
Nuova Rocchi, Fiom: ‘L’azienda torni sui suoi passi’
3 Agosto 2017
Dopo che l’azienda ha comunicato la sua decisione di presentare la richiesta di concordato liquidatorio, la Fiom chiede ai dirigenti dell’azienda di ripensare alla decisione presa
La Fiom torna a chiedere alla proprietà e al presidente del CdA di tornare sui suoi passi e creare le condizioni affichè salvi il sito produttivo e si attivino gli ammortizzatori sociale per aiutare le precarie condizioni economiche delle famiglie coinvolte.
Tra le proposte che erano state avanzate dal sindacato per cercare di salvare l’azienda anche l’attivazione di una cigs per crisi e la ricerca di nuovi interessamenti esterni per un settore che può avere ancora prospettiva.
Fiom Cgil inoltre spiega come non sia giunta da parte dell’azienda nessuna
risposta sul perché non abbiano partecipato al tavolo tecnico concordato con la Regione e sul perché non si sia ascoltato quanto consigliato da tutte le parti in causa, in primis il sindacato, affinché venissero tentate tutte le possibilità per salvare, anche parzialmente, il sito produttivo.
“La cosa più sconcertante registrata è comunque che a fronte di una volontà dichiarata di voler procedere con un concordato liquidatorio (quindi cessando l’attività) ancora non risulta aperto nessun tipo di intervento, un atteggiamento che tiene i dipendenti in un massacrante limbo, dove non c’è un ammortizzatore sociale attivo, non c’è ripresa lavorativa e (anche se è l’ultima cosa che vorremmo) non c’è nemmeno il licenziamento”. — conclude il sindacato in attesa di ulteriori sviluppi della vicenda.

Nuova Rocchi chiederà il concordato liquidatorio
02 Agosto 2017
La Regione Toscana ha convocato le parti e la Nuova Rocchi ha comunicato la sua decisione di presentare la richiesta di concordato liquidatorio
La scelta è stata comunicata in Regione, la quale, assieme al sindaco di Sinalunga Riccardo Agnoletti, esprime rammarico per l’azienda sinalunghese e per la ventina di dipendenti a servizio di grandi gruppi nella costruzione ed allestimento di cabine elettriche ed impianti ad alta tensione.
Era stato proposto ed ipotizzato un percorso che attraverso l’uso di ammortizzatori sociali per crisi ed un supporto nella ricerca di eventuali nuovi investitori avrebbe potuto verificare la possibilità , in tutto o in parte, di dare continuità all’azienda, oltre che ridurre il costo sociale e anche i costi economici a carico dell’impresa.
Da tempo la Rocchi viveva momenti di difficoltà e l’ultimo incontro con il consigliere per le politiche del lavoro del presidente Rossi, Gianfranco Simoncini, c’era stato il 4 luglio.
L’azienda invece ha deciso altro; adesso dopo la formalizzazione dell’istanza da parte aziendale, si attende la nomina del commissario, che dovrà a quel punto dar corso alla richiesta di concordato liquidatorio.

Nuova Rocchi, la Regione convoca le parti
28 Luglio 2017
La Regione Toscana ha convocato le parti per il 2 agosto. Molta solidarietà dai sinalunghesi e dalle parti politiche ai lavoratori in presidio
La Regione Toscana ha convocato le parti per mercoledì 2 agosto. Dalle dichiarazioni che l’azienda ha rilasciato al Sindaco di Sinalunga sembra che ci sia la volontà di partecipare al tavolo.
“Ci auguriamo che in quell’occasione si riesca finalmente a fare chiarezza su questa brutta storia che coinvolge almeno 20 persone e le loro famiglie. L’ennesima, purtroppo, per una realtà come la Valdichiana” — è il commento del sindacato.
Ai lavoratori in presidiohanno portato il loro sostegno e solidarietà, il sindaco di Sinalunga Riccardo Agnoletti e il consigliere regionale Stefano Scaramelli che si sono fatti carico delle aspettative di operai e sindacati e sostenere un’azienda produttiva della Valdichiana.
A dare sostegno ai lavoratori anche il coordinatore di Art.1 MDP di Siena, Fulvio Mancuso: “E’ una situazione veramente complessa quella nella quale si trovano i lavoratori della Nuova Rocchi che, senza stipendio e senza lavoro, non riescono a parlare con una proprietà che fino ad oggi non ha manifestato alcuna intenzione di affrontare questa delicata fase. Ai lavoratori va tutta la mia solidarietà e sostegno affinché si possa al più presto trovare una soluzione concreta e rapida in termini di ammortizzatori sociali, almeno in un primo tempo, e di prospettiva a lungo termine per maestranze di grande professionalità che si possono mettere a disposizione di una nuova esperienza imprenditoriale, qualora si presentasse l’occasione di una ripresa delle attività”.
L’azienda, dal canto suo, fa sapere che se dalla Regione arriveranno delle proposte valide le prenderà in considerazione per scampare a questo grave momento di crisi.

