L’attentato a Manchester in 7 punti

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Doveva essere una serata di spensieratezza e divertimento, ma si è trasformata nell’ennesima tragedia. Alle ore 22:30 (23:30 in Italia) di lunedì 22 maggio, un’esplosione travolge i fan della cantante italoamericana Ariana Grande presenti nella Manchester Arena per assistere al Dangerous Woman tour. In pochi attimi 22 persone perdono la vita e 120 sono ferite.

“Distrutta. Dal profondo del mio cuore, sono estremamente dispiaciuta. Non ho altre parole”, è il commento che Ariana Grande affida a Twitter per descrivere il suo stato d’animo dopo l’attentato.

L’Isis rivendica l’attentato a Manchester

La città di Manchester passa la notte sotto shock e da tutto il mondo arriva il cordoglio per le vittime di un atto che sembra a tutti gli effetti opera del Califfato. Alle 11:10 di Londra, la premier Theresa May annuncia che il governo è a conoscenza dell’identità dell’attentatore: informazione che in poche ore sarà poi svelata dalla rete Usa, Cbs. Alle 12:48, tramite un comunicato diffuso sul web, l’Isis rivendica la paternità dell’attentato ed esulta per “il sangue versato dai crociati”.

Salman Abedi è il kamikaze del concerto di Ariana Grande

Dopo due giorni dall’attentato, la polizia di Manchester conferma l’identità del cittadino britannico di origini libiche che si è fatto esplodere al termine del concerto di Ariana Grande. Salman Abedi, 22enne nato a Manchester, è figlio di due libici fuggiti dal regime di Gheddafi. Abedi era noto ai servizi segreti ma non era considerato una figura potenzialmente pericolosa. Negli ultimi mesi aveva viaggiato in Libia e forse in Siria, dove avrebbe stretto rapporti con il Califfato.

Identificate le 22 vittime di Manchester

A meno di 48 ore, la polizia britannica identifica le 22 persone che hanno perso la vita in seguito all’atto terroristico di Salman Abedi nel foyer della Manchester Arena. Molte di esse erano giovani fan di Ariana Grande: la più piccola è Saffie Rose Roussos, bambina di 8 anni di Preston.

La rete dell’Isis nel Regno Unito e l’arresto del padre e fratello di Salman

Fin dalle prime informazioni riferite dalla premier May, era chiaro che l’attentato a Manchester non fosse opera di un lupo solitario. In poche ore gli agenti inglesi e libici arrestano 8 uomini sospettati di aver collaborato alla pianificazione dell’attacco. Ramadan e Hashem Abedi, rispettivamente padre e fratello minore di Salman, sono stati fermati in Libia dagli agenti della Forza di deterrenza speciale Rada. Il più giovane della famiglia ha ammesso di essere legato allo Stato Islamico e che era a conoscenza dei piani del fratello. Secondo la rete britannica Sky News, Hashem Abedi stava preparando un attentato a Tripoli.

La fuga di notizie dagli Usa fa infuriare il governo inglese

Nella sera di mercoledì 24, quando è ancora giorno negli Usa, il New York Times pubblica in esclusiva le immagini dei resti della bomba utilizzata da Salman Abedi: si tratta dell’esplosivo Tatp, lo stesso utilizzato nelle stragi di Parigi e Bruxelles. Nelle immagini si vedono un detonatore e anche bulloni e viti utilizzati per colpire e ferire a morte i passanti. L’esclusiva fa infuriare il governo britannico: nella giornata del 25, le autorità annunciano che non condivideranno più informazioni con gli Usa, perché la fuga di notizie potrebbe danneggiare le indagini in corso.

Ariana Grande annulla il tour e vuole pagare i funerali delle vittime

La strage di Manchester ha sconvolto il mondo intero. Prima fra tutti, la cantante Ariana Grande che annuncia la cancellazione del suo tour mondiale e l’intenzione di pagare i funerali di tutte le vittime.

Il Manchester United vince l’Europa League: la dedica alle vittime

La sera del 24 il Manchester United concede un breve attimo di felicità ai cittadini inglesi. I Red Devils di Mourinho si aggiudicano a Stoccolma l’Europa League, battendo l’Ajax 2–0. Su Twitter con un hashtag esultano la squadra e tutta la città.