Apple rischia di perdersi come BlackBerry, Motorola e Nokia?

Chi mastica un po’ di tecnologia sa bene che il successo delle aziende del ramo “tech” può rivelarsi temporaneo, soprattutto se queste non continuano ad innovare e rimangono ferme nella loro posizione positiva.

“Quando tutto va bene, è il momento di cambiare”

Questo è uno dei mantra di Jack Ma, fondatore e presidente di Alibaba, uno degli uomini di maggior successo dei nostri giorni.

La storia parla chiaro, nessun colosso è al sicuro senza innovazioni:

  • Motorola, che ha inventato il primo telefono cellulare, ha passato periodi di buio totale prima di essere acquistata da Google (interessata soprattutto al Project Ara ed al suo smartphone modulare) e poi passare a Lenovo, diventando un “sotto-brand” dell’azienda cinese;
  • BlackBerry, il telefono aziendale per eccellenza che puntava sulla tastiera QWERTY e su un ottimo servizio mail, ha avuto la supponenza di pensare di dominare il mercato con smartphone ormai vecchi e dei prezzi fuori di testa, arrivando ad essere comprato da un’azienda cinese (TCL) e diventare un brand quasi ininfluente sulla scena mondiale;
  • Nokia, il brand finlandese che ha trasformato il cellulare in icona, prima con il 3310 e poi con i vari N70, N93 e 5800 Music Xpress, pur di non sposare Android si è prima affidata a Windows e poi è stata addirittura comprata da Bill Gates, ma il matrimonio è finito con un fiasco totale: la parte “finlandese” dell’azienda è in mano all’ennesima azienda cinese (HMD Global) ed è da poco ritornata sul mercato con degli smartphone Android non proprio entusiasmanti.

Dopo l’annuncio del “rivoluzionario” iPhone X e dei meno incredibili iPhone 8 ed iPhone 8 Plus, mi sono chiesto:

Apple rischia la stessa sorte di questi ex-colossi?
Qualcosa di già visto, ma non da Apple a quanto pare

iPhone X è un prodotto rivoluzionario solo per Apple: il display full-screen AMOLED è l’unico aspetto che genera “appeal” rispetto agli iPhone 8, eppure si tratta di una caratteristica da diverso tempo presente su altri smartphone (nonostante iPhone X non sia ancora stato commercializzato nel momento in cui sto scrivendo).

E poi c’è un aspetto di Apple che ad ogni Keynote diventa sempre più insopportabile: la distorsione della realtà.

È palese, è storia vecchia, è seccante. Apple non è riuscita ad implementare il Touch ID sul nuovo iPhone X per questioni di tempo e spazio, ma ha passato diverse decine di minuti a decantare il nuovo FaceID - ed il karma ha provveduto col FAIL di Craig Federighi durante la live demo.

Ma il nocciolo della questione è: Apple rischia di perdere il suo scettro di azienda leader a causa delle sue scelte? Ma soprattutto, se lo meriterebbe?

Riguardo la seconda domanda penso tutti propendano per un sonoro , visto che Apple potrebbe certamente fare qualcosa in più: anche i fan più accaniti della mela morsicata rimpiangono Steve Jobs, il suo stay hungry stay foolish non tanto come citazione ma come credo dell’azienda, con Apple incapace di far sognare e stropicciare gli occhi dopo la sua scomparsa.

Assodato quindi come Apple faccia il compitino, vediamo un attimo i prodotti: iPad il miglior tablet in commercio senza grossi dubbi, ma anche senza grossi rivali e con un mercato in costante calo; iPhone, ottimi smartphone con strepitose prestazioni, ma sovrapprezzati e che probabilmente devono il loro successo alla semplicità di iOS ed alle ottime applicazioni dell’App Store; Apple Watch, veloce ed integrato alla perfezione in iOS, non compatibile con dispositivi Android; Apple TV bella ma limitatissima; i Mac, computer veloci, stabili e sicuri, ma ancora una volta sovrapprezzati, con un hardware vecchiotto e senza possibilità di upgrade delle componenti; AirPods un successo dovuto al wireless portato all’estremo ma con un audio decisamente normale e con il rischio di perderle altissimo; in arrivo HomePod non ancora giudicabile ma dubito sia un prodotto in grado di spaccare il mercato degli speaker smart.

