Super Tuesday, vincono Clinton e Trump
Il Super Tuesday nacque nel 1988 quando i democratici del Sud decisero di organizzare le primarie nello stesso giorno in nove Stati. Questa strategia serviva per orientare il voto verso un candidato moderato ma ebbe l’effetto opposto: come ricorda Il Post, gli elettori si divisero tra Al gore e Jesse Jackson e a prevalere fu Michael Dukakis che al Super Tuesday aveva vinto in Florida e Texas. Anche il partito repubblicano aderì al Super Tuesday già nel 1988.
Questa notte il Super Tuesday è andato molto bene a Hillary Clinton e a Donald Trump.

Il risultato raggiunto dall’ex first lady sembra essere un cammino inarrestabile verso la nomination del partito democratico. Clinton ha vinto in sette Stati su undici nei quali si votava: Virginia (che assegna 95 delegati), in Georgia (102 delegati), in Alabama (53 delegati), in Arkansas (32 delegati), in Texas (222 delegati), in Massachusetts (91 delegati) e in Tennessee (67 delegati). Il suo sfidante, Bernie Sanders, si è dovuto accontentare di Vermont, il suo feudo (16 delegati), e poi in Oklahoma (38 delegati), in Colorado(66 delegati) e in Minnesota (77 delegati). I delegati vengono assegnati in maniera proporzionale.
Come già accaduto in South Carolina, il senatore del Vermont non è riuscito ad intercettare il voto delle minoranze, afroamericani e ispanici, che resta un elemento importante per ottenere la nomination in casa democratica.

Dopo la certezza della vittoria in Vermont, Sanders ha detto con voce roca:
“Questo Stato significa molto per me, che le persone che mi conoscono meglio hanno votato con così forza per portarci alla Casa Bianca”
Sul fronte dei repubblicani, il magnate Donald Trump ha conquistato sette Stati: Alabama (47 delegati), Arkansas (37 delegati), Georgia (76 delegati), Massachusetts (39 delegati), Tennessee (58 delegati), Vermont (16 delegati) e Virginia (446 delegati).

Marco Rubio, favorito dall’establishment del suo partito, ottiene la sua prima vittoria nello Stato del Minnesota e Ted Cruz in Texas, suo Stato natale, e il vicino Oklahoma.
Con il 50% del voto conteggiato nei caucus in Alaska, Cruz sconfigge Trump con stretto margine.
Lasciato alle spalle il Super Tuesday, i candidati alla Casa Bianca guardano adesso la Florida, in cui si terranno le primarie il prossimo 15 marzo. Si tratta di uno Stato particolarmente ricco di delegati, 246 per i democratici e 99 per i repubblicani. Qui Marco Rubio si giocherà tutto, una sconfitta nel suo Stato rappresenterebbe la fine per la sua campagna. Hillary Clinton, invece, sa bne di essere la favorita dopo la spinta del voto di stanotte e la presenza delle minoranze etniche, suo bacino elettorale.