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Arrestati altri due spacciatori della ‘banda del casolare’

L’operazione antidroga era scattata in seguito ad alcuni movimenti sospetti di due vetture notate dai cittadini nei pressi del cimitero di Creti, frazione Cortona

Cortona- La squadra mobile aretina aveva rilevato che le due autovetture segnalate si aggiravano con un’insolita frequenza non lontano da un grosso casolare di campagna, abbandonato e fatiscente, nei pressi proprio del cimitero di Creti.

A prima vista l’enorme casolare appariva completamente dismesso, ma in una mangiatoia, completamente coperta da alcuni mattoni, gli agenti hanno rinvenuto una scatola in plastica vuota. Era evidente che quel grosso contenitore, occultato meticolosamente, fosse stato posizionato lì per custodire qualcosa che ancora non vi era stato riposto. In quella mangiatoia fu poi ritrovato un ingente quantitativo di droga, per un valore compreso tra 300mila euro ed i 600mila euro, che rivenduto al dettaglio avrebbe potuto fruttare fino a 2milioni di euro alle casse degli spacciatori di piazza aretini.

Della ‘banda del casolare’ facevano parte cinque uomini albanesi, due di loro sono stati arrestati a novembre 2016 e condannati a otto anni di reclusione per essere stati trovati in possesso di 6 panetti di cocaina purissima. I due albanesi arrestati non erano, però gli unici ad essere finiti nel mirino degli uomini della Mobile.

Gli investigatori avevano già da tempo ricostruito la rete di cessioni degli altri tre criminali, uno rimasto escluso dall’ordinanza di custodia cautelare, che avevano organizzato nel capoluogo aretino: una fitta rete di rapporti che li legava a consumatori che venivano riforniti anche più di una volta al giorno.

Le risultanze d’indagine, conclusa definitivamente lo scorso 19 giugno 2017, sulla base delle prove raccolte dalla Polizia di Stato, hanno così portato la magistratura aretina ad emettere l’ordinanza con la quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere per gli altri due, ritenuti responsabili del reato di spaccio di sostanze stupefacenti.

I due albanesi, dopo essere stati rintracciati nella provincia di Arezzo dagli investigatori, hanno ricevuto la notifica del provvedimento lo scorso 29 settembre 2017 e da allora sono reclusi presso la locale Casa Circondariale.