After: ce n’era veramente bisogno?

Quando mi è stato proposto di leggere la serie di After di Anna Todd ho pensato, in uno slancio di ottimismo: “Sì, dai. Magari sono migliorate.” Speravo, pregavo che le fan fiction sugli One Direction fossero salite di livello, che le loro autrici, invasate dodicenni in preda agli ormoni che dipingono Harry Styles (povero Harry, ma che vi ha fatto? Ve la prendete sempre con lui. Ci sono altri quattro tre membri del gruppo a cui deturpare l’immagine pubblica) come un maniaco pervertito e manipolatore (un nome a caso, Dark, FF bandita da EFP) avessero deciso di tornare a più miti consigli.
 Tutto falso.

Theresa Young, per gli amici Tessa, è la tipica ragazza semplice e impegnata con un futuro promettente: iscrittasi al college, sogna di entrare nell’editoria, sostenuta dalla madre e dal fidanzato perfetto. All’apparenza sembra una persona sicura di sé, intraprendente e potrebbe perfino starvi simpatica. Peccato che una volta arrivata alla WCU, in una girandola pirotecnica di cliché universitari tra cui compagne di stanza promiscue, ragazzi tatuati e secchioni bullizzati, conosca Hardin Scott (sarebbe Harry Styles, ma con questo nome irriconoscibile chi potrebbe mai capirlo?), lo stereotipo del bello e dannato. Tra loro, ovviamente, scocca una scintilla d’amore/odio e la domanda che fa girare tutto il libro è: riusciranno Tessa e Hardin a imparare ad amarsi?

Detto ciò, passerei alle considerazioni serie.
 Primo punto: Hardin non è bello e dannato: è solamente uno stronzo. È strafottente, maleducato, menefreghista, maligno, possessivo e disgustoso. Ovviamente ha un passato difficile, ma studia, lavora e guadagna lo stipendio che un universitario reale vedrebbe in cinque anni. E si odia. O almeno, così la scrittrice vorrebbe far capire.
 Tessa invece è un personaggio insulso e contraddittorio: si presenta alla WCU come la nuova Supergirl, ma dopo dieci pagine già si ritrova sottomessa ai capricci di Hardin. Gli perdona tutto, ogni singola cosa, in una maniera davvero imbarazzante.
 Dai nomi dei protagonisti (Theresa che diventa Tessa come Anastasia diventa Ana) alle caratterizzazioni alle origini “dal basso”, After non è niente di più che la copia adolescenziale di Cinquanta sfumature di grigio: oltre al già citato passato oscuro, Hardin fa incubi relativi al suo passato e alla madre, è bravissimo in qualunque cosa tenti di fare compreso il sesso, tratta le donne come se fossero bambole e soprattutto, soprattutto è un maniaco del controllo. Non permette a Tessa di avere amici maschi o anche solo di parlare con altri esseri di sesso maschile, la tiene controllata perfino al lavoro e le fa fare cose zozze dove e quando vuole lui. Un baby Christian Grey, insomma. Ce n’era veramente bisogno?

Il libro ha un ritmo ottimo per una fan fiction, molto meno per un romanzo. Si nota bene dove i capitoli sono stati cuciti tra loro e l’ordine degli eventi, sempre gli stessi ma con variazioni è: Litigio-Perdono-Cosacce. Tutto così, per 424 pagine. Anche il linguaggio è ai livelli della James: paratassi a non finire, presente indicativo disturbante. Piuttosto che creare anche solo un dialogo che non sia imbarazzante, Anna Todd preferisce descriverci per filo e per segno i colori dei vestiti indossati da Tessa . Ah, vorrei anche ricordare che c’è un limite massimo per le parole Ti amo e Bacio in un libro che non sia un Harmony.

Detto questo, a presto col secondo volume. In tutto dovrebbero essere quattro.


Questo articolo è già apparso su blog.pianetadonna.it il 6 agosto 2015. Se ti è piaciuto, clicca su “Recommend” qui sotto e segui The Book Girls su Medium!

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