Quella volta che prima di partire guardai a che ora calasse il sole

Il mio viaggio in Portogallo è stato un insieme di prime volte. Era la prima volta che organizzavo un viaggio da sola, che prendevo un aereo da sola, che viaggiavo all’interno di un paese estero da sola, sarebbe stato anche il periodo più lungo lontano da casa fino a quel momento e tante altre prime volte.
Mi sentivo e mi mostravo spavalda e impavida, ma nel profondo ero un vortice di domande e ripensamenti, ogni tanto mi chiedevo “Ma non starò facendo una cazzata?”, e i commenti di alcune persone a cui raccontavo quello che stavo per fare non erano certo da considerarsi degli incoraggiamenti.
Passavo giorni e ore davanti al computer, su Google Maps, guardando sulla mappa tutti i posti in cui sarei dovuta passare, per cercare di capire in che zone fossero e come arrivarci. Avevo una forte ansia addosso e la paura di dover affrontare situazioni e luoghi poco sicuri. Sono nata e cresciuta in un piccolo paese di provincia, dove vige lo spauracchio del pericolo costante che si può incontrare se si esce dal paesello. Nonostante io sia una persona molto decisa e pragmatica, non riuscivo a togliermi dalla testa la paura che, se fossi stata in difficoltà, non sarei riuscita a cavarmela.
La situazione che immaginavo e che più mi creava ansia era quella che, al mio arrivo ad Aljezur, non ci sarebbe stato nessuno ad accogliermi. Questo perchè, prima che io e i miei host ci fossimo messi definitivamente d’accordo, era avvenuto un lungo scambio di e-mail, molte delle quali erano mie ed erano rimaste senza risposta. Aljezur è un paese in Algarve in mezzo al nulla, l’avrei raggiunto la sera in pullman, l’ultima corsa della giornata, al buio, cos’avrei fatto se non ci fosse stato nessun ostello?
Ovviamente era una paura totalmente infondata, ma avevo avuto tutto il tempo necessario perchè si sedimentasse nella mia mente.
Per cercare di sedare un po’ l’ansia mi ero preparata due cartine, una con il percorso dall’aeroporto al parcheggio degli autobus e una dall’aeroporto al centro di Lisbona, le avevo stampate e avevo evidenziato con delle frecce colorate tutti i percorsi, segnandomi anche i nomi delle fermate.
Dopo poco tempo le avevo fissate così bene nella memoria che avrei potuto ridisegnarle al mano senza guardarle.
Tra tutte le cose che dovevo fare il giorno del viaggio, quella che mi spaventava di più era raggiungere la stazione dei pullman dall’aereoporto. La cartina che avevo stampato non bastava a rassicurarmi, avevo bisogno di certezze. Andai su Google Maps e guardai con Street View la zona. Era vicino al Jardim Zoologico, lo Zoo di Lisbona. La fermata della metro aveva lo stesso nome ed era proprio di fronte alla stazione dei pullman. Non mi sembrava male come zona, anche se non era centrale, pensai che non ci fosse nulla da temere, in più per via dello Zoo era anche molto turistica.
Per rassicurarmi ancora un pochino, feci qualcosa che ha del ridicolo se ci ripenso adesso, guardai a che ora sarebbe calato il sole il giorno della partenza. Il buio mi mette agitazione, perché è subdolo e se di giorno sono una donna spavalda e più o meno sprezzante del pericolo, di notte divento una cucciola desiderosa di protezione. Ecco l’ho detto, ho fatto la mia confessione.
Non sarei mai tornata sui miei passi e alla fine sono partita, chiedendo indicazioni ho trovato subito il parcheggio dei pullman e sono arrivata sana e salva a destinazione. Non c’era proprio nulla da temere perché non sono andata a cacciarmi nei guai, ho sempre tenuto gli occhi aperti e tutta l’ansia che avevo addosso derivava solo dal retaggio di un’educazione all’antica e provinciale, che mi vorrebbe ben ancorata alle tradizioni e alla mia comfort-zone. Educazione che ho fatto in fretta a scrollarmi di dosso perchè durante il mio secondo viaggio in solitaria a Budapest sono partita sapendo a malapena il nome e la via dell’ostello e non mi ero mai sentita più sicura di me e delle mie capacità.
#CONFESSIONIDIUNAVIAGGIATRICE è un hashtag ideato da Viaggio da sola perché, il sito delle donne che viaggiano da sole.