Speculative design: inclusivo, partecipativo e tangibile

Riflessioni sul valore e sulle opportunità di guardare al futuro per affrontare incertezze e cambiamenti.

Debora Bottà
Jul 6, 2020 · 8 min read
Foto di ThisIsEngineering da Pexels

In questo periodo ho partecipato a vari eventi, letto libri e articoli e discusso con colleghi sul tema dello speculative design. Vi condivido alcuni pensieri e riflessioni sul tema, in parte puramente personali e in parte frutto di una sintesi o rielaborazione di quanto sostenuto da alcuni ricercatori ed esperti.
Il mio augurio è che possano stimolare ulteriori riflessioni e discussioni che arricchiscano questo ambito del design in crescita, ma ancora fortemente di nicchia.
Se è la prima volta che sentite parlare di questo argomento, prima di leggere questo articolo, vi consiglio di partire da questa introduzione al concetto di speculative, critical o future design.

Passato, presente e futuro

“Il backcasting è ciò che differenzia lo speculative design dalla science fiction.”

Le differenza tra forecast, scenari e backcast (fonte: https://snov.io).

Quando ci si proietta verso il futuro non bisogna però dimenticarsi del passato. Il passato ha un valore importante anche per lo speculative design perché ha determinato dove si è oggi e, di conseguenza, guiderà dove si potrà andare domani.
Dal passato si può attingere per ricavare gli schemi che si sono ripetuti nel tempo, utili sia a comprendere il presente sia per tracciare una direzione in un futuro possibile.

Future design thinking

A questa fase ne segue una di convergenza di pensiero in cui, tra tutti i futuri possibili, si cercano di individuare quelli plausibili e, successivamente, quelli preferibili. Senza una buona divergenza di pensiero questa fase risulterà poco efficace: è fondamentale avere quante più possibilità da esplorare, discutere e su cui riflettere per comprendere davvero qual è la direzione preferibile a cui tendere.
In questa fase si cerca di restringere il cono dei futuri possibili.

Tassonomia dei futuri di Anthony Dunne e Fiona Raby (fonte: “Speculative Everything: Design, Fiction, and Social Dreaming”, A.Dunne, F. Raby, The MIT Press, 2013).

Dal futuro ai futuri

“Il futuro non è un monologo.”

Il futuro ha bisogno di più voci per generare visioni differenti, complementari o contrapposte, ma fondamentali per consentire di vedere e considerare quante più sfumature e sfaccettature possibili.
I gruppi di speculative o future design sono generalmente composti da figure professionali eterogenee, da specialisti ed esperti di varie discipline, ambiti e provenienza, al fine di riuscire a considerare differenti risvolti economici, sociali, etici, ambientali, politici, ecc. di quello che si sta immaginando.

Assolutamente consigliabile attingere anche da report e da raccolte di trend in atto sempre al fine di considerare ampliare la visione sul futuro e favorire la divergenza di pensiero.

“Future scan” uno strumento ideato da Board of Innovation con più di 150 trend futuri (fonte: www.boardofinnovation.com)

Diversità e inclusione

“Ai possibili futuri può essere applicata una lente diversa e più inclusiva.”

Con lo speculative design possiamo rappresentare e progettare per la diversità che vogliamo vedere nel mondo.
Lo speculative design è un valido approccio che consente di distaccarsi dal presente, di creare una rottura con in presente, in modo da riuscire a guardare così lontano dalla situazione odierna da visualizzare un futuro totalmente inclusivo.
Inoltre, riuscire a immaginare, vedere e considerare futuri inclusivi può, grazie al backcasting, individuare delle azioni da mettere in atto da oggi per per affrontare diversità, emarginazione e discriminazione che da più parti nel mondo stanno chiedendo urgenti risposte e soluzioni.

L’Afrofuturismo è una corrente culturale che combina elementi di science fiction al magico realismo e alla storia dell’Africa (fonte: www.huffpost.com).

Dallo human allo humanity-centered design

“Lo speculative design consente di passare da un design per l’uomo a un design per l’umanità.”

