Che cos’è la web reputation?

E perché dovete tenere d’occhio quello che si dice di voi in rete e sui social network.

Potresti anche non averne mai sentito parlare, ma anche tu hai una web reputation. È inevitabile: nel momento in cui qualche informazione personale o professionale inizia a circolare su internet, anche la tua reputazione online comincia a prendere forma. Così come può aiutarti a trovare un lavoro, può diventare un problema nel momento in cui, per esempio, su Google sono ancora reperibili informazioni obsolete o su Facebook compaiono ancora foto giovanili che ti sei dimenticato di cancellare e che potrebbero minare la tua credibilità.

La web reputation vista dalla Tournée da Bar

Questi due esempi mostrano un aspetto cruciale quando si parla di reputazione sul web: non è necessario fare qualcosa di negativo per ottenere una cattiva web reputation; è sufficiente aver commesso un passo falso, aver postato un contenuto che non riflette più chi siamo o aver lasciato qualche commento, magari su un blog, in un momento sbagliato. Insomma, basta pochissimo per perdere il controllo sulla propria immagine e magari venire danneggiato da contenuti che non si ricorda nemmeno più di aver pubblicato (o che altri hanno pubblicato a nostra insaputa su di noi).

Come costruiamo la nostra reputazione online

In parte, al contrario, siamo noi che — in ogni momento e in maniera quasi inconsapevole — costruiamo la nostra reputazione online affinché rifletta il più possibile il modo in cui vogliamo che le persone ci vedano. Ogni volta che decidiamo di postare un contenuto su Facebook (magari per far passare il messaggio che ci intendiamo di un determinato tema), che decidiamo di non pubblicare un commento che potrebbe farci passare per ingenui o che pubblichiamo una foto di Instagram di una festa per mostrare che la nostra vita sociale è attiva, non stiamo facendo altro che costruire con una certa cura la nostra reputazione online.

Ma non tutto è sotto il nostro controllo; per questo è importante monitorare ciò che si dice di noi online. Se per la maggior parte delle persone è sufficiente un po’ di attenzione — fare qualche ricerca su Google con il proprio nome, andare a ritroso sul proprio profilo Facebook, aggiornare puntualmente quello LinkedIn ed eventualmente rimuovere (o chiedere di rimuovere) qualche contenuto che non si ritiene più adatto — le cose si complicano parecchio se siete una figura pubblica, un libero professionista o rivestite un ruolo importante in qualche grossa azienda.

È sufficiente un commento negativo con un buon posizionamento sui motori di ricerca, magari risalente a qualche anno fa, per rovinarci parecchie opportunità di lavoro

È abbastanza intuitivo: se di lavoro faccio, per esempio, il politico, qualunque commento io abbia lasciato in giro per il web potrebbe nuocere gravemente alla mia immagine e avere conseguenze imprevedibili. Ma questo non riguarda solo i politici: oggi, quando cerchiamo un medico, un avvocato, un notaio, un fotografo e tantissime altre figure professionali, iniziamo da Google. Se abbiamo già un nome in mente e vogliamo scoprire che cosa si dice di lui in rete, è sufficiente un commento negativo con un buon posizionamento sui motori di ricerca, magari risalente a qualche anno fa, per rovinarci parecchie opportunità di lavoro.

Difesa della reputazione o manipolazione?

Ed è proprio per questo che sono sorti servizi professionali che si occupano di gestire la reputazione online. Servizi che non si limitano a controllare il web per trovare materiale da eliminare, ma che controllano periodicamente che cosa si dice di noi in rete, creano un vero e proprio punteggio che ci permette di capire immediatamente se ci stiamo muovendo nel modo giusto e intervengono per diffondere commenti positivi sul nostro conto, adoperandosi affinché salgano in cima alle ricerche su Google e gli altri motori di ricerca.

Tutto questo si muove su un pericoloso crinale: quello tra la difesa della propria reputazione e la manipolazione. Non è un segreto, per esempio, che alcune aziende abbiano decine di “commentatori professionisti” che seguono tutti i forum in cui si discute della società o dei suoi prodotti al solo scopo di rispondere con commenti positivi a tutti quelli che trovano di negativi. Questa tecnica, ovviamente, inquina il web e rende sempre più difficile capire quando si è in presenza di un commento o un’opinione genuini.

La professionalizzazione della web reputation, attraverso servizi di web reputation monitoring, da una parte impedisce che un cliente insoddisfatto ci rovini la carriera con un commento sul suo blog; dall’altra, però, rende difficile fidarsi delle informazioni che si trovano in rete, soprattutto sui vari siti che raccolgono opinioni su aziende e professionisti. Ma è inevitabile, nella nostra epoca digitale, anche il pettegolezzo (sia positivo, sia negativo) si è spostato in rete. Con tutte le conseguenze che questo si porta dietro.

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