Virginia Raggi nella trappola del fake? O forse no.

È iniziata così la divertente querelle che vede ora imputata Virginia Raggi, candidata sindaco a Roma per il MoVimento 5 Stelle la quale, secondo la vulgata comune, non avrebbe compreso che Arfio Marchini è un fake e che Roberto Giachetti, candidato del PD, non ha avanzato nessuna proposta di inciucio al candidato da poco sostenuto da Silvio Berlusconi.

La realtà è molto peggiore. Perché se si trattasse di una gaffe potremmo archiviarla subito dopo il caso di Sucate, riderci sopra per qualche anno e usarla come case history in conferenze e corsi.

Invece, purtroppo, Virginia Raggi sapeva bene che si trattava di un fake (non a caso fa riferimento al “vero Alfio”) e però sfrutta un post scherzoso, con risposta intelligente (ottima cosa aver fatto rispondere il vero Giachetti al finto Marchini per delinearne la figura di una persona attenta a quanto accade in Rete, che sa stare allo scherzo e non si sottrae alle chiamate in causa) per costruire un racconto del tutto ipotetico a proprio vantaggio.

Probabilmente alla fine patti del Nazareno in versione cacio e pepe ci saranno, ma non è da questo post che lo si deduce e nel suo post di accusa Raggi non porta nessun elemento che possa confortare il suo punto di vista, se non che a livello nazionale va così. Un po’ poco, no?