⚖️The Libra Observer: Crypto Intelligence News di Marzo

analisi di intelligence economica su libra di facebook
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Libra alla Riscossa e Analisi di Intelligence Economica su CBDC e Banditi

Libra

Il progetto di Facebook inizia a segnare i primi punti a suo favore dopo mesi di assedio. Anzitutto sono entrati nel club due importanti nuovi attori. Shopify, piattaforma canadese di e-shopping, multinazionale presente in 175 paesi, e Tagomi, crypto-broker statunitense. Non sono nomi mediaticamente eclatanti ma entrambi, nei rispettivi settori, sono protagonisti: essi si distinguono, oltre che per l’alto posizionamento in termini di fatturato e intermediato, anche per l’approccio competitivo basato prevalentemente sull’innovazione.

Dal lato strategico i rumors indicano la possibilità di abbandono, almeno in fase iniziale, dell’idea originale che vedeva la cryptocurrency di Facebook assumere consistenza in quanto basket di valute, aspetto considerato con estremo ostracismo dalle diverse autorità. La rimodulazione prevederebbe una rete di stablecoin individualmente connesse ad un specifica diversa valuta fiat, quindi in definitiva una rete di pagamenti modello PayPal. Considerando, tra il resto, che la corte suprema dell’ India ha rimosso il divieto di intermediare in cryptocurrency (e considerando le dimensioni di potenziale mercato del paese in questione) il nuovo approccio è strategicamente da ritenersi valido anche per sopire la levata di scudi dei mesi precedenti. È evidente che l’introduzione successiva di una sovrastruttura a basket, che accumuni le stablecoin sottostanti, sia un esercizio elementare dal lato operativo e algoritmico.

Dal lato tattico e tecnico è stato presentato il nuovo linguaggio, Move, dedicato agli sviluppatori di applicazioni basate su Libra. Istituzionalmente si registra a metà febbraio, da parte del vice presidente della Commissione Europea Dombrovsky, una richiesta di delucidazioni a Libra Association circa lo stato di sviluppo del progetto. Ciò in considerazione della necessità di contestualizzare il medesimo nell’ambito dell’approccio dell’unione allo sviluppo delle stablecoin.

Lo scenario nel breve-medio termine continua ad essere quello che questo blog propugna fin dall’inizio: il progetto Libra prosegue e vedrà la luce. La dichiarazione dei primi di marzo di un’autorevole fonte interna del progetto è stata:

‘(Facebook)…remains fully commited to the project’.

CBDC

Per le digital currency delle banche centrali il clima è di gran fermento perché, come già detto nei mesi scorsi, Libra ha il merito di aver scatenato ciò.

Facendo un passo indietro, prima di Libra, nel 2015 UBS e Clearmantics hanno inizializzato USC ( Utility Settlement Coin), progetto per un sistema di regolamento interbancario basato su Etherum. In cinque anni l’iniziativa si è capitalizzata per soldi e partecipanti: ha raggiunto 70 mil USD di raccolta attraverso la partecipazione di 14 azionisti, tutti compresi nel gotha della finanza commerciale internazionale. Ora, attraverso la realtà operativa FNALITYl’idea sta proponendosi, in considerazione dell’effervescenza che anima il settore CBDC, anche alle diverse banche centrali, prima tra tutte quella del Sud Africa, come partner per lo sviluppo tecnico e gestionale, data la lungimirante esperienza accumulata.

Oltre i costi di disintermediazione, ed il fatto di dover inseguire Libra, uno dei punti centrali su cui verte il discorso, come bene espresso dall’economista IMF Sonja Davidovic, è l’opportunità per i banchieri centrali di avere uno strumento che possa fornire, a parità di altri fattori (come la privacy per esempio) ma chirurgicamente ed in tempo reale, risposte a determinate problematiche economiche che si presentano e con un controllo preciso sulla catena monetaria. Gli attuali tempi di COVID-19, e le relative necessità, ne sono un chiaro esempio.

