Il gatto sul terrazzo.

Ogni mattina la routine è questa: alle 6:30 suona la sveglia e Ryuk - che era nascosto in agguato da qualche parte - salta sul letto con un miagolio soddisfatto, perché sa che sta contribuendo anche lui a rompermi i coglioni. Andiamo in cucina e riempio la sua ciotola di cibo per gatti e la mia tazzina di caffè.

Dopo colazione, sempre e dico sempre, Ryuk si piazza davanti alla porta del terrazzo ed aspetta che gli venga aperta. Una volta uscito si siede, contempla il mondo due minuti netti (non un secondo di più), torna dentro, va a titaneggiare nella lettiera e torna a dormire.

Così ogni mattina.

Ora io credo di sapere cosa pensi in quei pochi minuti e perché lo faccia. Ryuk ogni mattina si affaccia sul mondo – dall’alto del nostro quarto piano – ed in pochi attimi si accorge che fa schifo. Fuori fa freddo e c’è un asfissiante odore di smog. Si sentono i colpi di clacson e le imprecazioni della gente in coda in automobile. Il baccano dei ragazzini che salgono sui bus. Il segnale wifi prende poco ed il divano è maledettamente lontano: non vale la pena restare fuori più a lungo. Così, dopo soli due minuti, rientra a casa come qualunque animale intelligente farebbe. E si accomoda proprio sul divano, sul letto o dentro una scatola di cartone.

Ma adesso non pensate che Ryuk sia un disfattista. Non uscirebbe ogni giorno sul terrazzo se non credesse che il mondo possa cambiare.

Cordialità,

Il Triste Mietitore

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