Il gatto, il miglior sindacalista al mondo.

Credo che ogni sindacalista dovrebbe avere un gatto che lo ispiri nel suo lavoro. Anzi, mi spingo oltre: sono certo che un gatto sarebbe un eccezionale sindacalista. Niente al mondo come un felino riesce a difendere e mantenere i diritti e privilegi acquisiti.

Mi spiego meglio con degli esempi concreti: immaginate queste situazioni e come sarebbero i dialoghi con un gatto.

MATTINA:

È domenica, sei nel tuo letto che dormi. Alle 6:30 in punto il gatto zampetta sul letto. Si avvicina al tuo volto ed inizia a richiamare la tua attenzione con ripetute zampate sulla guancia.

«Sono le 6:30: alzati, ho fame», afferma con tono deciso.

Senza neppure aprire gli occhi, hai solo la forza per lamentarti debolmente: «Ummmmmmm… Ancora 5 minuti».

Il gatto scuote la coda indispettito e ribatte: «No, questa è l’ora in cui vengo nutrito tutti i giorni ed ho diritto alla mia colazione».

«Ma è domenica e ieri sono anche andato a dormire tardi!», provi inutilmente a giustificarti.

«Non mi interessa», ribatte lui, con un tono che non ammette ulteriori repliche.

È qui solitamente inizia a prenderti a zampate in faccia finché non ti alzi e cedi.

LETTIERA:

Rincasi la sera, stanco da una giornata di lavoro. Appena apri la porta di casa ti accoglie un forte odore di escrementi, come avessero appena cagato nel Gange tutte le vacche sacre dell’India.

«C-Cos’è questo avello?!?», esclami tappandoti il naso con le dita ed indietreggiando qualche passo.

Compare ai tuoi piedi il gatto,con la spiegazione: «La lettiera era sporca. Ho ritenuto necessario inscenare una protesta formale spargendo la mia cacca su tutto il pavimento».

CIBO:

Cucina, ora di pranzo:

«Ecco la tua solita bustina».

«Uhm. Bene».

Il pasto successivo:

«È ora di cena, ecco la solita busta».

«Uhm. Bene».

Quello dopo ancora:

«Nel negozio mi hanno dato in omaggio da provare una nuova bustina: prova questa al prosciutto di Praga e tartufo»

«Uhm. Bene».

La volta seguente:

«Ed ecco la solita bustina».

«Dove cazzo è quella al prosciutto e tartufo? Cos’è questa merda?».

Ed ovviamente non tocca cibo finché non viene accontentato.

PORTE:

Sei in salotto intento a farti gli affari tuoi. Il gatto entra nella stanza ed avanza deciso, senza degnarti di uno sguardo, verso la porta che dà sul giardino. La trova chiusa: indignato tira fuori le unghie ed inizia a graffiare il legno, lamentandosi a gran voce del tradimento.

«Che cos’è questo casino? Smettila, mi rovini la porta!», protesti, alzando la testa.

«È chiusa. Non deve stare chiusa, lo sai. Non ho le zampe prensili ed il pollice opponibile per aprirla: e se volessi uscire come faccio?»

«Va bene, va bene: ho capito. Era chiusa perché ho acceso il climatizzatore. La apro, contento?» lo rassicuri mentre spalanchi.

Il gatto resta seduto per un attimo, a contemplare il verde oltre la porta aperta. Poi si alza e gira nella direzione opposta «Oh, tanto non avevo la minima intenzione di uscire. Però lasciala così, nel caso avessi bisogno». Ed abbandona la stanza.

Il gatto, il miglior sindacalista del mondo.

Cordialità,

Il Triste Mietitore