Posti a rischio, Nuova Rocchi in presidio
26 Luglio 2017
È iniziato martedì 25 luglio il presidio dei lavoratori della Nuova Rocchi; nessuna comunicazione dagli amministratori dell’azienda sulla situazione
SINALUNGA — Sono finiti i tre mesi di cassa integrazione e 20 dipendenti della Nuova Rocchi di Sinalunga, azienda che produce cabine elettriche prefabbricate in cemento armato e quadri elettrici di media e bassa tensione, non conoscono il loro futuro. Per questo motivo, da martedì 25 luglio, un gruppo di lavoratori si sono riuniti davanti ai cancelli chiusi dell’azienda in un presidio permanente diurno.
“Abbiamo registrato varie presenze e messaggi di solidarietà, ma l’Azienda è ancora assente. Si fa sempre più forte il sentore di una vera e propria serrata, con i legali valuteremo se intervenire anche in tal senso. E’ opportuno che le istituzioni, in primis la Regione Toscana, riconvochino le parti.”- spiega il sindacato.
“La Nuova Rocchi non può essere chiusa in quanto ad oggi non ha aperto alcuna procedura in proposito. E’ utile inoltre ricordare che nelle ultime settimane antecedenti la fine della cassa integrazione ordinaria alcuni lavoratori sono stati impegnati in azienda e in più cantieri per la consegna di lavori importanti. La condizione attuale, ovvero i cancelli sbarrati e le retribuzioni bloccate, tenendo conto che le ultime consegne dovrebbero aver portato (o portare a breve) liquidità importanti e che in assemblea più lavoratori hanno sostenuto che alcune commesse sono state rifiutate o comunque non avviate, dà sempre di più il senso di una serrata, atta a piegare illegittimamente la volontà delle maestranze, cosa che chiaramente il sindacato non vuole e non può accettare”.
Lo scorso 4 luglio si sono riuniti in Regione, oltre ai vertici aziedali anche i sindacati, il sindaco di Sinalunga, Riccardo Agnoletti, Gianfranco Simoncini, per la Regione Toscana, Luciano Vagaggini per l’Amministrazione Provinciale di Siena per parlare della situazione. Le istituzioni si sono rese disponibili a dare tutto il supporto ed il sostegno all’azienda e ai lavoratori.
“E’ necessario quindi — aggiunge la FIOM CGIL — che i soci, che per anni hanno lavorato fianco a fianco con quei lavoratori che oggi sembrano voler lasciare in mezzo alla strada nel peggiore dei modi, si facciano sentire, battano un colpo, smentendo quanto sembra dalle apparenze e dimostrando che stanno lavorando perché quest’attività possa avere un futuro, con loro o con altri, invece di lavorare per sè stessi e per portare le lavorazioni residue esistenti in altri lidi. Le insistenti voci di più newco che girerebbero attorno al futuro della Nuova Rocchi danno il segno che lavoro nel settore, o nei settori, c’è, visto anche che l’azienda è equamente distribuita nella produzione di cabine di trasformazione e sezionatori elettrici: le prime destinate a lottizzazioni, fotovoltaico, ecc (prevalentemente per committenti privati), i secondi rivolti alle linee di tensione (per enti elettrici e ferrovie).
“Le istituzioni, che ringraziamo per l’impegno profuso, — conclude l’organizzazione sindacale — si sono mosse appena da noi sollecitate, dando competenza tecnica per le soluzioni possibili ed appoggio politico sia sul fronte della ricerca di società interessate a rilevare il sito, sia in merito alla possibilità di intervento per reperire risorse per il rilancio. Ma il silenzio della proprietà e della direzione rischia di vanificare il tutto. Come ricordato dal Sindaco di Sinalunga, alcuni spiragli ci sarebbero e ci sono, basterebbe che l’azienda credesse ancora in sè stessa e che i soci dimostrassero di far veramente parte di quella famiglia in cui per anni hanno creduto i dipendenti”.

