Animali notturni e dove trovarli

chiedetelo al Professor Spiegonio!

Parte uno: gli animali fantastici.

Ovviamente, essendo una fan accanita, aspettavo da tempo l’uscita del nuovo film ispirato al mondo di Harry Potter: Animali fantastici e dove trovarli, di David Yates.

Bene, l’ho visto e non ho provato a ferirmi gli occhi come Edipo. Avendo le aspettative incredibilmente basse, in effetti, era impossibile rimanerne delusa.

Ma tenendo anche conto della lezione impartitami da Star Wars: il risveglio della Forza, ho deciso di non seguire l'impulso dell’entusiasmo e di ammettere da subito a me stessa che sì, è un film godibile, ma niente di che. (Il corifeo urla: ERESIA!)

Fortunatamente, non essendo tratto da un libro che abbia già letto, mi sono risparmiata il dolore che avevo provato nel vedere gli ultimi capitoli della saga del maghetto e non ho cominciato a strapparmi le sopracciglia per vedere se ero ancora in grado di provare qualcosa (come quando ho visto la trasposizione cinematografica di Pastorale Americana.)

In sostanza, e senza spoilerare nulla, Animali fantastici è un film carino: gli attori sono bravi e sia i casting che i produttori hanno finalmente capito che Colin Farrell ha una grande faccia da stronzo e può interpretare dei ruoli senza dover per forza fare il piacione con: tutti i personaggi del cast, i tecnici, il pubblico e i fondali. Insomma, hanno realizzato che può recitare e questa mi sembra una gran cosa (da ricordare che nella seconda stagione di True Detective è molto bravo malgrado l’elemento più interessante di tutta la serie sia il divano del bar dove si ubriacano tutti).

Inoltre la trama ha senso, è ben collocata nel mondo di J. K. Rowling e si ride spesso come fosse una marpionissima produzione di J.J. Abrams. Gli animali fantastici sono quasi tutti incredibili, tranne uno che è semplicemente una talpa cleptomane che somiglia a mia zia Wanda, una signora miope che cerca sempre di rubarti i punti a burraco.

Il film è a metà tra un reboot, una storia e un Dodo perché ricorda qualcosa che si è estinto. Alla fine mi è piaciuto, ma non farò l' errore di rivederlo perché in cuor mio so che rivivrei il trauma di Guerre Stellari.

Un indispensabile intermezzo su Star Wars.

Quando uscì il settimo episodio della Saga di Star Wars ci fu una guerra civile perché in molti avevano detto il giusto: il film era un reboot spettacolare, ma non c’erano nuovi elementi e tutto rimandava al primo episodio della Saga. Questi poveri coraggiosi furono distrutti e visti come dei noiosi che non capivano che il film poteva essere accattivante per un pubblico giovanissimo. In realtà avevano semplicemente detto una grande verità. Non mi soffermerò ulteriormente su questo per paura scoppi una nuova Civil War (grande citazione a proposito di film ben riusciti) sul tema. Dico solo che io ero tra quelli che si tappavano le orecchie per non sentire le estremamente lecite critiche al film e che oggi ancora me ne vergogno.

Parte due: gli animali notturni.

Un film che invece mi è piaciuto ma del quale dirò poco o niente è Animali Notturni di Tom Ford. Non mi soffermerò sulla trama o su un’analisi della pellicola perché è fondamentale lo vediate, dico solo che è un film scritto benissimo ed estremamente raffinato. Inoltre è recitato e diretto benissimo.

Aaron Taylor Johnson (attore imbarazzantemente bello) riesce a risultare talmente schifoso che nessuna si farebbe neanche sfiorare da lui. Da Aaron Taylor Johnson.
Da Aaron Taylor Johnson, capite?

Una volta finita la visione, però, mi sono soffermata sui titoli di coda ed ho realizzato quale fosse la discriminante che mi avesse fatto dire ok, questo è davvero un bel film: i titoli scorrevano e una volta finiti ho notato che nel cast mancava la torbida presenza del Professor Spiegonio.

Per chi non lo sapesse il Prof. Spiegonio è un consulente cinematografico che lavora alla maggior parte dei film che vediamo al cinema:

il suo ruolo consiste nel sottovalutare il pubblico e spiegargli ogni singolo elemento presente nella pellicola perché la sua filosofia si fonda sul fatto che tutto deve essere palese e niente può essere lasciato all' analisi personale, al pensiero e al dibattito.

In passato lavorava solo nei programmi per bambini tipo i Teletubbies (ricordo con piacere il suo contributo nell’aggiungere una ripetizione infinita di un termine da parte di ogni pupazzo colorato per farlo entrare in testa a quegli stupidi dei bambini), ma negli ultimi anni ha fatto carriera e lo ritroviamo in quasi tutte le grandi produzioni.

“I Die Antwoord!” “I Die Antwoord!” “I Die Antwoord!” “I Die Antwoord!”

Purtroppo il budget non ha permesso a Tom Ford di pagare l’oneroso cachet del Prof. Spiegonio, quindi non ci resta altra scelta che vedere un film bello e intelligente. Peccato.

Post Scriptum

Tornando agli Animali fantastici, il Professor Spiegonio non ha lavorato neanche al film di Yates, ma per fortuna sono stati assunti al posto suo altri consulenti. Specializzati in altri campi, ma altrettanto capaci. Parliamo sempre di luminari.

Insomma, non so dirvi precisamente dove trovare gli animali fantastici, ma vi consiglio di cercare quelli notturni.