L’Università di Siena capofila di un progetto culturale appena finanziato dalla UE “Playing Identities, Performing Heritage – Theatre, Creolisation, Creation and the Commons” vedrà la partecipazione di cinque partner europei Finanziamento europeo per un progetto culturale coordinato dall’Università di Siena nell’ambito del programma Creative Europe. “Playing Identities, Performing Heritage – Theatre, Creolisation, Creation and the Commons” è infatti uno dei quattro progetti vincitori su un totale di 37 selezionati in tutta Europa.

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Il gruppo senese di Playing Identities, Performing Heritage

“L’Università degli Studi di Siena coordinerà uno dei quattro progetti italiani vincitori della prima chiamata del nuovo programma Creative Europe.
La commissione Europea ha finanziato in totale 37 progetti su 337 domande pervenute da tutta Europa. Per la nostra Università si tratta di un importante risultato in chiave di internazionalizzazione della ricerca scientifica e culturale, in particolare per quel che riguarda l’ambito delle scienze sociali e umanistiche, generalmente caratterizzate da una insufficiente dotazione finanziaria e grande competizione nell’intero contesto europeo.
Il progetto, dal titolo “Playing Identities, Performing Heritage – Theatre, Creolisation, Creation and the Commons”, prevede la partecipazione di cinque istituzioni partner: l’Accademia di Musica e Teatro di Vilnius, l’Università Babes Bolyai di Cluj-Napoca, l’Istituto del Teatro di Barcellona, la Central School of Speech and Drama di Londra e la University of Kent at Canterbury.

Il progetto è stato promosso dal Dipartimento di Scienze Storiche e Beni culturali, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive (DISPOC), sotto la responsabilità scientifica dei docenti Marzia Pieri, Laura Caretti, e Tarciso Lancioni e dal gruppo PanSpeech www.panspeech.eu.
PanSpeech è una piattaforma di crowdsourcing nata dalla ricerca condotta da un gruppo di lavoro trasversale ai Dipartimenti DISPOC e Biotecnoligie Mediche. Essa prende avvio con un progetto finanziato nel 2012 dal programma Europa per i Cittadini dal titolo “Innovating Heritage”. PanSpeech è stata in seguito premiata come prima classificata del bando APEA “Terre di Siena Creative”, rivolto alle più promettenti start-up creative del territorio senese, accingendosi anche richiedere il riconoscimento di spin-off universitario interdipartimentale in ragione del suo background di ricerca e della compagine multidisciplinare universitaria che la sostiene. Infatti, ai già citati dipartimenti (rappresentati dai prof. Tarcisio Lancioni e Gabriele Cevenini) si è aggiunto il Dipartimento di ICT, rappresentato dal prof. Giuliano Benelli.

Il percorso di Playing Identities rappresenta un esempio di buona pratica inaugurata nel 2009, anno in cui parti il progetto Playing Identities www,playingidentities.eu grazie ad un primo finanziamento dell’allora programma EU Cultura 2007–2013. Il percorso progettuale in questione ha consentito di ospitare nel 2011 presso il Museo Santa Maria della Scala di Siena, durante la 9° edizione del Festival di Siena Voci di Fonte, l’evento “Creole Performance Cycle” – a cura dell’Associazione Culturale Balletto Civile e della Libera Università del Teatro, insieme con 5 equipe artistiche europee – e la mostra fotografica “Creolimage”, a cura di Daniela Neri. In seguito si è anche sviluppata una Summer School internazionale coordinata sempre dall’Università di Siena e finanziata con il programma Erasmus. Inizialmente strutturata intorno a tre partners, la summer school ha vissuto tre edizioni, fino a catalizzare la partecipazione di ben otto co-organizzatori, principalmente accademie teatrali europee. Quindi con il progetto Innovating Heritage è sono stati affrontati i temi del patrimonio culturale, innovazione sociale e nuove tecnologie ICT. Gli elementi di questo lungo percorso rappresentano il background alla base del nuovo progetto Playing Identites.

Co-Ideatore di questo articolato percorso e coordinatore del nuovo progetto “Playing Identities, Performing Heritage” è Gianni Berardino, esperto di progetti europei nel campo delle scienze sociali e umane e ispiratore di diversi progetti finanziati in questi anni dai diversi programmi culturali europei. Berardino, operatore culturale della città durante la direzione del Festival Voci di Fonte, ha attualmente una borsa di ricerca regionale presso l’Università di Firenze e collabora con l’Ufficio Ricerca della nostra Università per promuovere altri percorsi di progettazione scientifica e culturale nel nostro Ateneo.
A Gianni Berardino si affianca un gruppo di ricercatori e operatori della nostra Università: Stefano Jacoviello, Giancarlo Pichillo, Angelo Romagnoli, Tommaso Sbriccoli, Massimiliano Coviello, Alberto Balistreri, Michele Campanini.
Il gruppo di lavoro è attualmente impegnato nell’elaborazione di nuove progettazioni, tra cui quella relativa alla chiamata del nuovo programma quadro della ricerca, Horizon 2020, relativa al settore ICT per la creazione di CAPS (Collective Awareness Platforms for Sustainability and Social Innovation), da applicare a temi di cogente attualità nel contesto globale di ridefinizione delle pratiche di democrazia e cittadinanza attiva.

È in questo contesto particolare, oltre che in quello più ampio del progetto di Siena Capitale Europea della Cultura 2019, che il progetto “Playing Identities, Performing Heritage” prende avvio. Esso continua la sperimentazione dell’utilizzo delle nuove tecnologie ICT applicate al tema del patrimonio culturale e dei processi di costruzione identitaria in Europa. Infatti, scopo del progetto è sperimentare processi di creazione e creolizzazione artistica nell’ambito delle arti performative, con il supporto interpretativo fornito dalle discipline dell’antropologia sociale e della semiotica. Attori e target del progetto sono tanto i performers quanto il pubblico (l’audience), il cui rapporto dovrà portare in scena la rappresentazione delle istanze e delle memorie comuni, creando dunque le basi per la (ri)costituzione di nuove forme di patrimonio culturale intangibile. Il supporto del crowdsourcing (tramite PanSpeech) sarà da questo punto di vista fondamentale, in quanto consentirà di aumentare l’impatto della creazione artistica attraverso la condivisione e la trasformazione/rielaborazione delle performances prodotte dal progetto”.

Gianni Berardino

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