Dicono che siamo dei viziati, che siamo tra i pochi al mondo a pretendere e attendere contenuti nei quali le voci degli attori originali vengono sostituite da professionisti in grado di dare una diversa anima e piega a ciò che è stato previsto “in cantiere”, si chiamano doppiatori, sono eroi sconosciuti che difficilmente vedremo ma che quasi certamente sentiremo nel corso degli anni guardando film, cartoni animati, serie televisive. Qualcuno dice che quelli italiani sono tra i più bravi al mondo, altri che rovinano ciò che viene prodotto dalle grandi case cinematografiche. La verità è nel mezzo, io sono tra quelli che apprezzano davvero il lavoro di queste persone e vede di buon occhio un contenuto doppiato perché spesso migliore dell’originale.

Tonino Accolla è solo l’ultimo arrivo tra le voci d’eccellenza della nostra nazione, non fosse per gli anni trascorsi in sua compagnia al fianco di tanti personaggi che quotidianamente riempiono il nostro tempo libero. Poco tempo fa è toccato a Sergio Di Stefano (Dr. House, ricordate?) e ancora prima al grandissimo Ferruccio Amendola (non credo di dover elencare ciò che ha fatto).

Non è solo una voce (a prescindere dal fatto che alcuni sono stati o sono tutt’oggi validi attori), è un pezzo di quei personaggi, è l’abitudine, è il “conoscerli, perché quando compaiono sul monitor ci si aspetta esattamente quella voce. E’ un po’ come perdere un riferimento, una di quelle belle abitudini che dovrai perdere per cause di forza maggiore.

Ciao Tonino, con te saluto tutti quelli che hanno reso grandi quei personaggi che ci hanno accompagnato o che continuano ad accompagnare i nostri giorni, i nostri sempre più scarsi momenti liberi rendendoli un po’ migliori, più teneri o più stupidi ma in ogni caso gradevoli. Di certo nessuno di noi riuscirà a vedere ma soprattutto sentire Homer (e qualsiasi altro tuo personaggio) come è sempre stato abituato a fare dall’età più tenera, con quell’orecchio e quell’occhio che sapevano esattamente cosa aspettarsi.