L’immaginazione: la risorsa principale per lo speculative design e per il nostro futuro

Lavorare di immaginazione spesso è la parte più difficile per chi si approccia allo speculative o future design perché ci si accorge di non essere più abituati a utilizzarla. Niente panico: possiamo allenarla con semplici esercizi!

Debora Bottà
Apr 17, 2020 · 8 min read
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Foto di Ali Pazani da Pexels

L’immaginazione è la capacità di pensare in grande o in modo ampio. L’immaginazione ci spinge in altre direzioni oppure ci fa guardare la direzione attuale in modo differente.
Il nostro cervello grazie alla sua flessibilità e alla capacità di immaginazione ci ha consentito di evolverci: partendo dalle nostre immaginazioni le abbiamo trasformate in realtà. L’immaginazione è una caratteristica distintiva degli esseri umani.

Il punto è proprio in questo: per creare qualcosa di nuovo o generare un cambiamento dobbiamo prima essere in grado di immaginare come le cose potrebbero essere diverse.
Il futuro è un luogo in cui tutto può essere diverso: per creare un futuro dobbiamo prima di tutto essere in grado di immaginarlo.

Ed è su questo legame tra futuro e immaginazione che si fonda lo speculative o critical design, il cui obiettivo è di creare artefatti che vivono in uno scenario futuro, alimentato dai trend attuali, per innescare dibattito e riflessione critica. Le attività di speculative design utilizzano l’immaginazione per individuare possibili realtà future per evidenziarne i possibili risvolti sociali, culturali ed etici.
Chi ha partecipato a workshop di speculative design oppure ha provato ad applicarlo si sarà accorto che una delle difficoltà maggiori è quella di dare libero sfogo alla nostra immaginazione. Di fronte a degli stimoli da cui partire per immaginare possibili futuri riusciamo a intravederne alcuni aspetti ma fatichiamo scendere sempre più nei dettagli. Questo succede perché la maggior parte di noi ha ridotto lo spazio all’immaginazione nella propria quotidianità e non è quindi più abituato a far volare la fantasia. Siamo molto più abituati ad applicare la logica che, come Albert Einstein ci insegna, ci può portare da A a B mentre è l’immaginazione quella in grado di portarci ovunque.
La buona notizia è che l’immaginazione, al pari di un muscolo, può essere allenata. Per prepararci quindi a immaginare il nostro futuro e avventurarci alla scoperta o nelle applicazioni dello speculative design, dobbiamo ricordarci di fare del buon esercizio.

Innanzitutto ci sono attività che per loro natura ci aiutano a dare spazio alla nostra immaginazione come sognare a occhi aperti, leggere (soprattutto fiction o fantasy che espandono i nostri orizzonti e la capacità di empatizzare con persone in situazioni molto distanti dalle nostre), giocare, creare qualcosa manualmente oppure fare domande per soddisfare la nostra curiosità. Lasciamo un po’ di spazio a tutto quello che stimola la nostra immaginazione, possibilmente quotidianamente.
Inoltre, possiamo svolgere dei semplici e specifici esercizi che non richiedono molto tempo e che possono davvero far progredire molto la nostra capacità di immaginazione in generale o nei confronti più specifici del futuro.

La prossima volta che vi sentirete annoiati, consideratelo un richiamo della vostra immaginazione che vi sta chiedendo spazio nella vostra giornata, scegliete uno dei seguenti esercizi e prepararvi al meglio per plasmare un futuro migliore per voi e per gli altri.

Prevedere il passato

Dove ti trovi in questo momento e cosa stai facendo? Se oggi avessi deciso di fare qualcosa di diverso dove potresti essere adesso e in quale attività potresti essere coinvolto? Chiudi gli occhi e immagina questa realtà alternativa il più vividamente possibile, come se avessi davvero preso una decisione diversa. Dove ti trovi? Cosa stai facendo? Perché hai scelto questa attività? Come ti senti e cosa provi in questa versione alternativa della tua giornata?

