Design inclusivo: qual è il ruolo dell’illustrazione?

Illustrazione di Panfilia Iannarone

Prima di affrontare il tema cardine di questo articolo, voglio spiegare a voi lettori dei termini e concetti fondamentali con i quali bisogna relazionarsi per affrontare al meglio il Design Inclusivo, ovvero: Accessibilità e Design Universale.

L’accessibilità

Nasce prima o poi la necessità di rendere le risorse, i contenuti di una data applicazione, di un dispositivo, di un portale web semplicemente fruibili e utilizzabili da chiunque. Soprattutto a coloro che hanno disabilità che siano temporanee o permanenti, tecnologiche e o ambientali, in pratica senza discriminazioni di sorta: bene, in quel caso parliamo di Accessibilità.

Con questo termine, sostanzialmente, si vanno ad indicare in fase di progettazione tutte quelle integrazioni e sviluppi per soddisfare le esigenze di persone diversamente abili. Un esempio pratico sono i testi leggibili e facilmente comprensibili, tutti gli elementi non testuali poi, come immagini, grafici, infografiche, video e audio, avranno ad esempio un’alternativa testuale equivalente. Oppure, nella impossibilità di utilizzare un mouse, ogni link deve essere cliccabile tramite tastiera.

Esempio di accessibilità alternativa testuale per un’ immagine

Quindi durante le fasi di sviluppo di un software, o di un sito web, diverse figure professionali andranno a considerare: l’aspetto e il contenuto come le palette colori, il contrasto tra testo e sfondo per un leggibilità ottimale; la struttura link e immagini; l’interazione tra utente link e controlli utilizzabili anche da tastiera.

L’accessibilità non è solo una necessità ma ha anche un riferimento giuridico (art. 2, comma a, Legge 4/2004) il Decreto Ministeriale del 20 marzo 2013 . Inoltre nella Pubblica Amministrazione un sito web deve soddisfare tutti i controlli WCAG 2.0 fino al livello AA.

Il contesto dell’accessibilità così definita è il mondo virtuale.

Mentre per la progettazione fisica, cioè la realizzazione di edifici, prodotti e ambienti che sono di per sé accessibili a ogni categoria di persone, al di là dell’eventuale presenza di una condizione di disabilità, usiamo la definizione Design Universale.

Design Universale

Universal Design o Progettazione Universale ovvero Progettazione per tutti (in Inglese Design for All), è il termine internazionale con cui ci si riferisce a una metodologia progettuale moderna e ad ampio raggio.

Un esempio di design universale sono le rampe di accesso ai marciapiedi, che abbattono le barriere architettoniche essenziali per le persone su sedia a rotelle, ma che possono essere utilizzate anche da tutti.

Il design universale viene anche applicato alla progettazione della tecnologia, dell’istruzione, dei servizi, e del più ampio spettro di prodotti e ambienti.

Un design quindi senza barriere alla portata di tutti, una filosofia di vita. Design for All è il design per la diversità umana, l’inclusione sociale e l’uguaglianza (EIDD Istituto Europeo per il Design e la Disabilità, Dichiarazione di Stoccolma, 2004).

Il suo scopo è quello di facilitare a tutti l’opportunità di partecipazione in ogni aspetto della società.

Sebbene Accessibilità e Progettazione Universale differiscono per campo di azione, l’Universale va a toccare molto più profondamente la questione dell’ uguaglianza sociale tanto da sviluppare la necessità di rappresentare le diverse figure presenti in essa. Questo avviene con l’Inclusive Design.

Inclusive Design

L’espressione Inclusive Design nasce in Gran Bretagna, precisamente da Roger Coleman, professore del Royal College of Art, che la utilizzò per la prima volta nel 1994.

L’inclusive Design viene definito come: l’approccio progettuale generale in cui viene garantito che prodotti e servizi rispondano alle esigenze di un pubblico il più vasto possibile, indipendentemente da età, sesso e orientamento sessuale, abilità e comunità d’appartenenza.

L’illustrazione inclusiva

L’illustrazione connessa strettamente nell’ambito d’azione dell’User Experience Design e dell’User Interface Design dà una precisa identità ad un prodotto: sia dal punto di vista del contenuto che al messaggio stesso nella comunicazione.

Ed è per questo motivo che rientra nel dibattito sull’inclusività.

Come per il design dell’interfaccia, l’illustrazione ha un impatto sulle persone che non va sottovalutato: impatto emotivo, sociale e culturale tutti grandi e piccoli tasselli di una visione più ampia che pian piano si va trasformando.

Le linee guida di un manuale di Inclusive Design sono chiari e importanti spunti e riflessioni utili nella progettazione:

· bisogna riconoscere chi si sta escludendo da questo processo di sviluppo da ciò possono nascere nuove opportunità di inclusione, nuove idee nuovi spunti;
· imparare dalle diversità delle persone che sono il centro del processo di sviluppo e dai diversi punti di vista e prospettive da approfondire;
· ognuno ha abilità e limiti a quelle abilità. Progettare per persone con disabilità porta beneficio non solo a loro ma anche in modo universale agli altri.

