Phon e Polaroid

Tennis Club / 2.3 Nero a terra

Terra Rossa di Etan Vee

Illustrato da Etan Vee

Non ha voglia di ridere Nero, a testa in giù nel furgoncino bianco che ha appena bruciato una curva. Siamo all’inizio degli anni settanta e lui è un minorenne senza patente che ha fatto volare il mezzo con dentro il carico di bibite da consegnare. In piena campagna.

Con il relitto alle spalle percorre a ritroso la strada, a piedi, sotto il sole. Non conosce le parole ma canta Can the can di Suzy Quatro. Le inventa, le parole, come si inventa una vita da un po’. Ha quattro sorelle e una mamma, deve lavorare per forza. Non c’è una prospettiva che sia una lì al paese, ma c’è il lavoro al magazzino, e c’è il panino con la cioccolata che mamma gli compra quando ritira la pensione.

Ha imparato a guidare da solo, il motorino, la macchina, il furgone. E’ un pessimo nuotatore, una volta si è tuffato nel laghetto e si è dato una sola possibilità, nuotare subito o affogare. Nero non ha stile ma è molto bello ed è bravo a sopravvivere.

Ha imparato anche a reinventarsi, a inserirsi. Quando ha conosciuto la sua bionda del nord Italia ci ha visto tutte le possibilità che non avrebbe avuto con Antonella, al paese. Era amore con la bionda, ma era anche fuga e ancora una volta sopravvivenza. Ma questa volta senza perdono.

Qualche soldo messo da parte, un figlio alla soglia dei trenta come fanno i ricchi e con un nome del Nord, la nuova passione per il tennis imparata sul campo. Le sue sorelle maggiori, stipate sul sedile posteriore della macchina, stanno pensando corrucciate che adesso non ci sono più scuse, basta scappare. Sono decise a farlo tumulare dove è nato.

Nero è stato fregato attraverso un lungo ed elaborato inganno. Cementata la sua sicurezza con un ottimo lavoro nella cosmesi (dove mimetizzava perfettamente la sua origine umile), un crack finanziario e una rinascita, gli era stato dato tutto quello che desiderava. Una moglie bella che gli lasciava la libertà di dare sfogo alle sue passioni, non solo il tennis e il poker ma anche e soprattutto gli amici, un figlio identico a lui. Una bella casa e un giardino da curare. Avrebbe voluto anche un cane ma Bionda era stata irremovibile.

Un simile lupo non lo sconfiggi con una malattia, non lo devi mettere in allarme. Il suo ultimo match è una formidabile vittoria senza fatica, 6–1 6–1. Sapeva di poter spingere nonostante la non più giovane età, i controlli clinici glielo avevano confermato. Bionda gli fa il gesto dell’orologio da bordo campo, hanno una cena e lui si attarda con l’amico e avversario, parlano di cazzate.

Eccolo, il punto preciso in cui abbassa la guardia. Una vita intera per arrivare a quel momento. Un colpo da un tiratore scelto, una singola chance, e Nero esplode come una stella. L’invincibile si accascia sul campo alzando solo una misera nuvoletta di terra rossa.

Che nessuno pianga.

Riccio è un manichino disperato all’ingresso del salone, e le risolute sorelle del defunto capiscono in quel preciso istante che il fratellino non è mai stato vittima del Nord, che ruba i cari e li allontana per sempre, ma al contrario è sempre stato padrone di se stesso, e che in quella terra fredda e dal dialetto incomprensibile ha trovato l’amore. Quello che costruisci, quello con il prezzo. E cambiano idea, Nero va sepolto qui.

La notte stessa, la seconda di veglia, la bara è al centro del salotto e il centro di questa famiglia riunita dalle circostanze. Ci sono le sorelle, Bionda con l’inseparabile Fiore e Riccio con le braccia e la testa appoggiate sul lato del feretro aperto. Con i capelli sulla faccia cita Walt Whitman in un rosario di inconsolabili chiacchiere e tutti i presenti fanno il primo passo verso il giorno dopo. Chi pensa ai capelli da sistemare in vista del funerale, chi a quando riaprire il Tennis Club e chi guarda gli oggetti deposti sulle gambe di Nero: una racchetta e un mazzo di carte. Un panino con la cioccolata sarebbe stato una consolazione di gran lunga più apprezzata.

So make a stand for your man, honey/ Try to can the can/ Put your man in the can, honey/ Get him while you can/ Can the can


Tennis Club: Phon e Polaroid

2.1 Riccio e la lama

2.2 Bionda e le sirene

Tennis Club: Il branco del Nord

1.0 Pilot

1.1 Il quinto giorno

1.2 Nuotare

1.3 Millelire