Ripensare a qualcosa nella tua vita, da una piccola decisione quotidiana a un grande punto di svolta, e immaginare che invece di quella scelta ne sia stata fatta un’altra è una tecnica focalizzata sul passato che consente di vedere come la realtà attuale avrebbe potuto essere diversa. Comprendere che il presente non è inevitabile ci aiuta a credere che neppure il futuro lo sia: prendendo delle decisioni oggi possiamo modellare qualcosa di diverso per il nostro futuro, così come le decisioni passate hanno modellato il nostro presente.

Ricordare il futuro

Pensa a qualcosa che ami fare, qualsiasi cosa. Ora pensa a una persona a cui sei affezionato, chiunque tu conosca, ancora in vita. Infine pensa al tuo posto lontano preferito in cui sei stato almeno una volta nella tua vita.
Ora immagina che sia passato un anno da oggi. Stai facendo quello che ami fare con la persona a cui sei affezionato nel tuo luogo preferito. Puoi immaginare questo futuro? Prova a visualizzarlo nella tua mente come se fosse se fosse ricordo di qualcosa che è già successo.
Quando lo hai davanti agli occhi cerca di trovare una spiegazione plausibile su come questo strano futuro potrebbe realizzarsi.

Questo combinare in modi inusuali attività, persone e luoghi con cui abbiamo già qualche esperienza nella vita reale e provare a immaginarli nel modo più vivido possibile, crea nella mente qualcosa di simile a un ricordo. Questi ricordi rafforzano la capacità di credere che cose non ancora accadute possano avvenire in futuro. E più immaginiamo possibili futuri diversi dalle cose già sperimentate più saremo aperti a concepire il cambiamento.

Forte empatia

Un esercizio di immaginazione più impegnativo è sperimentare qualcosa a cui è molto difficile relazionarsi, qualcosa di così diverso dalla nostra esperienza che è quasi inimmaginabile. Un modo per riuscire a farlo è cercare tra le notizie una storia di qualcuno che sta vivendo un’esperienza che non abbiamo mai sperimentato personalmente. Trovata questa notizia dobbiamo immaginare di portarla nel nostro contesto quotidiano. Questo stimola la nostra creatività perché non abbiamo alcuna esperienza personale e, di conseguenza, non abbiamo dettagli nella memoria da cui attingere per immaginare e provare nelle nostre menti e nei nostri corpi quello che qualcun altro sta vivendo.

Questo esercizio ci aiuta a predisporci al cambiamento. Perché realizzando che se oggi qualcun altro può vivere una vita completamente diversa dalla nostra, allora è possibile che anche noi, e chiunque ci circonda, possiamo condurre una vita completamente diversa domani.

100 modi in cui qualsiasi cosa può essere diversa in futuro

Scegliete un argomento, sbizzarritevi e cercatene uno che vi sembri importante e universale — come il futuro del lavoro, della religione, degli animali domestici — oppure scegliete qualcosa su cui state riflettendo nella vostra professione o a livello personale — come il futuro del design.
Ora in gruppo o da soli elencate 100 fatti di cose su quell’argomento che oggi sono vere, o almeno veritiere. Se siete soli potete anche fermarvi a un numero inferiore ma sforzatevi di arrivare almeno a 30 frasi. Più fatti riuscirete a individuare, più sarà interessante il passaggio successivo: girare questi fatti all’opposto di quello che sono oggi oppure individuare delle nuove alternative.
Infine, immaginate il mondo in cui uno o più di questi fatti capovolti è diventato realtà. Perché è avvenuto questo cambiamento? Com’è vivere in questo futuro? Utilizza tutto quello che è noto su come il mondo sta cambiando oggi a sostegno di questa storia, non importa quanto strana o improbabile sembri.

Questo esercizio ci può aiutare a riflettere sui seguenti aspetti: quali assunzioni rappresentano le sfide più importanti da affrontare o su cui riflettere per progettare il futuro di quel contesto? Quale dei 100 possibili futuri è maggiormente desiderabile e perché? Quale invece da evitare e perché?

