sikkema su Unsplash
  • Cultura informatica e competenze digitali sono requisiti essenziali della cittadinanza. Per questo pubblico e privato devono investire risorse per combattere ogni forma di analfabetismo digitale anche attraverso la scuola, l’Università e i mezzi di comunicazione di massa.
  • La tecnologia digitale può favorire lo sviluppo di una nuova forma di cittadinanza basata su informazione di qualità, partecipazione alle deliberazioni, interazione civica e su un rapporto più efficace tra cittadini e Pubblica Amministrazione. Pubblico e privato devono rendere disponibili i propri servizi in forma digitale in maniera accessibile e a misura di cittadino senza creare nuove barriere tecnologiche e abbattendo quelle esistenti.
  • Il digitale può diventare uno spazio di eguaglianza e di sviluppo delle comunità e degli individui. Pubblico e privato contribuiscono all’eliminazione di ogni ostacolo di ordine sociale, economico, geografico, tecnologico e culturale che può impedire di fatto l’uguaglianza tra i cittadini nell’utilizzo dei servizi pubblici e privati digitali e nell’accesso alle opportunità offerte dal digitale. Il digitale deve essere etico e antropocentrico.
  • siano realizzabili in un arco di 12 mesi dall’adesione;
  • siano coerenti con gli scopi e lo spirito del Manifesto;
  • abbiano un impatto misurabile con delle metriche ben definite.

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Fonte: Wikimedia

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Blog del Team per la Trasformazione Digitale - Presidenza del Consiglio dei Ministri

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Luca Attias

Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale – Team per la Trasformazione Digitale