Per quanto ci possa essere un motivo per scegliere un prodotto Apple, c’è sempre un difetto oggettivo (molto spesso il prezzo). E lo dico da possessore di Macbook Pro 15 con touch bar, iPhone SE, iPad ed Apple Watch.

Qual è il motivo per cui sono ancora un utente Apple? L’integrazione tra i suoi dispositivi. La famosa frammentazione di cui Apple accusa Android, questa parola così brutta è la vera fortuna di Apple (o meglio la sfortuna dei concorrenti).

Apple ha pensato a servizi fruibili da tutti i suoi utenti, al contrario chi compra uno smartphone Android si affida a due brand: Google che si occupa del sistema operativo ed il produttore che vende il telefono, quindi Samsung, LG, Huawei, OnePlus, ecc.

Un utente Android basa tutto sui servizi Google (come Gmail, Drive, Foto, ecc.), di ottima qualità e disponibili su tutti i device Android. Ma non solo: tutte le app Google sono disponibili anche su iPhone, quindi il passaggio da Android ad iPhone è (quasi) indolore. I servizi Google poi si basano su web app, che sono facilmente raggiungibili da qualsiasi browser come Chrome o Safari, senza la necessità di usare per forza un Chromebook per avere tutto a portata. Il software ed i servizi sono praticamente sempre in mano a Google.

I produttori ogni tanto provano ad inserire qualche loro software: Samsung ci ha provato, LG ci ha provato, HTC ci ha provato, ma basta cambiare “marca” di smartphone per dire addio a questi servizi.

Apple invece è sia furba che stronza: tutti i suoi servizi e tutti i suoi prodotti sono chiusi, dialogano solo tra di loro. Per esempio, io uso spesso Pages o Keynote, due ottime alternative (gratuite e di proprietà di Apple) a Word e PowerPoint, ma se salvo qualcosa online su iCloud la posso rivedere solo tramite un dispositivo Apple. Ci sarebbe anche la web app di iCloud, ma è infinitamente meno comoda e completa rispetto alla versione completa. O ancora, ho imparato a montare video con Final Cut Pro X, un software sviluppato da Apple ed ovviamente (e giustamente) presente solo sui suoi dispositivi.

Altro aspetto importante: Apple produce esclusivamente prodotti TOP, anche i suoi prodotti più economici sono di qualità superiore e spesso sono il modello top dell’anno precedente.

Per esempio, Samsung e Huawei, i due produttori di smartphone che sono davanti ad Apple in quanto a market share, hanno smartphone dal prezzo di listino inferiore ai 100 euro. Il prodotto più economico di Apple presente oggi sul suo store è l’iPhone SE da 32GB, proposto al prezzo di listino di 429 euro.

Concludendo: Apple al momento non rischia di fare la fine di Blackberry, Nokia o Motorola perché è un modello più unico che raro di azienda che basa il suo successo su un connubio di hardware, software e servizi, proposti sì a caro prezzo ma non pareggiati da nessun concorrente.

Apple ha il coltello dalla parte del manico, ne sono consapevole ed è così consapevole della sua forza che ogni anno può togliere qualche feature dai suoi prodotti (jack cuffie, USB-A, Touch ID, ecc.) e non avere un impatto negativo degno di nota. Anzi, la concorrenza sembra adattarsi…

Mi è capitato.

L’unico vero rischio di Apple è il suo aver allargato il portafoglio di prodotti: se fino a 4 anni c’era solo un iPhone per volta, oggi ho la possibilità di scegliere tra iPhone X, iPhone 8, iPhone 8 Plus ed iPhone SE, senza contare i validissimi iPhone degli anni precedenti (anche se Apple è maestra con l’obsolescenza programmata).

Oggi Apple è forte e può anche permettersi critiche feroci, consapevoli di essere il frutto proibito come la mela morsicata del proprio logo.

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