La grande strada della vita e l’autostrada

Faccio un parallelismo cervello — automobile, poi vi spiego dove voglio arrivare.
La nostra mente, proprio come una vettura, ha un potenziale ben definito. Nell’auto è facilmente visibile: è il contachilometri che indica la velocità massima a cui puoi arrivare. Ovviamente questa è influenzata da molti fattori: condizioni della strada, traffico, stato del conducente etc.

Su un manto stradale ben asfaltato si può spingere sulla tavoletta, mentre in una strada sterrata tutta buche e sassi no, se non vogliamo dire addio ad ammortizzatori e semiasse. Allo stesso modo c’è differenza se nell’abitacolo ci siamo solo noi o l’intera nazionale di rugby italiana ubriaca.
Per quel che riguarda invece il cervello umano, abbiamo la scala del QI per misurare fino a quali ragionamenti complessi si può spingere un individuo. Anche in questo caso sono molte le variabili in gioco: argomento in oggetto, stato emotivo, condizioni fisiche e via dicendo. Mentre su certi argomenti filosofici, elevati ed importanti possiamo spingere la nostra mente a mille, altri sono sono come viaggiare con il freno a mano tirato. C’è una grande differenza nel ragionare dei diritti degli omosessuali o parlare della figa, ad esempio. O conversare amichevolmente con gli amici dopo una pizza o dopo aver asciugato sei enoteche.

Ma arriviamo al punto.

La vita è una grande strada con cervelli al posto di macchine a percorrerla. A volte tu stai viaggiando non dico a 150 km/h, ma almeno a 100 per i fatti tuoi quando ti trovi davanti qualcuno con la velocità di crociera tipica di una vecchia Panda guidata dal vecchietto con cappello. Sarebbero anche fatti suoi se stesse sulla sua corsia, ma lui fa di tutto per stare davanti senza farti superare.

Ecco, questo è l’esempio migliore che so trovare per definire l’idiota.

Come spesso accade nella strada vera magari ha una macchina che potrebbe viaggiare veloce quanto se non più di te, ma rallenta a causa di una delle variabili che dicevo prima. Condizioni che si è scelto lui in autonomia, badate bene. Si mette in mezzo alle balle. L’idiota della grande strada della vita sogna un mondo che si muova tutto alla sua velocità.

Ora nella mondo reale non si deve fare, ma in quello della mia metafora è l’unica soluzione: attaccarsi al suo paraurti, suonare e sfanalarlo finché non si leva dai coglioni o finisce fuori strada.

Quella che viene prima, preferibilmente la seconda.

Cordialità,

Il Triste Mietitore