Quelle 6 cazzate che ho imparato sulla gestione di una pagina Facebook.

L’occasione per parlarvi di quel (poco) che ho capito di Facebook mi viene da un messaggio sulla mia pagina, del tipo che ho già letto molte altre volte: un utente mi chiede perché non parlo di una certa cosa quando ho scritto un post proprio sull’argomento un paio di giorni prima. E’ lui ad essere distratto? No, è colpa di Facebook o meglio, è così che funziona l’algoritmo con il quale vengono mostrate le news.

Mentre un social come Twitter dispone banalmente tutti gli aggiornamenti degli utenti che seguite in ordine cronologico, Facebook usa un sistema più complesso per garantirvi di visualizzare sempre i contenuti (che lui pensa essere) più interessanti per voi. Quindi non vedrete il 100% dei post degli amici e delle pagine che seguite, ma solo una selezione.

Premesso che mentre sto scrivendo questo post Zuckerberg ha già cambiato 20mila volte il funzionamento dei suoi algoritmi, quello che segue è quanto ho capito su come Facebook processi le news in base alla mia esperienza diretta (dopotutto ho una pagina Facebook), per osmosi parlando con chi è più competente di me (io creo contenuti, non sono un social media coso) e leggendo molti articoli.

Magari potrebbe tornare utile a chi gestisce una pagina e/o annoiare a morte tutti gli altri incauti che leggeranno fino in fondo.

1. Facebook mette in primo piano i contenuti degli amici rispetto a quelli delle pagine. Questo perché le foto del gattino della vostra ex compagna di classe di terza media sono più importanti – algoritmicamente parlando – di una news della pagina dell’Ansa che annuncia l’impatto entro mezz’ora di un meteorite sul nostro pianeta. OK, non è proprio così ma quasi: diciamo che ai post dei vostri contatti viene dato un vantaggio notevole rispetto a quelli delle pagine, vantaggio che tuttavia può tranquillamente essere colmato: a) spendendo soldi in pubblicità su Facebook b) generando contenuti particolarmente interessanti che superino la pacioccosità dei gattini altrui.

2. C’è contenuto e contenuto. La letteratura vuole che l’algoritmo sia più generoso – sempre in termini di persone raggiunte dal post, reach da adesso in poi – con i video (di Facebook, non Youtube), poi viene il testo semplice, le foto e per finire i link. La ragione per cui Zuckerberg coccoli i video e prenda a scudisciate i link è abbastanza facile da spiegare: Facebook premia i filmati sulla sua piattaforma per fare concorrenza a Youtube, incoraggiando gli utenti tramite un reach maggiore ad usarli. I link, invece, significano fare uscire l’utente dalla piattaforma -> Zuckerberg non guadagna -> Zuckerberg piange: ecco la ragione della penalizzazione.

3. Facebook calcola l’interesse di un utente per la pagina che segue in base alle sue interazioni con essa. Quindi al di là del bonus (o malus) in reach per il tipo di post, molto ovviamente lo fa il contenuto stesso. L’interesse viene calcolato – banalizzo – in base a quanto spesso interagisce con la pagina. Per interazione intendo espansione dei dettagli di un post, lettura commenti o la condivisione, il Mi Piace sul post o il commento. Meno l’utente interagirà con voi, meno spesso vedrà i vostri post tra le sue news. Ne consegue che postare tanti post a cui pochi interagiscono alla lunga penalizzi una pagina: per questo la regola aurea vuole un massimo di 2-3 post al giorno, ben curati. Poi io spesso non mi attengo a questa regola, ma voi dovreste fare quello che vi dico, non quello che faccio.

4. Anche quando viene postato un contenuto può influenzarne il reach. Banalmente, se scrivete un post alle 3 del mattino, ci saranno poche persone a leggerlo e quindi ad interagire con esso, ergo avrà meno possibilità di diventare virale. Perché se un vostro contenuto in breve tempo viene letto, commentato e Mi Piaciato da molte persone, l’algoritmo di Facebook pensa che debba essere una grande figata e quindi lo mostra a molte più persone tra quelle che si sono iscritte alla vostra pagina. Fortunatamente Zuckerberg mette a disposizione di tutti gli amministratori delle pagine gli Insights che vi permettono di vedere statistiche più o meno utili, tra cui quando i vostri lettori sono online. E’ un dato da tenere in considerazione: intendiamoci, un post buono sarà sempre buono a qualunque ora, ma postando nel momento di maggiore affluenza del vostro pubblico potrete massimizzare i risultati.

5. Come dicevo prima, pagando potete aumentare il reach di un post o sponsorizzare direttamente tutta la pagina. L’argomento è complicato perché le opzioni sono innumerevoli: potete cercare nuovi utenti per area di interesse, geografica, sesso, fascia d’età etc, oppure concentrarvi su quelli che già hanno messo il Mi Piace alla vostra pagina. Non mi dilungo in maniera dettagliata perché non ci capisco un mezzo cazzo, avendoci messo solo una volta 10 sacchi per vedere a grandi linee come funzionava. D’altra parte la mia pagina non è commerciale – non vendo nulla – per cui investire dei soldi giusto per vedere il contatore salire mi sembra poco sensato, pura masturbazione dell’ego. Meglio spendere quei soldi in focaccia, che è di gran lunga più gratificante. Considerate poi che più una pagina diventa importante, più Zuckerberg vi chiede soldi per la pubblicità. Ed ho anche la sensazione che, se promuovi una volta un post con la pubblicità, dopo Facebook inizi a penalizzarti random i post successivi, come a spingerti a farlo nuovamente. E poi mi piace la focaccia: a Genova è buonissima.

6. Tra le altre cose bisogna dire ci sono dei modi gratuiti per aumentare il reach in maniera soddisfacente, basta giocare bene con le regole che elencavo prima. Un post testuale per esperienza personale (della mia pagina, quindi non garantita su quelle altrui) attira velocemente molti Mi Piaci e commenti quindi - specie se pubblicato nell’orario giusto – può servire da miccia per un contenuto più penalizzato dall’algoritmo (ad esempio un link) che volete postare in giornata. Una foto invece genera molte più condivisioni, quindi è utile per fare crescere il numero dei Mi Piace complessivi alla pagina. Per “truffare” l’algoritmo di Facebook, i link possono essere postati nei commenti: molti Youtubers lo fanno, pubblicando solo una video anteprima con il player interno (ricordiamo che il video piace molto a Zuckerberg) e rimandando appunto al video completo nel primo commento. E ci sarebbero molti altri esempi da fare, ma conosco solo questi come trucchi e non voglio sfigurare: fateveli bastare.

Tutto questo per dire che c’è una ragione – anzi molte – per cui alcuni miei post possono esservi sfuggiti.

Al di là di tutti questi tecnicismi da parte mia, c’è un metodo molto semplice che potete attuare per non perdervi nessuno dei miei aggiornamenti su Facebook: andate sulla mia pagina e dalla tendina sul tasto Ti Piace selezionate Mostra per primi nella sezione Notizie.

Selezionate Mostra per primi

Poi passate di nuovo il mouse su Altro e dal menu cliccate Salva. Questo passaggio potete farlo anche dall'applicazione per smartphone.

Tappate su Salva: diventerà Luogo salvato. Non chiedetemi perché.

In questo modo Zuckerberg capirà che siete interessati ai post di questa pagina e ve li proporrà più spesso.

Molte pagine Facebook lo chiedono espressamente ai propri lettori con un post ad hoc posto in evidenza, ma a me sembra una cosa così volgare: preferisco farlo al termine di un pippone di due ore come questo.
 
Cordialità,
Il Triste Mietitore