Non sei sbagliato (cercare lavoro da over-qualcosa)

Complimenti per i tuoi e i miei 50 anni! Ma vale anche per i tuoi 40 e 60: sappiamo che c’è differenza, ma sul mercato del lavoro quando si diventa over fanno di tutta l’erba un fascio, quindi penso che ti possa interessare anche se sei quarantenne o settantenne.

Un anziano molto in gamba che ha fatto della lotta alle stupidaggini la sua filosofia (cerco di essere un suo discepolo) scrive:

“… i migliori insegnanti di saggezza sono naturalmente i più vecchi, semplicemente perché potrebbero avere colto trucchi e sistemi euristici invisibili che sfuggono al nostro paesaggio epistemico, trucchi che li avevano aiutati a sopravvivere in un mondo più complesso di quello che pensiamo di poter capire.” (Nassim Nicholas Taleb).

Con il lavoro che faccio parlo con le persone tutto il giorno, e le conversazioni che ho sono molto diverse da quelle che le persone hanno nella vita, fuori dall’ambulatorio di uno psicologo. Le persone mi raccontano, si aprono e lasciano finalmente uscire le loro paure in un ambiente protetto dai giudizi. Per un “over” questo è importante.

Raccontano che la crisi, i social, i nativi digitali che incalzano, la concorrenza sul mercato del lavoro e la riforma delle pensioni hanno creato turbamenti inediti. Quello che rilevo è che ci sono molte persone che cercano lavoro dopo gli anta che sembrano aver dimenticato chi sono e cosa possono apportare sul lavoro, e che pensano di essere percepite come persone che non hanno voglia di fare niente di nuovo: credo sia il pregiudizio più dannoso per chi cerca lavoro. Ed essendo il processo di recruiting un percorso ad eliminazione, se dai l’occasione di far sorgere il sospetto che questo pregiudizio — che come tutti i pregiudizi è SBAGLIATO — ti si applica, vieni eliminato.

Le aziende non vogliono correre rischi: quindi se hai difficoltà a ottenere i colloqui di lavoro e a farti assumere, la prima cosa da sapere è che non sei sbagliato tu.

Lo ripeto, è il sistema in sé — i meccanismi del mercato del lavoro e del recruiting tramite Agenzia, tramite web, nelle grandi aziende, e a volte anche nelle piccole — che funziona male, e induce chi cerca lavoro a impegnarsi in comportamenti contorti e senza sbocco.

Ecco a 50 anni cosa potresti volere, ma non puoi averlo (nessuno può)

Ottenere dagli altri il rispetto che spetterebbe a un vecchio saggio

Avere di nuovo 30 anni

La rassicurazione che qualcuno anticiperà la pensione per tutti

Capire come inviare un CV in cui non si capisca la tua età

Piacere a tutti i recruiter

Capire perché non ti hanno assunto, anzi, nemmeno ti hanno chiamato al colloquio

Ecco invece gli obiettivi a cui puoi puntare e che potresti raggiungere

Cambiare il modo di pensare la tua ricerca del lavoro

Considerarti una offerta di soluzioni e non un elemosinatore di un “posto”

Mostrare la tua energia, che è diversa da quella di chi ha 30 anni

Capire come (non) funziona il mercato del lavoro

Ecco come puoi raggiungerli

Evitando i luoghi di incontro domanda-offerta irrilevanti (e che ti deprimono)

Usando l’autocandidatura diretta e cercando di parlare di persona con le aziende

Imparando a non confondere le tue percezioni con la realtà del mercato del lavoro

Apprendendo semplici tecniche per esercitare la pazienza e fare diminuire la rabbia

Ecco sei (6) cose che sai fare, e che DEVI fare

1) Un minimo di INVENTARIO di quello che sai fare e dei problemi che puoi risolvere in azienda. Lascia stare le “competenze” teoriche e le favole sulle soft skills: scrivi quello che ottiene l’azienda che ti farà lavorare. Cinque comportamenti eccellenti + i risultati che ottengono LORO. Prenditi un pomeriggio libero, lontano da tutti e soprattutto dal web, scrivi il tuo job design, il tuo personal statement e la tua Call to Action (CTA). Non osare nemmeno iniziare a cercare lavoro se non l’hai fatto: rischi troppe delusioni.

