Contro una malattia sociale come il diabete, a Nottola percorsi e rete con i medici

Istituita dall’International Diabetes Federation e dall’Oms nel 1991, il 14 novembre ricorre la giornata mondiale contro il diabete; quest’anno è dedicata alla prevenzione delle donne che dopo la menopausa possono incorrere nella malattia

Valdichiana-Presso l’ospedale di Nottola, dove funziona un ambulatorio di secondo livello per la cura del Diabete Mellito, su circa 3000 prestazioni annue, un centinaio sono rappresentate da Diabete Gestazionale che è un problema emergente di cui questo ambulatorio si fa costantemente carico.

Nottola, una delle strutture all’avanguardia nei percorsi per il diabete: per i diabetici ricoverati è stato formalizzato un Protocollo Terapeutico con l’obiettivo di contenere e trattare gli stati di scompenso glicemico. Allo stesso modo è stato formulato un PDTA con il dipartimento di emergenza e urgenza per i pazienti diabetici che arrivano in Pronto Soccorso, grazie al quale si sono ridotti i ricoveri impropri per tale patologia.

“Intercettare precocemente, anche e soprattutto nelle fasce di età più giovani, i comportamenti a rischio, come ad esempio quelli alimentari e gli errati stili di vita, può consentire di iniziare ad arginare questa dilagante malattia. — afferma il dr Luigi Abate direttore della UO Medicina Interna dell’Ospedale di Nottola.

La Regione Toscana ha istituito il sistema del Chronic care model, che inserito nel contesto delle cure primarie e quindi della rete con i medici di medicina generale, ha lo scopo di attuare, anche nel caso del diabete mellito, gli interventi di prevenzione e controllo della progressione di malattia, attraverso il coinvolgimento attivo degli assistiti, preventivamente informati e con espressione del consenso.

Il diabete mellito costituisce una vera propria emergenza sanitaria. Sino ad 1 paziente su 4 tra gli adulti ospedalizzati ne è affetto e il rischio di ospedalizzazioni è nettamente aumentato rispetto al non diabetico di pari sesso/età e per quasi tutte le cause (+188% per scompenso cardiaco, +120% per insufficienza respiratoria, +129% per infarto miocardico, +46% per aritmia cardiaca). E, proprio a causa di questa sua elevata prevalenza, viene suggerito che possa essere considerato alla stregua di una malattia sociale; infatti, le implicazioni cliniche che comporta, si ripercuotono, oltre che sul soggetto affetto, anche su molti altri livelli: la famiglia, le strutture sanitarie assistenziali, il mondo del lavoro.