La variante di Perugia, di cosa si tratta

E insomma, pare che il percorso che potrebbe portare alla realizzazione della Orte-Mestre sia sempre più lungo ed accidentato. Nonostante venga infatti nominata nel Decreto Legge conosciuto come “Sblocca Italia” tra le opere avviate “con norme di semplificazione”, formula tra l’altro piuttosto oscura, è Il Sole 24 Ore (qui, apre pdf) ad inserirla tra quelle cosiddette incongrue in quanto senza le necessarie coperture economiche e quindi dalla realizzazione ancora molto incerta.

Questo (ennesimo) slittamento porta con sé anche il nodo di Perugia, un’opera che in parte era diventata parte integrante del grande progetto che dovrebbe collegare Roma con Venezia ed il cui finanziamento oggi appare tutt’altro che imminente. Ma di cosa si tratta, di preciso? Di una vera e propria variante che dovrebbe bypassare il Capoluogo e tutto il traffico locale che l’attuale Raccordo porta con sé e collegare Corciano con Collestrada andando ad intercettare la SS 3 bis (la strada che fa parte del tratto umbro della E45, ricordate?) all’altezza di Madonna del Piano, qualche chilometro a sud di Ponte San Giovanni.

Un intervento che si articola in due tratti, come riporta Trail Umbria, l’Osservatorio Regionale sulle Infrastrutture di Trasporto e Logistica di Unioncamere, il primo compreso tra Corciano e Madonna del Piano, il secondo da Madonna del Piano a Collestrada. “Per il primo si prevede l’affidamento a contraente generale, mentre il secondo è incluso nella proposta di finanza di progetto relativa alla realizzazione del Corridoio di Viabilità Autostradale dorsale Civitavecchia-Orte-Mestre”. Un anello lungo circa 23 chilometri “in grado di aggirare, lungo il lato meridionale ed occidentale, l’area urbana perugina, cui destinare prevalentemente i traffici pesanti e capace di ridefinire nuovi accessi alla città. Si allontanerebbe così il traffico di attraversamento dalle zone nevralgiche e congestionate della città e della sua frazione di Ponte San Giovanni”.

Un’opera che anche dimezzata e realizzata quindi solo nella sua seconda parte, lunga circa 7 chilometri, appare certamente utile, anche in vista del completamento dei lavori del cosiddetto Quadrilatero Umbria-Marche. Perchè sì, il traffico è destinato ad aumentare e sì, quantomeno è ora di immaginare la viabilità che vorremmo, domani.

[Immagine: Olga e Zanni, da Flickr]

Show your support

Clapping shows how much you appreciated Jacopo Cossater’s story.