Tutto ciò che si progetta ha delle conseguenze e per i designer è necessario ampliare le proprie riflessioni: quando si progetta sicuramente si sta risolvendo un problema esistente ma è importante interrogarsi se la soluzione di fatto non generi altri problemi, non soltanto oggi ma anche in futuro.

Immaginare un futuro utilizzo distopico di ciò che si sta progettando consente di considerare e includere nella soluzione elementi in grado di prevenire quell’uso malevolo o dannoso per altre persone, per la società o per l’ambiente.
Le visioni distopiche possono far sentire i designer a disagio ma sono in grado di aiutarli a prendere maggiore coscienza delle loro scelte e ad assumersi piena responsabilità della progettazione, grazie anche a una visione sistemica, circolare e inclusiva.

Partecipare al futuro

“Lo speculative design è una forma di progettazione partecipativa.”

Lo speculative design può essere utilizzato all’interno di comunità locali per supportarle nell’immaginare futuri possibili. Attivare la capacità di immaginazione è davvero importante, perché la capacità delle persone di vedere le cose in modo diverso le aiuta a credere che un futuro preferibile possa diventare realtà.
La possibilità tramite il backcasting di definire delle azioni da attuare nell’immediato per tendere verso a quel futuro rende questa visione ancora più concreta e tangibile.

Attraverso lo speculative e il future design è possibile anche immaginare un nuovo sistema di governo del futuro, con i suoi valori fondanti e la sua costituzione.

Counter Culture è un progetto per speculare sul futuro della carne coltivata in laboratorio: il pubblico della mostra sperimenta e crea degli scenari futuri per guidere la ricerca scientifica (finnstrivens.design/counter-culture)

Arte e futuro

“L’arte avvicina le persone al futuro rendendolo tangibile.”

Non è importante il mezzo utilizzato, tutte le forme d’arte hanno il potere di facilitare la comprensione del futuro e di accelerare la capacità delle persone di immergersi in quello scenario, di viverlo e di riflettere sulle sue implicazioni.
L’arte amplifica la visione di un futuro possibile e favorisce la comprensione del valore dello speculative design.

Il progetto HUM.2035, una mostra per riflettere e mettere in discussione il futuro dell’aiuto umanitario in India (fonte: futureofhumanitarian.work).

Futuro e aziende

Come indicato all’inizio di questo articolo, lo speculative design non deve essere frainteso come una pratica per predire il futuro più probabile. Ma una pratica che, grazie alla collaborazione di vari reparti dell’azienda ed esperti esterni per favorire la diversità di punti di vista, consente partendo dalla storia aizendale di individuare possibili futuri, definire quelli più probabili e, tra questi, quello che si ritiene preferibile.
La storia dell’azienda, il suo percorso, i suoi valori e i suoi cambiamenti in passato, influenzeranno la fase di convergenza individuando futuri in linea con questa eredità.

Reebok ha effettuato una riflessione su come saranno le maschere per il fitness guardando avanti nel tempo: il risultato sono tre progetti davvero futuristici (fonte: www.fastcompany.com).

Lo speculative design è un approccio che utilizza il design come mezzo per generare discussione e riflessione riguardo al futuro. Ma è anche un approccio che consente di affrontare l’incertezza e ricavarne delle azioni concrete da realizzare subito per tendere a un futuro preferibile.
Oggi viviamo tempi molto incerti che ci hanno ricordato che il futuro non è qualcosa di lontano nel tempo perché il nostro futuro inizia già da domani. Il cambiamento è ovunque ed è fondamentale pensare al futuro per capire come adattarsi.
Oggi potrebbe essere davvero un buon momento per divulgare lo speculative design e metterlo in pratica in più settori dal pubblico al privato.

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Fonti e risorse per approfondire

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Laboratorio di UX design: approfondimenti, idee…

Debora Bottà

Written by

Experience designer, speaker, UX design teacher and evangelist — Author of “User eXperience Design”, Hoepli

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Laboratorio di UX design: approfondimenti, idee, riflessioni, risorse e contaminazioni. Nato come sito web di supporto al libro “User eXperience Design” di Debora Bottà ed edito da Hoepli, si è arricchito nel tempo di nuovi canali di comunicazione. Per informazioni: www.uxlab.it

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