Il gatto e la cacca.
C’è una cosa che ho notato di Ryuk, il mio gatto: dopo aver fatto la cacca diventa improvvisamente iperattivo come se si fosse appena fumato l’erba gatta. Fa degli scatti, salta sul divano, graffia furiosamente le poltrone, fa la coda grossa, salta, schizza da una stanza all’altra senza sosta.
Mi sono documentato su internet (dato che il veterinario solo per guardarlo mi prende 50 euro) ed ho scoperto che è una cosa abbastanza comune nei felini e che ci sono delle teorie molto interessanti a riguardo:
A) Si potrebbe trattare di una reminiscenza dell’istituto selvaggio: per non essere localizzati dall’odore delle feci da parte dei predatori, il gatto si allontana velocemente dal luogo dove ha appena fatto i bisogni. Questo spiega la furia e gli scatti, ma non il prendersela con la mia povera poltrona indifesa.
B) La defecazione potrebbe essere dolorosa e questo indispettirebbe un po’ il gatto, rendendolo incazzoso. Non sono convinto al 100% da questa teoria: capirei lo sfogarsi sulla poltrona e la coda grossa, ma saltare sui muri mi pare incoerente. E poi una volta ho controllato la consistenza delle feci di Ryuk subito dopo la loro produzione: le ho trovate morbide. Poi ho vomitato.
C) La terza teoria va a disturbare direttamente Freud: si tratterebbe di uno stato di euforia incontrollabile per la gioia di essersi liberato la pancia del superfluo. Correrebbe in giro contento gridando “Ho cagatoooooooooo!”, in sostanza. Questa ipotesi secondo me è la più vicina alla verità, se si considera la natura malvagia del gatto.
Sì, Ryuk è felice di aver fatto la cacca, ma non per il gesto liberatorio, quanto per le conseguenze.
Sa che dovrò setacciare la sua lettiera con la paletta per pulirla dai titani maleodoranti che ha prodotto.
Sa bene che l’operazione è disgustosa, tanto che la mia ragazza la affida in toto al sottoscritto.
Ed è crudelmente felice.
Ad avvalorare la mia tesi, considerate che di solito la usa immediatamente dopo che l’ho pulita.
I gatti, le creature più malvagie del mondo: non l’animale domestico che l’uomo ha bisogno, ma quello che si merita.
Cordialità,
Il Triste Mietitore