Come sarà la nuova Italia delle autonomie?

Se ne discuterà, questo pomeriggio, nell’ambito di un convegno cui prenderanno parte anche il costituzionalista Pizzetti e il presidente della Regione Sergio Chiamparino

ASTI — Come cambierà, in seguito alla riforma degli enti territoriali nota come “Legge Delrio” (legge n. 56/2014), la nuova Italia delle autonomie?
Si tratta di una legge complessa il cui iter di applicazione ha aperto una sorta di “cantiere” destinato a durare finché la riforma degli enti territoriali non avrà avuto piena e consolidata attuazione. La riforma fissa le linee di progetto lungo le quali dovrà svilupparsi la costruzione del nuovo sistema, costituito da città metropolitane di nuova concezione e istituzione e di enti di area vasta, destinati a sostituire le esistenti province e dotati di organi di governo di secondo livello e con scopi e finalità innovativi.
Novità organizzative e funzionali che impongono anche una ridefinizione dei rapporti tra questi nuovi enti e i Comuni insistenti sul loro territorio dall’altro. Inoltre, andranno profondamente ripensate anche le relazioni fra nuovi Enti derivanti dalla riforma Regioni e Stato, nel quadro di un nuovo ordinamento che pone tutti i protagonisti di fronte a nuove sfide. Pertanto quale futuro si prospetta per Città Metropolitane, nuove province e Unioni di Comuni?

Ritenendo opportuno proporre un’occasione di studio su una materia così complessa e, al momento, ancora ricche di zone d’ombra, la Fondazione Goria ha organizzato un convegno, in programma questo pomeriggio dalle 17 presso il Polo Universitario Uni-Astiss di piazzale De André, che si preannuncia particolarmente interessante e ricco di spunti.

Dopo il saluto di Marco Goria, presidente della Fondazione Giovanni Goria, il convegno verrà aperto dalla relazione del prof. Francesco Pizzetti, insigne giurista e già presidente dell’Autorità Garante per la Privacy, autore del recente volume “La riforma degli enti territoriali. Città metropolitane, nuove province e unione di comuni” edito da Giuffré.
Si succederanno poi interventi di amministratori ed esponenti del mondo economico piemontese, mentre la conclusione dei lavori sarà affidata a Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, che farà il punto sul l’iter della legge regionale che disegnerà la mappa del Piemonte di domani. Suddiviso non più in otto province, ma in una Città Metropolitana e quattro aree vaste, delineandone fisionomia, caratteristiche territoriali e funzioni. L’incontro sarà coordinato da Carlo Cerrato, Segretario Generale Fondazione Giovanni Goria.

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