La midia dei musi neri

Tennis Club / 2.16 Doppio nodo

I Meucci e i Di Simplicio erano le uniche due famiglie di Paolini ad avere i servizi igienici fra le mura domestiche, e non all’esterno. Se quello della casa di Gemma era al momento inutilizzato, quello di Lina era decisamente frequentato. Il locale era adiacente alla camera da letto di Nero (una volta talamo coniugale, poi solo di Lina) e la padrona di casa, che già possedeva un naturale intuito per le persone e le cose, quando andava a lavare il marito immobile riusciva anche a monitorare le situazioni più pratiche. Dai mal di pancia alle conversazioni segrete.

La finestra del bagno si affacciava al retro della casa, dove c’erano le conigliere e poco distante i polli. Con una madre come Lina era quasi impossibile sfuggire al controllo, ma in momenti propizi della serata, magari quando era impegnata a scovare la midia di qualche paesana, le figlie potevano comunicare sottovoce attraverso quella finestra, una dentro, e l’altra ascoltava da fuori poco più in basso.

Lina Meucci si era accorta che qualcosa stava andando tremendamente storto già a inizio gennaio, non aveva avuto bisogno di origliare la conversazione fra Gabriella e Arcida. La sera del sette era addirittura arrivata Teresa, ufficialmente in visita di cortesia, ma era evidente che le figlie stavano celando un segreto. Con il solo sospetto nel grembiule non aveva ancora parlato con Gemma, ma era questione di ore ormai. Per la prima volta Lina era spaventata dal possibile responso dell’olio nel catino, le cose stavano per prendere una piega imprevista e burrascosa.

Ma questa corda non presentava un solo nodo, ma ben due. Le ragazze si erano infatti rese conto del gioco di sguardi fra Lina e Gemma, di un loro tacito accordo risalente al trasferimento dei Di Simplicio a casa loro, forse addirittura legato alla tragedia di Ognissanti. Lo spettro della midia aleggiava ancora sopra il loro tetto e la madre le credeva un po’ troppo ingenue. Era convinta di non essere stata vista mentre portava, nella notte, un fagotto lungo e stretto fra le braccia, per poi uscire dalla porcilaia senza. Arcida aveva poi scoperto l’oggetto del mistero: il vecchio fucile da caccia del padre, appoggiato fra altri attrezzi, quasi mimetizzato.

Il vero fulcro di questa storia di armi e segreti era Gemma, che con occhio lucido aveva facilmente sbrogliato la matassa. Vedeva la titubanza di Lina e la perdita di quella sua arcinota sicumera. L’aveva vista rientrare in casa un pomeriggio, con l’insalata fra le braccia e l’aveva affrontata per dare il via all’ultimo giro di quella ruota.

Liné, che vuoi aspettare, che Gabriella partorisce?

Le aveva parlato con tono tranquillo, come si parla del tempo o della cena, mentre teneva sulle ginocchia Nero il piccolo, e lo faceva trottare. Forse era stato questo a spaventare Lina ancora di più, quella calma. Adesso Gemma era la strega, e per poco a quell’altra non cascava l’insalata.

Non era riuscita a rispondere Lina, ma era comunque entrata in cucina e aveva liberato le braccia. Era bastato un piccolo cenno e aveva capito pure lei, finalmente. Era incinta di Arturo.


L’ultimo episodio uscirà martedì 21 alle 13!

Tennis Club.