Pre-sentire il futuro

Scegliete un momento vicino o lontano e visualizzalo nella vostra mente il più chiaramente possibile. Utilizzate tutti e cinque i sensi: provate a ricordare il più chiaramente possibile ciò che avete visto, sentito, annusato, assaggiato e sentito fisicamente in quel momento. Trascorrete almeno tre minuti immersi in questo ricordo cercando di registrare quanti più dettagli possibili (potete annotarli o raccontarli a voce a qualcuno).
Poi rivolgete la vostra attenzione al futuro. Mentre provate a immaginare di avere un’esperienza in un futuro possibile, iniziate con le domande che un giornalista potrebbe porvi: che cosa sta succedendo? Quando sta accadendo e a che ora del giorno esattamente? Dove siete, cosa vedete e sentite nell’ambiente? Chi c’è lì con voi? Descrivete tutto al tempo presente, come se vi stesse accadendo proprio in quel momento. Inserite quanti più dettagli possibili senza preoccuparvi di raccontare una storia, la trama non è rilevante. Non sforzatevi di avere intuizioni ma lasciate fluire i pensieri.
Ogni volta che utilizzate questo esercizio scegliete un ricordo del passato sempre diverso.

Questo esercizio ci aiuta ad allenare i muscoli della creatività e dell’immaginazione ampliando la nostra capacità di immaginare vividamente il futuro al pari di un ricordo passato. Questo contribuirà a far credere al nostro cervello che un cambiamento impensabile possa effettivamente diventare realtà.

Scintille di immaginazione

Potete utilizzare un generatore di suggerimenti per scrittori per dare una piccola spinta alla vostra creatività. Le frasi casuali generate sono di aiuto sia per gli scrittori per iniziare una storia ma sono anche un ottimo strumento in grado di ispirare l’immaginazione e stimolarci a creare qualcosa di unico e sconosciuto.

Prendete la prima frase che compare e iniziate a scrivere per almeno 5 minuti. Se riuscite a immergervi in un flusso di immaginazione andate anche oltre questo tempo. Oppure scegliete la prima frase che vi ispira in una serie di 3 o scegliete semplicemente quella che preferite.
Un suggerimento: la frase che non vi ispira e che vi sembra più complicata da utilizzare è proprio quella su cui dovreste insistere ad allenare la vostra immaginazione.

Il binomio fantastico

Il binomio fantastico è un esercizio che Rodari assegnava ai suoi alunni per immaginare come si potesse dar vita ad un racconto partendo da due semplici parole che si scelgono in modo casuale e si accoppiano in un binomio che costituisce il titolo della storia. Ad esempio “pianta” e “pantofole” diventano “La pianta delle pantofole”. Una volta composto il binomio nella mente dei partecipanti appaiono automaticamente tutte le relazioni possibili tra i due oggetti.

La casualità è importante per cui si possono pescare due parole indicandole con gli occhi chiusi sulla pagina di un libro, oppure scegliere la prima parola o l’ultima della pagina, oppure scriverle su dei bigliettini tra cui pescarle. Oppure potete anche utilizzare un generatore di parole casuali.
Più le parole sono lontane ed estranee, più il binomio funzionerà proponendo improbabili associazioni e scatenando liberamente la fantasia. Liberate le parole dalle catene dei loro significati, si generano le condizioni migliori per generare una storia fantastica.

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Oggi, e sempre più in futuro, c’è bisogno di persone con menti flessibili in grado di immaginare il futuro individuale e collettivo.
C’è bisogno di designer in grado di occuparsi non soltanto dei problemi odierni ma di interrogarsi su quelli di domani.
C’è bisogno di elevare il design a mezzo per speculare sul futuro, individuare quello preferibile e supportarci nel cogliere le opportunità e le azioni che dobbiamo attuare per raggiungerlo.
Perché il nostro futuro è già qui, oggi. E solamente se siamo in grado di immaginarlo lo possiamo cambiare, insieme.

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Fonti e risorse per approfondire

UXlab.it

Laboratorio di UX design: approfondimenti, idee…

Debora Bottà

Written by

Experience designer, speaker, UX design teacher and evangelist — Author of “User eXperience Design”, Hoepli

UXlab.it

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Laboratorio di UX design: approfondimenti, idee, riflessioni, risorse e contaminazioni. Nato come sito web di supporto al libro “User eXperience Design” di Debora Bottà ed edito da Hoepli, si è arricchito nel tempo di nuovi canali di comunicazione. Per informazioni: www.uxlab.it

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