Perché includere una sola figura, fino a quel momento tenuta fuori dal contesto, ha un impatto su milioni e milioni di utenti portando loro beneficio e visibilità.

Illustrazione di Panfilia Iannarone

Meg Robichaud Lead Illustrator per Shopify in un suo recente articolo ha approfondito una polemica nata sui social, cioè ha voluto rispondere a chi l’accusava di non rappresentare adeguatamente le diversità: etnie, sessualità ad esempio. Semplificando il tutto col disegnare ogni personaggio umano con il colore viola, una scelta molto ponderata invece.

Illustazione di Meg Robichaud, Behance
Perché a Shopify invece di rappresentare ogni diversità in ogni forma, si sta cercando di rappresentare l’inclusione, riflettendo i valori che si vogliono trasmettere aspirando a normalizzare le diversità. Ciò per restituire a tutti il messaggio dell’importanza dell’inclusione. — Meg Robichaud (You Can’t Just Draw Purple People and Call it Diversity).
dal sito www.airtasker.com

Damien Terwagne Brand Designer per Airtasker, piattaforma di marketplace per privati e aziende, suggerisce di rappresentare al meglio una specifica comunità reale tenendo presente le diverse fasce di età, le diverse etnie e gli orientamenti sessuali.

Tutto nasce da Airtasker che ha un vastissimo pubblico di tutti i generi età e orientamento e ha portato il team di designer a realizzare un mix vincente di rappresentazione basato su determinati colori espressioni e linguaggio del corpo, forme, personalità dei personaggi.

dal sito www.airtasker.com
dal sito www.airtasker.com
“Quando si progetta per le persone, c’è una possibilità che si innescherà una sorta di risposta emotiva. Ciò significa che reagiranno a ciò che viene loro presentato. Più riescono a mettere in relazione ciò che hanno di fronte e meglio è. Questo è il modo migliore per consentire alle persone di identificarsi con la propria azienda, servizio o missione. Mentre progetti le scene, fai sempre il possibile: sperimenta con riferimenti culturali noti ai più. Aggiungi i piccoli dettagli che le persone sono abituati a vedere.” — Damien Terwangne (Illustrating inclusive communities)
dal sito atlassian.com

Sara VanSlyke Brand Designer per Atlassian, piattaforma di lavoro di supporto con software dedicati ai team aziendali e privati, ha creato assieme allo staff un set infinito di avatar inclusivi chiamati meeples.

un esempio di meeples
“Abbiamo integrato una nuova palette per le tonalità della pelle, i colori dei capelli e altre caratteristiche per riflettere al meglio le persone reali. Questo ha permesso di rappresentare in modo più efficace le persone di colore, ma ha aiutato anche le persone di tutte le età a rispecchiarsi nel nostro marchio.”— Sara VanSlyke (Illustrating Balanced and Inclusive Teams)

Conclusioni

Tutti noi illustratori dovremmo focalizzare il nostro processo di sviluppo sui temi quali diversità, inclusione e accessibilità, non per essere etichettati come coraggiosi, non è questione di coraggio, ma di cultura sociale.

Valori e ideali sono un’ottima spinta per una buona progettazione inclusiva.

Il nostro lavoro include educare visivamente non solo al bello ma anche alla qualità, intendere la rappresentazione come strumento di apprendimento e non solamente come immagine a sé stante, diamo un messaggio insomma.

Ci troviamo in un periodo storico molto importante basti pensare alla nascita di movimenti come #MeToo, Time’s Up, movimenti per l’affermazione di Gender Equality, la globalizzazione dei mercati e i flussi migratori.

Tutto questo divenire ha come centro indiscusso le persone, tantissime e diverse fra loro che hanno bisogno di essere rappresentate e ora abbiamo la consapevolezza che qualcosa si sta muovendo in nuove direzioni.

Le stesse aziende, per le quali lavoriamo indirettamente e direttamente, si stanno rendendo conto non solo delle loro responsabilità nella società ma anche della trasformazione della società stessa attuale può influire sul design dei propri prodotti.

Nella mia precedente analisi, dalle società ai professionisti che ho citato, il minimo comune denominatore è quello di attuare un continuo miglioramento nella progettazione e realizzazione dell’illustrazione inclusiva. Mi auguro che in Italia si possa finalmente iniziare questo processo di analisi e apportare i dovuti miglioramenti e cambiamenti di cui abbiamo bisogno.

Un invito a noi illustratori nell’imporci nel dialogo adottando uno spirito più critico e costruttivo sviluppando anche delle risorse fruibili per educare le aziende, i potenziali clienti, le agenzie, sull’importanza di una rappresentazione inclusiva nell’illustrazione.



Storie di design, esseri umani e interazioni.

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