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Nasce una ONLUS a sostegno dell’Hospice Valdichiana

All’ospedale di Nottola è stata presentata un’associazione a sostegno del reparto di hospice e delle cure palliative per il fine vita

Montepulciano — Presso lo stabilimento ospedaliero di Nottola, nel reparto Hospice degli Ospedali Riuniti della Valdichiana, il giorno venerdì 10 novembre si è tenuto un open day per presentare una nuova ONLUS nata per aumentare la consapevolezza delle cure palliative per il fine vita. Il reparto, che rispetta la spiritualità delle varie religioni, ha da sempre l’esigenza di incrementare la cultura delle cure palliative che offrono sostegno ai malati terminali e ai malati cronici, oltre che alle persone che stanno loro attorno. Per ottenere questo scopo vengono utilizzate anche forme peculiari di sostegno quali la medicina narrativa o la musicoterapia, sempre con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei malati e dei loro parenti e di rispettare la loro dignità di persone.

“L’associazione Sostenitori Hospice Valdichiana nasce per amore, — ha dichiarato il presidente dell’associazione, Noli Fabio— perché abbiamo toccato con mano quello che è l’Hospice dell’ospedale di Nottola. Abbiamo visto che i medici e gli infermieri operano tutti con amore, il malato è tenuto in gran conto. Mia sorella era una malata terminale di cancro, ma è morta con il sorriso sulle labbra, pur avendo il terrore della morte. Ho pensato che fosse necessario fare qualcosa anche per le altre persone, non pensare solo a noi stessi. Vogliamo sostenere le attività dell’ospedale, sempre insieme alla medicina generale, con attenzione massima al malato e allo sviluppo della consapevolezza sulle cure palliative. È importante che tali cure siano effettuate in maniera efficace da professionisti: dobbiamo quindi sostenere medici e infermieri nei corsi di aggiornamento, raccogliendo ulteriori fondi a supporto del reparto di Hospice Valdichiana.”

Tutto è racchiuso nel nome dell’associazione, che parte dal concetto di sostegno. — ha commentato il segretario dell’associazione, Trabalzini Eros — Il principio è quello di aiutare, come un bastone che aiuta a camminare. Nel contesto del reparto di Hospice, c’è bisogno di sostegno ai malati in fine vita, oltre ai malati cronici. Ci sono persone ferme nel letto, che rischiano anche di soffrire gravi casi di depressione, oltre alla difficoltà di soddisfare i propri bisogni fisici. Citando un aforisma di Ippocrate: “Quando due dolori si verificano insieme, ma non nello stesso posto, il più violento oscura l’altro”. Questo significa che nei malati terminali e negli infermi c’è un’altra malattia sottostante, che è la depressione, lo sconforto, la paura di sentirsi soli. Il sostegno è fondamentale per la mente di questi malati, anche per le persone che stanno loro intorno e che li amano.”

All’iniziativa, promossa dal personale di reparto, erano presenti il Vescovo di Montepulciano, il presidente della commissione sanità della Regione Toscana, Stefano Scaramelli, il presidente del Consorzio del Vino Nobile, Piero di Betto, e gli amministratori comunali del territorio in cui insiste l’attività di hospice; gli amministratori hanno accolto di buon grado l’iniziativa, finalizzata a sensibilizzare la cittadinanza sulla necessità di sostenere le persone che soffrono.

“Questa è un’operazione culturale necessaria, perché la cura palliativa interviene sul dolore e lo valuta in base alla dignità della persona. — ha sottolineato il Vescovo Stefano Manetti — La nostra cultura deve basarsi sul concetto di dignità, anche nei casi di fragilità, perché ognuno di noi è importante fino in fondo. La medicina più potente è la vicinanza, restituisce al malato speranza e dignità.”

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