Il potere della Scrittura: la rinascita della Cappella di Rosslyn

La facciata

Qualche ora prima di partire, trenta dicembre 2016. 
 
Ho scelto Edimburgo per la mia notte di Capodanno. Partirò con Lidia per assistere al concerto di Paolo Nutini. Ho dato solo un’occhiata veloce alla guida. Vedrò il Castello, il Royal Yacht Britannia e le stradine della Old Town. 
 Poi all’ultimo minuto un amico mi suggerirà di fare un salto fuori città e vedere anche la Cappella di Rosslyn, quella che per me sarà una scoperta preziosa.

Due gennaio 2017
 
La voce roca di Paolo Nutini, la sua verve, la sua passione e le canzoni che mi hanno riscaldata nella notte di Capodanno mi hanno portata col bus 37 qui fino a Rosslyn. In questo piccolo borgo di pastori si erge la Cappella omonima, resa nota in tutto il mondo da un libro: “Il Codice da Vinci” di Dan Brown. Lo scrittore ha puntato il suo successo sulla leggenda che vuole il Santo Graal custodito in una delle colonne di questa piccola gemma. Fotograferò la facciata all’ombra del mattino perché le foto all’interno sono vietate.

Il borgo di Rosslyn

La cappella venne costruita nel 1446 dalla cattolica famiglia St Clair, che si dice fosse legata ad un famoso ordine dei Templari. La chiesa era stata progettata per avere la forma di una grande croce e in origine il progetto prevedeva un tempio maestoso. Ma alla morte di Sir William St Clair, i lavori vennero cessati perché i discendenti non vollero più investire il loro patrimonio in questo luogo. Eppure, sebbene le dimensioni siano ridotte, ci vollero quarant’anni per realizzare ciò che vediamo oggi. E non è difficile intuire perché.
 Il soffitto è stato scolpito a mano in cinque sezioni, è una struttura impressionante non sorretta da alcuna impalcatura in legno ed è divisa in cinque sezioni ricoperte da:
 — fiori a quattro petali 
 — foglie tondeggianti e fiori a quattro petali
 -lillà
 -stelle

Il soffitto

Ma le meraviglie e i simboli più arcani si trovano nella San Lady Chapel: è divisa in compartimenti a volta che creano un gioco per cui tutte le linee vanno a convergere in un punto centrale da cui pende la famosa croce di Betlemme, un bassorilievo ad otto punte che rappresenta proprio la stella di Betlemme sopra la quale sono rappresentate le figure associate alla nascita di Cristo.

La Croce di Betlemme ed il “green man”

Ma il simbolo che mi ha colpito di più, è quello dei “green man”, presente in tanti punti della chiesa. Si tratta di una figura allegorica pagana tipica della tradizione medievale e della cultura celtica. È la raffigurazione di un volto arcigno con la bocca aperta, dalla quale germogliano tralci di edera, vite, spirali della pianta dei fagioli, fasci d’erba e a volte monete. A incorniciare il volto vi sono foglie e un paio di corna. Si è soliti vedere nel Green Man l’allegoria della vita vegetale e animale, con i ritmi dei cicli stagionali. Ma esiste anche un’interpretazione esoterica che rappresenta la supremazia della danza della morte sull’umanità.

Potrei passare ore a descrivere gli intagli, le decorazioni delle vetrate, i pavimenti, il coro. Ma la mia non è una guida. La mia è una particolare apologia.
 Dopo la riforma protestante, la Cappella fu letteralmente devastata: le vetrate decorate furono mandate in frantumi e l’incessante pioggia scozzese e il vento freddo delle highlands logorarono gli stucchi, inzupparono le pietre, cancellarono parzialmente il fine lavoro di cesellamento di nobili artisti: goccia a goccia la pioggia sfregiava i volti dei green man, levigava il pregiato soffitto, sfumava i particolari degli intagli e la potente simbologia della croce di Betlemme.
 Solo con la Regina Vittoria si riconobbe che un simile gioiello andava preservato e vennero dati fondi modesti ma sufficienti per riparare i danni più ingenti, coprire il tetto dalle piogge battenti e rifare le vetrate, naturalmente in stile vittoriano.
 Da quell’epoca al presente più recente Rosslyn ricevette sempre meno fondi e questo santuario, protetto dalle amorevoli mani dei suoi concittadini ricominciò a scivolare nel baratro dei luoghi dimenticati.
 Eppure oggi, due gennaio 2017, la copertura del tetto è stata rinsaldata, c’è il riscaldamento a pavimento, ogni piccolo simbolo viene studiato e restaurato. Da pochissimo è stato inaugurato un bellissimo centro visitatoti con strumenti interattivi che ne illustrano la storia. Ogni ora una guida preparata racconta con devozione i misteri della cappella: mi siedo e ascolto con trasporto. Io lo chiamo il potere della Scrittura. La diffusione del “Codice da Vinci” ha decuplicato le visite e ha permesso alla comunità di Rosslyn di ridare splendore a questa chiesa che racchiude magia e mistero. Se il mio motto è sempre stato che le parole contano meno dei fatti per una volta voglio affermare che la letteratura ha fatto il miracolo di agire sulla realtà. Le parole sono state condivise e anche se grazie alle logiche odierne che si basano principalmente sul profitto, la scrittura ha portato alla luce della coscienza collettiva l’esistenza di un luogo mitico per la nostra epoca e la nostra Europa.

Il retro illuminato dal sole
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