La piazza provoca, Fassino non risponde

Ogni festa lascia posto il giorno seguente alle riflessioni del caso.

Questo 25 aprile alle porte della campagna elettorale per le elezioni amministrative della Città Metropolitana di Torino ha portato con sé, oltre al consueto spirito di orgoglio resistente, una buona dose di polemica.

La tradizionale fiaccolata parte da piazza Arbarello alle 20 accompagnata da un clima di nervosismo per il massiccio dispiegamento di forze di polizia. Tra le realtà in marcia ci sono PD, Acmos, uno spezzone sociale tra cui Notav e centri sociali torinesi, Anpi e Arcigay. Il tratto è breve e intonando a ripetizione “Bella ciao” si arriva ben presto in Piazza Castello dove alle 20.30 sono previsti il saluto delle autorità e le orazioni ufficiali per il settantunesimo anno dalla Liberazione fascista.

Lo spezzone Notav si stacca dal corteo e conquista velocemente le prime file sotto al palco, appena davanti alle forze di polizia schierate. Tengono alte sopra le loro teste le foto degli arrestati Notav degli ultimi anni, quasi tutti studenti e giovani lavoratori, sottoposti a rigide misure cautelari. I loro amici, genitori e parenti ne fanno le veci e coprono i discorsi che si susseguono sul palco, chiedendo la possibilità di far parlare i genitori dei ragazzi arrestati. Si placano solo durante l’intervento di Plinio Pinna Pinto, partigiano che invita al silenzio e al rispetto per il suo discorso.

Piero Fassino, il più contestato, a causa del suo dichiarato appoggio alla linea ad alta velocità Torino-Lione, non prende nemmeno la parola. Rinuncia a priori a contrastare la protesta, saggiamente, per non aumentare il clima di rabbia o forse per non incassare ulteriori critiche che lo farebbero sfigurare di fronte ai suoi cittadini a poco più di un mese dal voto.

Fassino rimane il favorito nella competizione elettorale in corso, ma il dissenso espresso ieri sera ha un ruolo importante, grazie soprattutto alla risonanza che ha avuto. Immediatamente dopo la conclusione delle celebrazioni ufficiali era infatti prevista un’esibizione del Torino Jazz Festival, molto seguito in città. La concomitanza di eventi ha fatto confluire migliaia di persone e una particolare attenzione dei media locali. I Notav sono infine riusciti ad aver voce grazie a Max Casacci, sul palco per presentare il progetto/concerto Pulse, di cui è ideatore ed esecutore. Il popolare chitarrista dei Subsonica, ha infatti scelto di dar spazio alla mamma di una dei ragazzi arrestati che ha enunciato una lunga lettera in difesa degli attivisti.

Tra gli altri candidati presenti alle celebrazioni per la festa della Liberazione segnaliamo Chiara Appendino per il Movimento 5 Stelle, Giorgio Airaudo di Torino in Comune e Osvaldo Napoli di Forza Italia. Assente invece Alberto Morano, candidato per Lega Nord e Fratelli d’Italia che ha dichiarato di preferire andare fuori a cena piuttosto che prendere parte al corteo.

Grazia Tomassetti

Qui trovate il video delle contestazioni.