Intanto la Svezia ha iniziato il test di un anno sulla cryptocorona: assieme alle Bahamas, Isole Marshall e alla Cambogia sono queste le realtà operative più avanzate in ambito CBDC, con lancio previsto per seconda metà del 2020. Esse sono indubbiamente facilitate da particolari fattori sociali e territoriali intrinsechi ma ciò non toglie nulla alla preveggenza innovativa posseduta dalle teste pensanti dei rispettivi paesi.

umor indicano che in Cina l’epidemia ha postposto i termini progetto CBDC e si pensa che per lo stesso motivo anche l’ IRAN, paese con prospettive operative tra le più avanzate e che recentemente aveva ricevuto l’appoggio al proprio progetto dalla Malaysia, dovrà rivedere i piani. La Russia è il centro della rete complessa di paesi, che si identificano nelle sigle EAEU (Eurasian Economic Union) e BRICS, intenzionati a dare luogo ad una stablecoin multinazionale per connettere i rispettivi sistemi di pagamento. La Svizzera sta testando internamente diverse soluzioni tecniche.

Ad un livello prospettico inferiore Giappone, Regno Unito ed UE dove l’azione per ora è a livello di dibattito di opportunità; USA e Canada hanno ribadito, per adesso, la loro non-volontà di inizializzare progetti CBDC.

Lo scenario è in questo caso a 5 anni e prevede l’ineluttabilità della convergenza progressiva al protocollo blockchain delle valute fiat.

Banditi

Chipertrace ha pubblicato il report Q4/2019 riguardo il crypto-riciclaggio. Qualitativamente le head-line ed i relativi contenuti ricalcano i trimestri precedenti dell’anno e quantitativamente non vi sono dissonanze differenziali da porre in evidenza. Tuttavia il report pone attenzione al fatto che la cryptoeconomy monetaria sta permeando sempre maggiormente il settore finanziario tradizionale per ovvie ragioni competitive. Tale situazione porta a due conseguenze opposte: la prima, la compenetrazione viene rifiutata a priori, dai tradizionali per eliminare il fattore di rischio alla radice. In questa maniera chi rifiuta perde opportunità di business ed i crypto operatori si trovano costretti a mascherare le loro attività anche quando lecite. La seconda, l’opportunità di business è raccolta e però vengono riscontrate però anomalie crypto-illecite all’interno dell’operatività tradizionale. Il tutto è dovuto all’ assenza di normativa antiriciclaggio specifica dedicata alla cryptoeconomy monetaria e alla stupida testardaggine di voler adattare quella esistente ad essa: in questa maniera non si ottiene niente e si facilita solo l’illecito.

La via da seguire è quella dell’intelligence, della crypto-intelligence, e del monitoraggio massivo preventivo a finalità selettiva per necessità posteriori: quindi un paradigma completamente diverso rispetto al KYC tradizionale, previsto dall’AML in essere, perché diverso è il paradigma tecnologico di riferimento. Qualcosa sembra averlo capito il DHS (Department of Homeland Security) USA che, nel budget 2021 ha dettagliato il CIP (Cryptocurrency Intelligence Program) finalizzato all’identificazione dei broker indipendenti per finalità posteriori di azione contro l’illecito.

Il concetto è che con 44, 5 milioni di wallet in essere e con 1 tril USD transati in crypto nel 2019 è ancora possibile inizializzare un accumulo preventivo di dati per, successivamente, operare chirurgicamente quando si hanno informative di possibile/probabile illecito. La quantità di big-data in questione è irrisoria se comparata a quella accumulata ad oggi (e in continua crescita) con fini di sicurezza nazionale nei settori delle comunicazioni. Ci sono leggi, tecnologia e tecnici per fare ciò e quello che manca sono le teste pensanti, che capiscano come questione AML in ottica crypto deve essere risolta in maniera totalmente nuova.

Regolamentazione e Telegram

Oltre all’India di cui si è parlato prima, la Russia, nonostante la dinamicità in ambito CBDC continua, attraverso BoR, nell’esprimere convinzione di contrarietà nella legalizzazione della circolazione delle cryptocurrency.

ESMA (European Securities and Markets Authority) ha dichiarato, nei suoi orientamenti strategici 2020/22, i crypto-asset un ‘focus a cui fornire una solida cornice normativa’. Come? Non si sa.

A margine Telegram che, anche se continua la battaglia legale con la SEC per la teorica vendita security senza autorizzazione (vedi post precedenti per la storia ad ora), ha pubblicato alla metà di febbraio un paper in cui spiega il funzionamento della blockchain su cui si basa TON e, quindi, procede con il progetto.

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alessandro rossi🧟‍♂️💭

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Innovation intelligence analyst-Analista in intelligence dell’innovazione- COO at thegreylines.com

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