2) Identifica le tue BUYER PERSONA, le aziende target che potrebbero beneficiare di quello che sai fare. All’interno dell’area geografica in cui vuoi vivere e lavorare. Parti dalle pagine gialle e poi cerca sul web. Una ricerca da detective sulle 30 aziende in cui puoi andare a lavorare. Questa attività può occuparti per 3 mesi. Smetti di giudicarti fino a che non hai finito questa indagine.

3) Identifica la persona in ogni azienda che può capire cosa sai fare (per favore, questa persona non è l’HR-“Talenti”-Risorse Umane-Personale), è il CAPO di quella funzione aziendale, e sa di cosa ha bisogno perché ci lavora dentro e si sporca le mani come te, e capisce il valore di ciò che sai fare. Cerca il suo nome, e informati su di lui (a questo servono i social). Guarda la sua attività sui social. Ma soprattutto chiedi in giro alla tua rete sociale reale se lo conosce e se ti può fare avere 20 minuti di colloquio, senza impegno. Un caffè, tra adulti. Questa attività può occuparti per i 3 mesi, insieme a quella sopra. Puoi anche trovare lavoro prima, ma tu preventiva 3 mesi di ricerca informativa. Niente scorciatoie, niente agenzie, niente annunci web, alla tua età non te le puoi permettere. Fai come ti dico.

4) Vai a incontrare quella persona in una situazione non stressante, e dalle la migliore opportunità di concludere che sarebbe un peccato non assumerti in futuro e approfittare delle tue capacità e della tua energia. Attraverso il network di contatti che avevi, e quello che hai sviluppato cercando informazioni è più facile evitare lo stress di quella che pensi sia una vendita porta a porta e trasformarla in una proposta rispettosa e non invadente. Se sei timido (e sono un esperto di timidi) questo è l’unico modo, da solo non ce la puoi fare, nemmeno sotto ipnosi. Te lo garantisco.

5) Approfitta dei no, anche se pensi che facciano male perché da qualche anno qualcuno continua a ripetere che “le parole sono importanti”, o peggio “le parole sono come pallottole”… prova a dirlo a Tahira, una mia collega in Siria a cui hanno bombardato la casa e sparato al marito. Quello che riceverai sono solo parole, non pallottole. E sensazioni sgradevoli, ok, ma non possono nuocere ad un adulto. Comunque vadano i tuoi colloqui di tentata vendita, attraverso l’autocandidatura continuerai a scoprire cose nuove e modi in cui puoi essere utile alle tue aziende target e alle Buyer Persona, e ad aumentare la rete di contatti per continuare l’autocandidatura. O porti a casa un lavoro, o porti a casa dei contatti nuovi. Fatti i complimenti per come sopporti alcune emozioni spiacevoli e resti una persona adulta e di fiducia.

6) Negozia il tuo compenso, che è una parte del guadagno che il tuo lavoro porta in azienda, ed è sacro. Anche se sarà minore dei periodi di vacche grasse che abbiamo visto nel secolo scorso.

Questo è quello che puoi fare tu, senza cambiare il tuo modo di essere, senza diventare una vincente con il sorriso da pescecane, una faccia di bronzo o ostentare una giovinezza che non hai più.

Dall’altra parte c’è il mercato, che né io né te abbiamo il potere di cambiare in 3 mesi, perché è un problema politico — in democrazia abbiamo altri strumenti per fare qualcosa. Io lavoro con una persona alla volta.

A presto.

Sono Nicola Giaconi, psicologo, e da 30 anni impegnato anche nella facilitazione della domanda e offerta di lavoro. Sono autore di “Trovare lavoro da timidi”, un libro, un percorso semplice che spiega come trasformare le tue risorse per arrivare a parlare con le persone giuste e che davvero stanno cercando Te.

Informarsi > prepararsi > andarci a parlare.

Puoi leggere un capitolo gratuito da qui

Se vuoi altro su questo argomento, leggi questo mio articolo su Medium che approfondisce un paio di cose interessanti.