Proto, partenza, via.

Guida pratica per i designer che desiderano prepararsi alla prototipazione, partire con il piede giusto durante la terza giornata di Design Sprint e arrivare ai test con gli utenti senza fiatone.

Franceska Dalsaso
Apr 2 · 8 min read

Il Design Sprint 2.0 ha portato nel mondo digitale un nuovo metodo per aiutare i brand a risolvere le sfide legate ai loro prodotti digitali, siano questi un’app, un nuovo sito o un servizio B2B. Il suo successo ha stravolto le regole del gioco non solo lato cliente, ma ha rappresentato anche per le agenzie creative una vera e propria sfida organizzativa.

Ma facciamo un passo indietro.

Cos’è il Design Sprint?


Giorno 1: perché è così importante

Grazie all’introduzione del Design Sprint, come designer, abbiamo l’onore e l’onere di sedere al “tavolo delle decisioni” fin dall’inizio del progetto. Questo costituisce un incredibile vantaggio nel capire perché sono state prese determinate scelte, qual è il nostro target e quali sono gli obiettivi di business. La sfida? Abbiamo solo una giornata per concretizzare tutte queste scelte in un qualcosa di tangibile.

Lo “Sprint team” viene allineato sulle sfide di progetto da considerare nei successivi giorni.

Giorno 2: il valore dello Storyboard

Definisci ogni dettaglio da prototipare sfruttando al massimo lo Storyboard.

Creare lo Storyboard rappresenta un esercizio molto delicato, perché i contenuti e le funzionalità definite in questo step saranno effettivamente disegnati nel prototipo finale. Per questo motivo è importante cercare di raggiungere un livello di dettaglio molto alto insieme al cliente. Il segreto per portare a casa uno Storyboard efficace? Tanta pazienza. Cerca di guidare il più possibile il cliente, di mantenere alto il focus sulle cose che realmente sono fondamentali per la giornata di test e di non lasciare nulla al caso: definisci contenuti, testi, CTA, messaggi di errore, pop-up e tutti gli elementi necessari per un prototipo realistico.


Giorno 3: prototipare con Sketch

Di norma, in Fightbean, durante questa giornata sono coinvolte 3 figure chiave:

  • 1 user interface designer: il suo compito è quello di curare gli aspetti “creativi” e di fare in modo che il prototipo sia impeccabile, sia da un punto di vista grafico che funzionale;
  • 1 user experience designer: ha la responsabilità di definire eventuali flussi/logiche non considerate nello storyboard (qualcosa sfugge sempre ahimè) e di supportare lo UI designer;
  • 1 facilitatore: nel nostro caso il facilitatore è anche un designer, quindi può essere utilizzato come jolly se la situazione lo richiede. Il suo incarico principale rimane comunque quello di dettare i tempi, ricercare eventuale materiale di supporto (immagini, testi, icone, etc) e comunicare con il cliente durante tutta la giornata per condividere avanzamenti, raccogliere feedback e tenere allineato il team.

Piccolo disclaimer: i designer che partecipano allo Sprint sono persone abituate a collaborare tra loro, hanno un metodo di lavoro condiviso e soprattutto lavorano gomito a gomito. Questo ci permette di velocizzare le tempistiche e diminuire i rework.

Durante le trasferte è fondamentale trovare una casa ideale per lavorare in team.

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Design System, Sketch e Flinto

  1. creiamo un file Sketch di base, contenente il design system, e lo condividiamo con il team come punto di partenza.
  2. utilizziamo le librerie Sketch per lavorare in modo condiviso.
Esempio di design system (molto basic) utilizzato in uno dei nostri ultimi Sprint.

Ma passiamo alle attività pratiche del mercoledì: cosa facciamo concretamente durante questa giornata?


⏰ Mattino (09:00–13:00)

Ad inizio giornata, Storyboard alla mano, assegniamo le diverse pagine ai membri del team, in modo che ognuno abbia un chiaro focus e un numero ridotto di funzionalità da disegnare. Cominciamo sempre dai layout più complessi o cruciali ai fini della validazione, e teniamo per fine giornata le schermate più semplici. Se nello Storyboard mancano delle interazioni necessarie per rendere il prototipo fluido e credibile, le definiamo con carta e sharpie prima di iniziare a lavorare operativamente su Sketch.

Secondo importantissimo step della mattinata: la scelta della musica. Lo sappiamo, la scelta della giusta playlist può essere causa di sanguinose battaglie in un team, ma un compromesso lo si trova sempre. Quello che per noi è sacro, però, è tenere Elettra Lamborghini per quando siamo vicini allo sfinimento mentale. Crediamo nel potere terapeutico del trash di qualità.

Stabilita la colonna sonora della giornata, procediamo a lavorare di buona lena sui nostri rispettivi file Sketch. La presenza del design system ci permette di velocizzare i tempi di prototipazione e di essere allineati come team, sicuri che i layout che stiamo sviluppando siano coerenti e omogenei tra loro.

⏰ Pomeriggio (14:00–18:00)

Dopo la prima condivisione con il cliente, cerchiamo di raddrizzare il tiro (se necessario) e di procedere spediti nella realizzazione dei layout mancanti. Per offrire all’utente un prodotto il più fluido e interattivo possibile creiamo il prototipo utilizzando Flinto, il quale ci permette di gestire tutte quelle micro-interazioni che rendono l’interfaccia verosimile e credibile per l’utente finale. Un tool come InVision, sebbene molto veloce, non ci permetterebbe di raggiungere un risultato curato e di così alto livello. Una buona alternativa a Flinto può essere rappresentata da Principle: anche in questo caso si tratta di un software specifico grazie al quale possiamo ottenere un prototipo davvero simile al prodotto finito in un tempo ridotto.

Fatta l’ultima condivisione con il cliente, ci occupiamo di fare un check generale sul prototipo, sui flussi di navigazione e sulle interazioni per apportare le ultime migliorie ed essere certi che tutto funzioni correttamente.

Et voilà, il prototipo è pronto!

Prototipo finale creato con Flinto.

Giorno 4: micro-aggiustamenti e correzioni


I nostri next steps


Alcuni tips finali:

  1. Definisci con anticipo i momenti di condivisione con il cliente: le scadenze sono utili per mantenere il team concentrato e per tenere allineati tutti sui progressi.
  2. Assegna un owner specifico ad ogni passaggio dello Storyboard e dai delle priorità alle schermate da implementare.
  3. Lavora con un team affiatato e presente nella stessa stanza.
  4. Crea e utilizza un design system di supporto.
  5. Utilizza strumenti di prototipazione il più possibile flessibili (Flinto, Principle).
  6. Fai in modo ci sia un ambiente distraction-free e la giusta carica di energia.
  7. Continua a sperimentare!

Questo articolo è stato scritto a quattro mani da Mattia Carletti e Franceska Dalsaso


Storie di design, esseri umani e interazioni.

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