CRACK! Contro la noia del lettore moderno ci vuole una rottura

Nell’incontro di Aprile abbiamo indagato sulle dis/connessioni letterarie in compagnia del comitato editoriale della nuova rivista torinese

Annalisa Menin
Apr 24 · 4 min read

Per primo arriva il suono, anche se la fisica ci ha insegnato il contrario. Beh, diciamo che escludiamo lampi, fulmini e saette.

Tlin. Notifica.

Drin. Telefonata.

Mumble rumble.

Che sia un’appassionata ricercatrice di significati su vocabolario credo che sia cosa nota, ma stavolta non mi sono affidata al signor Treccani, bensì a YouTube: ho così scoperto che esistono canali dedicati esclusivamente a raccolte di effetti di suono — dai diversi tipi di allarme di sirena per tornado ai giochini gommosi dei cani alle battaglie spaziali. Un mondo di cui ignoravo l’esistenza. Per raccontare cos’è successo nel nostro ultimo incontro sono andata alla ricerca di un rumore e ne ho trovati così tanti che solo quello riferito al ghiaccio è una registrazione di suoni lunga quasi otto minuti.

Crack!

Nel nostro immaginario è immediatamente solo una cosa: rottura. Dopo sabato 13 Aprile, per noi TDM sarà anche una rivista. I nostri ospiti sono stati Manuela Barban, Andrea Ciardo e Giorgio Ghibaudo, ossia il comitato editoriale di CRACK, la nuovissima rivista di dis/connessioni letterarie con tanto di playlist di brani suggeriti per la lettura (che in questo preciso momento sto testando anche per la scrittura). Oltre alla versione online, c’è anche — evviva! — quella cartacea, con una tiratura di 500 copie stampate disponibili gratuitamente fino a esaurimento scorte presso librerie indipendenti, negozi e luoghi speciali a Torino (c’è anche Portmanteau!) e in tutta Italia. La rete di persone che ruota intorno a questa rivista — dal comitato lettura all’art direction al gruppo di grafici e fotografi fino ai librai, appunto — dona una vivacità e una pluralità di prospettive che non tutte le riviste posseggono.

Ph. Marzia Allietta

È sotto gli occhi di tutti il proliferare di discussioni intorno alla lettura: uno degli obiettivi dichiarati con energica determinazione da Manuela, Andrea e Giorgio è abbattere la noia, perché se è vero che ci sia tanto parlare di lettura, sono pochi quelli che leggono davvero e la sciatteria di contenuti è perennemente in agguato. Ciò che contraddistingue Crack è, innanzitutto, la precisa idea di entrare ed uscire dalla storie senza restarne intrappolati e senza dover, di conseguenza, rispondere a tutti i costi a dettami di forma correlati: ecco allora che il limite iniziale della stampa in bianco e nero ne è diventato immediatamente il segno distintivo, così come la decisione di non lasciare spazio alle recensioni, ma di dedicarsi ad altre rubriche, tra cui le micro lezioni di scrittura e i sonetti rotti.

Il lavoro di redazione è metodico e ognuno di loro ha affinato il proprio modus operandi per ricercare la qualità nelle storie che leggono ogni giorno (a proposito, vuoi inviare quel racconto che custodisci nel cassetto da troppo tempo?): uno si focalizza sulla scrittura, l’altro sulla trama e poi, inevitabilmente, si arriva “alla pancia”, ché senza quella le storie proprio non possono andare lontano.

Ph. Marzia Allietta

Manuela, Andrea e Giorgio hanno frequentato insieme alcuni corsi di scrittura e proprio sui banchi è nata l’idea di occuparsi di una rivista letteraria, ma alla domanda

“Vi sentite più lettori o scrittori?”

non esitano e propendono per la prima opzione, vestendo con disinvoltura i panni di consiglieri di lettura che chiediamo di indossare ai nostri ospiti. Così Giorgio ci ha suggerito la raccolta di racconti di Tennessee Williams L’innocenza della caramelle, Andrea il mondo surreale e grottesco di Vito Ferro de La vita va avanti e Manuela La gente non esiste di Paolo Zardi, definito una “polaroid di situazioni”.

Ph. Marzia Allietta

E non è finita qui: come redazione ci consigliano all’unisono Stato di famiglia di Alessandro Zannoni, un’altra raccolta di racconti che proprio non si può non leggere.

Insomma, se la lettura “ufficiale” di questo mese è la loro rivista, i nostri tre redattori preferiti non si sono certo risparmiati! Tra una fetta di torta russa e l’altra — preparata come sempre da Marzia Allietta ispirata dal libro che abbiamo letto su suggerimento del consiglio di Febbraio — provo a mettere in castagna gli ospiti con un improvviso interrogativo:

“Esiste una scrittura femminile?”

Manuela replica immediatamente: “C’è la scrittura. Io non leggo storie brutte”.

CRACK.

Teste di Medusa

Teste di Medusa è il bookclub più elettrico di Torino. Leggiamo, raccontiamo e mangiamo storie. Siamo menti fluorescenti, elettriche e indipendenti.

Annalisa Menin

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