La grande fuga dei tre killer scomparsi nel nulla
Spariti. Come fantasmi. Chi tra le campagne, chi in città. Tengono in scacco la polizia italiana e per i cittadini rappresentano, potenzialmente, un pericolo. Sono fuggiti all’estero o forse sono ancora tra noi: i loro nomi evocano un misto di paura e curiosità. Queste sono le storie di Igor il russo, Johnny lo zingaro e Ismail Kammoun, tre killer scomparsi nel nulla.

Norbert Feher, alias Igor il russo
Pregiudicato e con un passato nell’Armata Rossa. L’epopea di Igor il russo, in realtà serbo, inizia il primo aprile quando, nel corso di una rapina al bar Gallo di Budrio (Bologna), uccide a colpi di pistola il proprietario. Una settimana più tardi, la sua seconda vittima: una guardia ecologica di 63 anni. Sulle sue tracce forze speciali, cani molecolari e droni, ma da quel giorno di lui non si saprà più nulla. Tutto quello che ci rimane è una serie di avvistamenti, minacciose scritte su specchi in casolari abbandonati e una cartolina misteriosa. Dalla realtà nascono leggende. E allora Igor diventa l’uomo che vive sott’acqua e che pesca a mani nude. Non sappiamo dove sia ora, sappiamo solo che non è stato trovato: la polizia si è arresa.
Giuseppe Mastini, alias Johnny lo Zingaro
Il soprannome lo deve alle origini sinti. La brutta fama, invece, alle rapine, ai sequestri di persona e agli assassini. Il primo quando aveva appena 15 anni. Oggi Giuseppe Mastini ne ha 57 e fino a due settimane fa stava scontando un ergastolo nel carcere di Fossano (Cuneo), in semilibertà e con il permesso di lavorare all’esterno. Quando non si è presentato alla scuola di polizia penitenziaria di Cairo Montenotte (Savona), dove si occupava di pulizie, sono scattate le ricerche. L’ultima immagine che abbiamo di lui è presa dalle telecamere della stazione ferroviaria di Genova Brignole. La destinazione? Sconosciuta.
Ismail Kammoun
Per cinque lunghi anni detenuto modello nel carcere di Volterra (Pisa). Ha preso il diploma di geometra e ha passato gran parte del suo tempo nella sartoria del penitenziario. Tanto da guadagnarsi la fiducia dei suoi carcerieri. Kammoun stava scontando un ergastolo per aver ucciso un ex poliziotto su ordine di Cosa Nostra. Nei permessi, probabilmente, pianificava la fuga. Il 55enne tunisino non è tornato in prigione dopo un permesso premio di 10 giorni. Per alcuni si è diretto a Livorno, ma nessuno conosce i suoi piani: la sua storia è ancora tutta da scrivere.
Come ricorda Blitz Quotidiano, solo nel 2016 in Italia sono evase 114 persone: quali saranno le prossime storie da raccontare?

