Vi raccontiamo la “buona scuola”

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, una lettera-denuncia a firma degli insegnanti della scuola U. Cagni

Siamo gli insegnanti che da molti anni prestano la loro opera presso il IV° Circolo di Asti, alla scuola U. Cagni. 
Da un po’ di giorni, precisamente dai primi di marzo di quest’anno, le voci che si rincorrevano per i corridoi sono diventate una triste realtà, poiché noi insegnanti abbiamo avuto la consapevolezza dell’intenzione di sopprimere una sezione di tempo pieno nel nostro plesso.

La soppressione di una sezione alla Cagni ci ha stupito non poco, visto che nessuna indicazione era stata data a riguardo PRIMA della “scuola aperta” avvenuta il 17 novembre scorso. In tale occasione noi docenti ci “mettemmo la faccia” dinnanzi ai genitori promettendo, in buona fede, attività didattiche, laboratori, progetti e quant’altro oltre alla nostra presenza per gli anni a venire. I genitori, vuoi per esigenze familiari vuoi per fiducia nella nostra scuola, scelsero di iscrivere i propri figli. Ad oggi, i bimbi iscritti sono 44, sufficienti per l’avvio di entrambe le sezioni presenti. Ci viene però detto che una sezione verrà soppressa e spostata in altro Circolo.

A questo punto, il Collegio dei Docenti, riunito in seduta straordinaria in data 22 marzo, invia una lettera agli organi competenti per richiedere un incontro ufficiale per avere i chiarimenti del caso.

E giungiamo all’epilogo della storia: il 18 aprile il Comune riceverà il Presidente del Consiglio di Circolo, la Dirigente e alcuni rappresentanti del corpo docente. Auspichiamo che in tale sede ci vengano fornite chiare risposte a queste domande: per quale motivo logico ciò dovrebbe avvenire? Vi è una norma legislativa che giustifichi il tutto, prevaricando quelli che sono i diritti dei comuni cittadini e causando disagio ai fruitori del servizio? E perché noi insegnanti, direttamente coinvolti con bambini e genitori, non ne siamo stati messi a conoscenza prima dell’open school? Avremmo evitato di dare informazioni sbagliate e false illusioni.

Perché si vuole eliminare un tempo pieno in una zona dove il tempo pieno è una necessità (lavoro dei genitori, accoglienza, integrazione, supporto a famiglie disagiate) e una presenza storica nel contesto del quartiere? Ci piacerebbe che chi in questi giorni prenderà una decisione in merito (Provveditore, Comune, ecc.), desse una esaustiva risposta a queste domande sia nei confronti dei docenti sia dei genitori interessati, perché riteniamo che la comunità, di cui facciamo parte, ne abbia il diritto in nome della trasparenza e della democrazia.

Gli insegnanti della Scuola Primaria “U. Cagni”

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