Le notizie della settimana

Sono stati giorni dominati dalle tensioni internazionali, con lo scontro fra Stati Uniti e Corea del Nord e i difficili rapporti fra Trump e Putin. Ancora attentati: il primo, per fortuna senza vittime, a Dortmund, poi la strage di rifugiati siriani ad Aleppo.

Lunedì 10 aprile

M5s: il tribunale di Genova dà ragione a Cassimatis

Accolto il ricorso presentato da Marika Cassimatis, vincitrice delle “comunarie” del M5s, poi esclusa dalla corsa al Comune di Genova da Beppe Grillo per i “comportamenti contrari ai principi del MoVimento” di molti dei componenti della sua lista. Grillo però potrebbe ancora vietarle l’uso del simbolo del M5s.

Qui l’articolo de Il Secolo XIX.

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Martedì 11 aprile

Attacco al pullman del Borussia Dortmund, tre esplosioni

Tre ordigni vengono azionati a distanza mentre il pullman del Borussia Dortmund porta i giocatori allo stadio per la partita di Champions League contro il Monaco. Sembra a tutti gli affetti un attentato terroristico, ma non vengono trovate prove del coinvolgimento del 25enne iracheno inizialmente fermato.

Qui l’articolo di Panorama.

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Mercoledì 12 aprile

I difficili rapporti fra Usa e Russia

Il segretario di Stato americano Tillerson incontra a Mosca il presidente russo Putin e il ministro degli Esteri Serghej Lavrov. Una serie di incontri resi tanto necessari quanto difficili dagli ultimi sviluppi della situazione in Siria. Entrambe le parti ammettono che il livello di fiducia tra Russia e Stati Uniti è bassissimo, ma anche che “le due principali potenze nucleari al mondo non si possono permettere questo tipo di relazioni”.

Qui l’articolo de Il Sole 24 Ore

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Giovedì 13 aprile

Gli Usa sganciano in Afghanistan la più grande bomba non nucleare della storia

Si chiama Gbu-43, ma è anche detta la “madre di tutte le bombe” ed è composta da 11 tonnellate di esplosivo. Gli Usa hanno deciso di usarla per la prima volta in Afghanistan, per la precisione sulla provincia di Nangarhar, per colpire un sistema di tunnel e bunker dell’Isis.

Qui l’articolo de La Repubblica

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Il Milan è cinese: ufficiale il passaggio di proprietà

Dopo 31 anni e 29 trofei (di cui 5 Coppe dei Campioni/Champions League e 8 scudetti) Silvio Berlusconi non è più il proprietario del Milan. Ufficiale la cessione della società al cinese Li Yonghong. Il “closing”, dopo clamorosi colpi di scena e numerosi rinvii, è finalmente giunto al termine. Si è così chiusa un’era per la squadra rossonera ma anche per il calcio italiano. Adesso le due squadre di Milano sono in mano cinese.

Qui l’articolo de La Gazzetta dello Sport

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Venerdì 14 aprile

Il tribunale di Roma accoglie il ricorso di Uber

La compagnia delle berline nere potrà continuare a operare in Italia, almeno per ora. Il tribunale di Roma accoglie il ricorso della società dopo che una sentenza aveva imposto lo stop ai servizi per concorrenza sleale nei confronti dei taxisti.

Qui l’articolo de La Stampa.

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Sabato 15 aprile

La Corea del Nord avverte: “Pronti alla guerra nucleare”

L’imponente parata militare per il 105esimo anniversario della nascita del padre della patria Kim Il-sung è per Pyongyang l’occasione di mostrare i muscoli e lanciare un avvertimento agli Usa di Donald Trump: “A guerra totale risponderemo con guerra totale”.

Qui l’articolo di Rai News.

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Autobomba sui profughi ad Aleppo, 100 morti

In un sobborgo a Ovest di Aleppo migliaia di persone in fuga dalle bombe sono assiepate in un piazzale, pronte a salire su decine di autobus che le portino verso zone più sicure. Un pick-up carico di esplosivo guidato da un kamikaze si lancia contro gli altri mezzi. Il risultato è una carneficina: almeno 100 morti, tra cui molte donne e bambini.

Qui l’articolo de Il Mattino

Domenica 16 aprile

Il referendum costituzionale in Turchia

Evet o hayir. Sì o no. In queste ore, oltre 53 milioni di turchi sono chiamati a scegliere se trasformare la loro Repubblica da parlamentare a presidenziale. Il presidente Erdogan punta ad assicurarsi un potere che, secondo oppositori interni e molti osservatori internazionali, gli garantirebbe un potere pressoché assoluto. I sondaggi danno in leggero vantaggio il sì, ma il rischio di un’ulteriore lacerazione in un Paese già provato è molto alto.

Qui l’articolo de L’Unità

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